Nuove aperture giugno 2026 a Milano, i ristoranti e le trattorie da scoprire. Ecco la nostra consueta selezione di nuovi ristoranti e trattorie. Novità particolarmente interessanti in zona Brera, con Akiro, ma anche fuori dal centro con Lu Mare. Per segnalazioni, scrivete a: puntarellarossaweb@gmail.com
Nuove aperture giugno 2026 a Milano
Akiro – Giapponese – Moscova

Si tratta di un Nikkei handroll bar. L’handroll è un cilindro di alga nori ripieno. E la cucina Nikkei nasce dall’incontro tra la cucina giapponese e quella peruviana. Di Akiro si fa già un gran parlare. La particolarità è che non si spendono 150 euro, e questa è già una notizia (menu da tre handroll a 19 euro), e c’è un clima informale, un po’ pop, con un lungo bancone. Lo chef, Luis Arevalo-Navarro, è peruviano ed è molto noto, con esperienze a Madrid. Gli handroll costano da 6 a 10 euro. Qui il menu completo. Aperto pranzo e cena: non si prenota.
Via Moscova 50, Milano
Reverso – Wine bar – Savona

Cento vini al calice? Ebbene sì, al nuovo Reverso, si cambia. Basta con quei locali, persino enoteche, con un paio di bianchi e un paio di rossi al calice. Qui la scelta è infinita, grazie agli smart wine dispenser. Ma non c’è solo questo. L’altra novità è nelle quantità. C’è il calice normale, da 125 millilitri, ma ci sono anche gli assaggi da 25 o 75 ml. I soci sono Francesco Baccaglini e Matteo Colafrancesco, avvocati e Stefano Santi, laureato in Economia. Si mangia anche, dai bao ai mondeghili, fino al risotto. C’è pure il sommelier Ai, ma quello ci mette tristezza (vedremo). Apertura il 12 giugno 2026.
Via Savona 17
LaEsse – Bistrot – Risorgimento

Voi ci mangereste in un supermercato? Domanda insidiosa. L’idea di una cenetta romantica all’Esselunga, in effetti, non è allettante. Ma un pranzo, perché no? E dunque da questo mese si può. Ha aperto il primo bistrot, coronando il sogno di Bernardo Caprotti, che voleva servire ai suoi clienti cotoletta e mondeghili. C’è anche un cocktail bar. Qui le news anche economiche, dal Corriere. A fine giugno arriva anche la nuova Esselunga di piazzale Piola, dopo lavori durati un’eternità, per ristrutturare gli spazi dell’ex multisala Splendor.
Via Poerio 2
Carnissage- Fine dining – Moscova

Un fine dining di carne? Beh, il claim incuriosisce e andremo a vedere. Il nome un po’ meno: ricorda il film di Polansky “Carnage“, e non era finita bene. Per ora, sappiate che si tratta di un ristorante dedicato alla carne di alta qualità, situato in via Varese, nella zona Moscova-Garibaldi e aperto da qualche mese. Fondato da Martino Uzzauto, imprenditore con oltre 70 anni di tradizione familiare nel settore, con il sostegno di LMDV Capital, family office di Leonardo Maria Del Vecchio. La proposta ruota attorno a razze bovine internazionali d’eccellenza — Rubia Gallega, Wagyu australiano e spagnolo, Black Angus — con frollature che arrivano fino a sei mesi. Il dry-aging avviene in un “caveau” a vista, dove c’era una banca. In cucina c’è lo chef venezuelano Hernán Zapata. L’ambiente? Marmo, luci soffuse musica indie dance e elettronica. Il brand è presente anche a Poltu Quatu, Saint-Tropez e Dubai. I prezzi sono alti, naturalmente. Questi i piatti principali: Filetto al pepe verde (39 euro), marchigiana al cucchiaio (64 per due), Yuzu Chicken (30) e Black Cod (29). Qui il menu completo.
Via Varese 4. Prenota
Che buono! – Tiramisù – Buenos Aires

L’idea di un locale che faccia solo tiramisù non è nuovissima. A Roma ce n’è uno a Trastevere e un altro, Zum, in piazza del Teatro di Pompeo (ora chiuso). Questo si chiama “Che buono!“, giusto per orientare il cliente, e ha una sede anche a Formentera. Quella di Milano è in Buenos Aires. Si tratta di tiramisù artigianali, fatti con crema al mascarpone e savoiardi. Il classico costa 5,9 euro. Ci sono anche versioni al pistacchio, alla nutella e alla fragola.
Corso Buenos Aires 2
Da Nonna – Pugliese – Lotto

Aperto da qualche mesetto, ha ricevuto una delle rare recensioni positive di Valerio M. Visintin. Passiamo oltre sul nome, che queste nonne ci hanno davvero stancato. Ma il locale merita per almeno due motivi. Il primo è che è cucina pugliese di qualità, il secondo sono i prezzi. Per le orecchiette con cime di rapa o la pasta patate e provola si spendono 11 euro, per le polpette al sugo e per le bombette 14. Come scrive Visintin, “estetica da happy days“. Ma almeno non ci sono i marmi e gli stilemi da Milano lussuosa o hipster che ormai sono la norma.
Via Mosè Bianchi 103, tel 51.44.73.754
Nuove aperture giugno 2026 a Milano
Lu mare – Pugliese – Jenner

Pesce fresco tutti i giorni da Gallipoli a Milano. Da marzo è arrivato Lu Mare, ideato da Tony Ingrosso e Francesca Micoccio, salentini doc, che hanno già all’attivo diverse insegne in città: i Salentini, ma anche l’Osteria popolare pugliese di via Valtellina e il Fornello contadino (chiuso), di via Solferino. In menu a Lu Mare cozze aperte all’ampa (12), polpo alla pignata (18), pepata di frutti di mare (16), Scapece gallipolina, Caciocavallo, Palamita sott’olio (Colimena) (14), Tubettoni alle Cozze (14), Trancio di Pesce Spada alla Gallipolina (26). Qui il menu completo.
Via Edoardo Porro 8, tel 3283451827 . Prenotazioni
Little Tobago – Grill Bar – Chinatown

Un grill bar, ovvero un locale dove bere cocktail ma anche piattini alla griglia. Little Tobago è un cugino di Casa Tobago, il ristorante di Casa Sequoia. Ex magazzino di farine, locale di design e di moda – come i due soci, Alessandro Mario Cesario, interior designer, e Christian Brigliadoro, imprenditore della moda – propone crudi ma anche piatti alla brace. C’è il carpaccio di black Angus (14 euro), il ceviche (10), il lobster roll (10), l’hummus di carote (10), il tajine di vegetali. Il gruppo Sequoia ha ancher Sali Rooftop, Casa Sofia e Santa Hi-Fi Club.
Via Giorgione 2, prenota
Ketobar

Nato quattro anni fa a Rimini, da un’idea di Mirco Bastianelli, il Ketobar porta avanti i principi della dieta chetogenica. Da aprile ha aperto a Milano, in corso XXII marzo, ma ha già pronta una seconda apertura milanese. L’idea è quella di creare una rete franchising del wellness alimentare. La dieta chetogenica è una strategia alimentare a basso contenuto di carboidrati che mira a far entrare l’organismo in uno stato di chetosi. L’idea è quella di ridurre l’apporto di carboidrati alimentari in favore di proteine e grassi polinsaturi (come quelli dell’olio d’oliva), con asseriti benefici per il dimagrimento (Dario Bressanini ha molti dubbi sull’efficacia reale a lungo termine) e contro il diabete. Cosa si mangia? Di tutto: penne fit (12 euro), gnocco alla tirolese (13), risotto alla milanese (con besciamella keto e zafferano, 13) e poi burger, focacce e piadine (10). Qui il menu.
Corso XXII marzo 25
