Dove mangiare e bere a Trastevere, guida sincera alla rinascita di un quartiere tra botteghe e ristoranti tourist-free

Dove mangiare e bere a Trastevere, guida sincera alla rinascita di un quartiere tra botteghe e ristoranti tourist-free

Dove mangiare e bere a Trastevere: i migliori ristoranti. È uno dei quartieri storici di Roma, tra i più amati dai turisti. E questo rende difficile schivare le molte trappole che negli anni hanno dispensato carbonare precotte e conti gonfiati, millantando una tradizionale cucina romana che si vedeva solo col cannocchiale. Ma da qualche tempo Trastevere è rinata e sono molti i locali da tenere d’occhio: oltre alle botteghe storiche (ce ne sono tante) che assicurano a chi fa la spesa in questa zona prodotti che non si trovano al supermercato, Trastevere ha fatto di recente un bel passo in avanti. Non solo trattorie infatti, ma anche bar e cucine moderne per attirare un pubblico curioso e vivace. Non solo carbonare, ma anche stelle Michelin, non solo coda alla vaccinara ma anche cucina internazionale. Ecco il nostro tour in uno dei quartieri più turbo-gastronomici della città.

Botteghe 

A Trastevere le botteghe e gli alimentari specializzati sono tanti: sarà per questo che farete (grazie!) abbastanza fatica a trovare un supermercato. Per la frutta e la verdura si può scegliere Er Cimotto, proprio dietro Piazza Trilussa: approdo sicuro con una ricchissima offerta di prodotti freschi. Ci sono anche estratti e centrifughe, oltre a frutta e verdura da comprare già tagliata e sbucciata da mangiare passeggiando. Rimanendo nel mondo vegetale, un’altra bellissima realtà è Rumi Bottega Organica: qui alla scelta di materie prime della terra che puntano alla massima naturalità, si possono trovare anche pesti, formaggi, olio, vino, dolci fatti in casa e alcuni piatti pronti. Con l’Antica Caciara Trasteverina il nome non sembra casuale: una vera pizzicheria di quartiere tramandata da tre generazioni con tanta abbondanza, un banco traboccante di salumi e formaggi soprattutto da cui poter attingere per una spesa DOC. Lo stile dell’alimentari è fermo a mezzo secolo fa, ed è per questo che non potete perdere una tappa qui della vostra spesa.

Foto Sito Web Le Levain

Proseguiamo rimanendo ancorati saldamente alla tradizione verso il Biscottificio Innocenti: uno dei pochi biscottifici rimasti in circolazione, baluardo dei negozi di biscotti che ci siamo abituati a comprare sugli scaffali dei supermercati. Qui si fanno ricette di biscotti regionali italiani realizzate dalla stessa famiglia di panificatori con un forno vintage degli anni ’50. Ci sono i brutti ma buoni, le ciambelline all’anice, i biscotti intinti nel cioccolato, le crostate, le frappe e le colombe. Rimaniamo in tema dolci e lieviti, ma ci trasciniamo verso una scoperta più recente: è Le Levain, approdo certo del pasticcere di formazione francese Giuseppe Solfrizzi che alcuni anni fa ha aperto proprio a Trastevere il suo laboratorio aprendo una breccia francese nella pasticceria di Roma. Monoporzione, pane, torte, macarons, biscotti (anche qui), brioches e pain au chocolat vi faranno viaggiare attraverso lo spazio, il tempo e il burro fin dentro il cuore della Francia, ma rimanendo in una viuzza di Piazza San Cosimato.

Foto Pagina Facebook Supplì Roma

Non di soli dolci vive l’uomo poi. Ma il pane di certo non può mancare. Renella è il forno di quartiere con la pizza alla pala e i filoni di pane rustico. Aperto addirittura nel 1870, ha sfornato pane per tutti gli abitanti del quartiere e per i ristoranti della zona. Oggi il locale è decisamente rinnovato, ma continua il lavoro sui prodotti da forno della tradizione. Chiudiamo la spesa con due golosità assolute: il gelato e il supplì. Il gelato si compra sicuramente da Otaleg: Marco Radicioni, gelataio di casa, proprio a Trastevere ha stabilito la sua sede. Mentre per quanto riguarda il supplì, quelli di Via San Francesco a Ripa 137 sono praticamente biblici, tanto che il posto è conosciuto con diversi nomi (che sia Supplì, Supplì Roma, Da Venanzio). Filano come non mai e si mangiano bene da passeggio: versione classica con filatura al telefono annessa o versioni più moderne. C’è anche la pizza al taglio, ma qui il protagonista è un altro.

Trattorie tradizionali

Tra le vie di Trastevere la tradizione si respira sempre. Un po’ scolorita in qualche punto e soffocata da un turismo brutale, ma comunque vibrante e presente. Le serate trasteverine con i tavolini all’aperto e un classico primo romano sembrano un miraggio in questi tempi di magra. Ma se dovessimo ripartire probabilmente cominceremmo da Enzo al 29. Lo riconoscete dalla fila di persone che si siedono affamate sulla manciata di tavolini esterni. Dentro i posti sono ancora meno, la cucina è piccolina ma tira fuori tutti i classici della tradizione: il carciofo alla romana o alla giudia quando è stagione, la gricia con il guanciale di Amatrice e il pepe di Sarawak macinato al momento, gli involtini al sugo con le fettine di manzo, il pomodoro, la mortadella e il prezzemolo. Enzo era il primo proprietario dell’attività, poi rilevata dalla famiglia che ne porta avanti lo spirito oggi.

Foto sito Web Da Enzo al 29

Rimaniamo nel solco della tradizione Da Teo: qui si trovano piatti della gastronomia romana che si affiancano a piatti di pesce, carni, carbonare, fiori di zucca e altri fritti in una simpatica piazzetta. Da non molto Vincenzo Mancino ha portato a Trastevere anche Pro Loco: pizza e cucina con prodotti DOL (di origine laziale) in un locale dall’architettura piuttosto singolare. Qualche anno fa arriva a Trastevere anche Alessandra Ruggeri con la sua Osteria della Trippa: qui, come si intuisce dal nome, si possono assaggiare tantissime variazioni della trippa, dalle polpette alla zuppa, dalla frittura al raviolo. Vicino, tanti altri piatti come il baccalà alla trasteverina, la cotoletta d’abbacchio e la zuppa inglese. Infine tappa obbligata a La Tavernaccia dove i piatti si cucinano ancora nel forno a legna.

Foto Pagina Facebook Osteria della Trippa

Ristoranti moderni

O chiamateli come più vi piace: ci siamo capiti. Qui la tradizione non si disdegna, per carità. Ma la creatività prende il sopravvento. Cominciamo dalle stelle. Per molto tempo l’unica a brillare a Trastevere è stata Glass, l’insegna della chef Cristina Bowerman. Nel 2020 il quartiere guadagna un secondo riconoscimento: è il premio Michelin per Zia, il ristorante di Antonio Ziantoni e Ida Proietti. La cucina di Ziantoni, ricercata ma di gusto, si fa notare sin dall’apertura, insieme con un servizio attento e premuroso. Nel frattempo l’insegna acquista anche un certo lustro per la pasticceria, ideata da Christian Marasca, tanto che nasce un piccolo spin-off dedicato proprio ai dolci.

Foto Pagina Facebook Zia Restaurant

A cavallo tra la creatività e il giusto compromesso con il passato ci sono Eggs e Peppo al Cosimato. Nel primo caso l’insegna è tutta dedicata alle uova: qui la chef Barbara Agosti sceglie la sua carta delle carbonare con cura e prepara le uova in varianti gustose dalla ricca colazione a fine giornata. Ma ci sono anche tartare e caviale, zuppe e dolci, passando per il mitico Strapazzo, lo stecco di carbonara da passeggio. Con Peppo al Cosimato sono praticamente dirimpettai: qui, invece, al grido di “pizza e pesce povero” si possono assaggiare bei piatti per tutti i gusti. Rimaniamo nella stessa via e ci affacciamo da Aromaticus, seconda insegna dopo la prima apertura a Monti di questo progetto. Qui si mangia verde tra burger, insalate e piatti internazionali, bevendo vino e kombucha.

Per chi ha voglia di viaggiare anche in un quartiere centrale e ricco di storia, abbiamo due insegne da suggerire. La prima è Baby Bao, apertura recentissima ai tempi del Covid dove assaporare bao, shumai e ribs golosissime, anche a domicilio. Ma in zona troviamo anche un ristorante coreano che nasce nel 2004: si chiama Igio e propone piatti autentici e tipici della cucina della Corea del Sud. Non solo kimchi, ma anche bulgogi, il barbecue di lombo di vitello, galbi, ravioli, noodles e verdure.

Foto Pagina Facebook Igio

Conquista moderna, siamo alle propaggini di Trastevere che si protendono verso Porta Portese e Testaccio per trovare Jacopa, il ristorante che ha trovato casa all’interno dell’Hotel San Francesco a Ripa con la cucina del bravo chef Piero Drago. Cortile interno ora, terrazza bellissima d’estate: dalla mattina alla notte anche grazie alla staycation in tempi di Covid. Ci spingiamo un po’ oltre per non perderci anche Seu Pizza Illuminati, il tempio della pizza e dei fritti di Pier Daniele Seu che si trova a Via Angelo Bargoni. Look inconfondibile, farciture creative e generose, cornicioni alveolati e vaporosi per una vera pizza da urlo. E ancora pizza (questa volta romana, quindi bassa e scrocchiarella) e fritti da L’Elementare, il nuovo progetto di Mirko Rizzo (ex di 180g).

Foto Pagina Facebook Jacopa

Destinazioni per bevitori

A Trastevere si mangia e si beve. Eh sì, il vino, la birra, i cocktail fanno sempre la loro parte. Uno dei punti di riferimento per l’aperitivo (e quando si poteva, del dopo cena) è Freni e Frizioni, a pochi passi da piazza Trilussa. Arredi retrò all’interno e tavoli fuori sulla piazzetta per questo street cocktail bar in passato officina: punto di riferimento del buon bere con i suoi cocktail di qualità, grazie a una drink list in continua evoluzione. Sempre a proposito di cocktail, merita una visita anche Santo Trastevere. Siamo in una zona più interna del quartiere, tra piazza Sant’Egidio e piazza San Cosimato. In questi ultimi anni ha potenziato la cucina (prima venivano serviti quasi esclusivamente crudi), ma l’anima da cocktail bar è rimasta inalterata: oltre ai grandi classici, qui si trovano molte rivisitazioni di miscelazioni note e ingredienti ricercatissimi, conditi da un ambiente decisamente curato.

Santo Trastevere Roma

Foto Sito Web Santo Trastevere

Superata l’Isola Tiberina, andando alla ricerca di atmosfere messicane, si trova La Punta Expendio De Agave, Agaveria Messicana nata dalla collaborazione tra The Jerry Thomas Speakeasy e Freni e Frizioni. In carta i sapori del Messico, tra tacos e ceviche, ma il vero punto di forza sono i miscelati, col Mezcal naturalmente grande protagonista.

Enoteca L'Antidoto Roma

E per gli amanti dei vini naturali, ci sono due indirizzi che fanno al caso vostro. Già vi abbiamo parlato dei ragazzi dell’Enoteca L’Antidoto (coraggiosa apertura di fine 2020): una grande libreria di vini che cambia continuamente, un posto piccolo, intimo e informale, dove scoprire etichette di piccoli produttori, anche estere, e farsi raccontare storie. Non solo vini naturali, ma anche birre artigianali e distillati da Les Vignerons, il cui progetto (ormai ben noto) è quello di selezionare e far conoscere al cliente i prodotti di qualità dei piccoli artigiani. E a proposito di birre artigianali, Ma che siete venuti a fa’ è tappa obbligatoria a Trastevere, un po’ come il battesimo del quartiere. Il locale è quello che è, piccolino e un po’ angusto, ma poco importa in questo caso. “Ma che” è un punto fermo per le birre artigianali, che privilegia prodotti italiani, ma prende il meglio anche dall’estero.

[In copertina: Photo by Antônia Felipe on Unsplash]

Dove mangiare e bere a Trastevere 

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