La rivoluzione gentile dell’Enoteca Cotti a Milano, che apre alla mescita e lancia Caveau e Spiriti. È una delle enoteche più antiche di Milano. Entrando si respira l’aria della borghesia gaudente milanese, che ha come punto di riferimento intellettuale il Corriere della Sera, a pochi metri di distanza, e che per oltre un secolo ha varcato queste porte alla ricerca di una bottiglia di vino, simbolo di benessere e di distinzione.

Enoteca Cotti
I tempi, però, nel frattempo sono cambiati, una nuova generazione di enoteche (e di vini) sono arrivate e i proprietari hanno comprensibilmente raggiunto un’età in cui si vuole stare un po’ più tranquilli. Ma invece di finire ingloriosamente la sua carriera, con una chiusura o un traumatico cambio d’uso, l’Enoteca Cotti è passata nelle mani del Gruppo Osteria delle Coppelle, d’intesa con la famiglia. Un gruppo nato a Roma, proprio in piazza delle Coppelle, ma da tempo sbarcato a Milano, in via Solferino, prima con l’Osteria delle Coppelle, angolo Moscova, poi con la Salsamenteria adiacente e Pancicchetto, appena nato alla fine della strada, verso Eataly.
E dunque che succederà alla nuova Enoteca Cotti? Ci saranno tre cambiamenti fondamentalmente: diventerà wine bar con mescita, aprirà (dalla primavera) un club esclusivo del vino nel Caveau; e da febbraio aprirà una dépendence di fianco, Cotti Spiriti.

Ma andiamo per ordine. Un primo assaggio si avrà giovedì 29 gennaio 2026, con l’inaugurazione ufficiale. Si è deciso di mantenere l’atmosfera storica dell’enoteca, con le boiserie originali in stile liberty. Ma sono arrivati tavoli e sedie, per consentire la mescita, finora non prevista (ma c’era alla fine degli anni ’80). Oltre ai calici di vino si potrà anche mangiare qualcosa: formaggi selezionati del nuovo cheese bar e proposte di salumeria e di gastronomia.
Daniele Paolucci, fondatore dell’Osteria, la spiega così: “L’idea è nata dalla bellezza e dall’unicità di questo luogo: un angolo di Brera che con le sue dieci vetrine affacciate su un incrocio storico, i soffitti imponenti e i legni antichi racconta una storia unica. Qui, già agli inizi del Novecento, si imbottigliava vino (si chiamava Cantine Stradella): un passato che vogliamo onorare e trasformare in nuove pagine di futuro».

L’offerta di vino sarà arricchita, anche con grandi etichette francesi e internazionali, ma rimarranno anche le bottiglie a marchio Cotti, selezionate dalle migliori cantine italiane.
Dalla primavera, come si diceva, si aprirà il Caveau sotterraneo, uno spazio esclusivo tutto da scoprire. Un salotto riservato ed elegante per un numero ristretto di soci che avranno accesso alla propria cantina personale. Se ne riparlerà.
Da febbraio, invece, nuova apertura di fianco a Cotti, in via Castelfidardo: al posto della pizzeria Ci Sta, e proprio di fianco al sempre affollatissimo Panika, arriverà Cotti Spiriti, spinoff di Enoteca Cotti: uno spazio affacciato sulla Chiusa di Leonardo, un Boutique Bar dedicato al mondo dei distillati e degli spirits.
Paolucci, però, giustamente pensa in grande e dunque da tempo sta lavorando, con gli altri ristoratori della zona, per creare un vero e proprio Distretto Solferino, che dia visibilità e forza a questo tratto di Solferino alta.
Un bel modo per dare nuova linfa all’Enoteca, nata come bottiglieria nel 1906 e rilevata dal giovane Luigi Cotti nel 1952 e gestita con la moglie Tina. A seguire, arriveranno il figlio Giorgio, con la moglie Michela. Nel 2007 arriverà l’Ambrogino d’oro. La figlia di Giorgio, Eleonora, resterà a occuparsi delle vendite, in segno di continuità con la precedente gestione.
Enoteca Cotti, via Solferino 42
