Nuove aperture Milano maggio 2026. Abbiamo saltato un mese ma recuperiamo, non con un elenco infinito di locali inutili, ma soltanto con quelli che valgono davvero la pena. Non vi parleremo di posti come La Volta, megastore di design, e di Poliform, flagship store (qualunque cosa voglia dire) in piazza della Scala. Ecco i nostri nuovi locali da provare e verificare, per capire se reggeranno alla distanza e se portano qualcosa di nuovo nella ristorazione cittadina. Cominciamo dunque.
Per segnalare nuovi locali, scrivete a puntarellarossaweb@gmail.com
Nuove aperture a Milano maggio 2026
Trattoria da Panciroli – Corso Genova

Spin off di uno dei ristoranti più buoni della città, Rovello, nato in una stradina vicino a Foro Bonaparte come Rovello 18, poi trasferito in corso Garibaldi e ora nella nuova sede di via Ariberto, zona Corso Genova. Il patron, figlio dei fondatori, Michele De Liguoro, ha deciso di prendere questo nuovo locale per farne una trattoria, dove sedersi più comodamente, visto che da Rovello domina un grande bancone e gli spazi sono ristretti. Qui si mangiano mondeghili (18), peperoni tonnati (18), insalata di nervetti (10), tagliatelle al ragù di Bra (18), riso al salto con fonduta di taleggio (20), arrosto (28 o in versione ridotta 20) e cose semplici e molto buone.

Tra queste, un fantastico carrello dei bolliti (20/28). Il nome del locale è un omaggio a Gualtiero Panciroli, suo patrigno e maestro al Rovello 18.Il socio è Francesco Tancredi, patron di Ugo, zona Navigli. Ci siamo stati: ambiente rilassato, piacevole, tranquillo, servizio professionale, cucina non entusiasmante ma assolutamente di qualità: promosso.
Via Gaudenzio Ferrari 1, tel 02 3826 0809
Ufo – Ristorante, design e bocce –

Si sa che a Milano conta l’hype e questo locale sembra esserci entrato subito, a razzo. Anche perché unisce tre concetti che fanno molta Milano: è uno spazio di design, c’è un campo di bocce (quindi fa molto vecchia Milano) ed è un bistrot. Una riqualificazione urbana (cosa più milanese di questo?), che ha un nome: Unconventional Forms of Opportunities. Se prendiamo le iniziali, ecco Ufo. È quello che si dice uno spazio polifunzionale: si mangia, si gioca, si ascolta musica, si fanno incontri, reading, talk, performance. Qui ci sono tutti i dettagli architettonici, per gli amanti. Ma cosa si mangia? Ci sono piatti perfetti da condividere, come le polpette di pane con il pomodoro, il pollo fritto con salsa bbq. Poi piatti più importanti (tra 14 e 18 euro), risotto, coniglio, casoncelli, baccalà. E poi un primo che ha già suscitato la curiosità dei meno giovani, che qualche decennio fa lo cucinavano con gli amici a mezzanotte: gli spaghetti aglio olio e peperoncino. Tra i dolci un altro omaggio retrò agli anni ’80: i profiteroles. Ci siamo stati. L’impressione è di un locale molto bello, con quei tavoli massicci, le piante e il dehors. Purtroppo ha il difetto della rigenerazione urbana, come ormai si chiama a Milano, una vecchia fabbrica di periferia rimessa a lustro, bella ma un po’ posticcia. Quanto al cibo, buono lo Zaalouk (melanzane e pomodori, 8 euro) e le polpette di pane. Casoncelli un po’ spenti, coniglio deludente. Vini con ricarichi piuttosto alti, solo un orange in carta (il Quinto quarto di Terpin, a 48 euro…). Servizio altalenante: un po’ rigidino, un po’ dialogante, a seconda di chi arriva.
Via Orobia 26, tel 02 9124 9682
Sa Pizzedda

Sa Pizzedda è la pizza al taglio sarda, che non ti aspetti a Milano. In città ha tre sedi (Solari, Porta Ticinese, Via Palazzi) e Joe Bastianich, per quel che vale, l’ha premiata come “miglior pizza al taglio di Milano” su Sky/TV8. È nata dall’idea di due giovani imprenditori, Francesco Carboni (di Cagliari) e Andrea De Dominicis (di Pavia). Ma com’è? Impasto a bassa idratazione, croccante, piegato a libro — con filiera sarda certificata: salsiccia secca, tonno rosso di Carloforte, pecorino stagionato. Da provare.
Da Franz

È aperta da un paio di settimane, si definisce un’enoteca internazionale e ha come claim “Il tuo giro del mondo in 80 calici e piatti“. La gestiscono Valentina e Federico ed è concentrata sul vino, ovviamente, ma si mangia altro: dai social scopriamo che ci sono i Testaroli con pesto di zucchine e pangrattato all’acciuga, gli udon e tapas. Il resto lo scopriremo.
Via Ascanio Sforza 47
Nami – cocktail e listening bar – Solferino

Ha aperto da pochi giorni negli spazi di un vecchio ristorante fusion, poco dopo Eggs. Si chiama Nami, anche se dall’insegna si capisce poco ed è un cocktail bar molto raffinato e moderno, che naviga sull’onda (Nami significa proprio onda) della moda dei listening bar. In consolle, Lele Sacchi, con una programmazione musicale a base di jazz, soul, ambient, classica ed elettronica.
Via Solferino 41
Romanengo – Corte Manzoni

Salone da the sofisticato ed elegante, che nasce a Genova come Antica confetteria “Pietro Romanengo fu Stefano” nel 1780. Da qualche mese è arrivato a Milano, in via Caminadella e in via Manzoni, con il nome di Corte Manzoni. Il marketing lo chiama “salotto urbano” e in effetti siamo a due passi dalla Scala e dal Duomo e quindi urbano è urbano di sicuro. È uno spazio di oltre 100 metri quadrati con 40 posti a sedere. Leggiamo e riportiamo: “Il concept degli interni, sviluppato dallo studio Hurlé & Martin, reinterpreta il salotto europeo ottocentesco attraverso una sensibilità attuale e misurata. Lo spazio si articola in una sequenza di ambienti raccolti: archi e boiserie in marmo moresco e una grande library su misura in legno scuro – realizzata in noce e rovere tinto noce – che richiama le antiche botteghe e custodisce volumi e confezioni come fossero oggetti preziosi”.
Via Manzoni 5
Salamellaz – Bocconi
Per uno snack di semplicità estrema, Salamellaz. Nasce in Calabria, viene ripreso nel 2017 dalla nuova generazione, Enzo e Ruggero, come food truck fuori dallo stadio di San Siro, dove vendono salamelle smashed. Va così alla grande, anche grazie ai social, che adesso hanno aperto in viale Bligny, tra Bocconi e Porta Romana. La specialità della casa è associata nei panini .
Viale Bligny 18
Giò Gio’s

E’ il primo ristorante italiano di Raphael Duntoye. Voi direte, giustamente, ma chi è Raphael Duntoye? È lo chef di famiglia franco-nigeriana che ha guidato La Petite Maison (format presente a Londra, Dubai, Miami e Hong Kong), nonché il The Arts Club di Londra. Ora arriva nella zona tra Sant’Ambrogio e le Cinque Vie e propone una cucina non creativa ma curata, basata sulla condivisione. Menu mediterraneo internazionale, molto vario: ostriche, crudi, insalata di polpo (26 euro) melanzane alla parmigiana, fiori di zucca, spaghetto alle vongole, ricciola (24 euro). Ambiente molto elegantino, conto non stellare ma per niente modico.
Via Caminadella 7, tel 02 8074 0100
Loste

Chi ha provato ad affacciarsi su via Guicciardini, si è imbattuto molto probabilmente nella solita ordinatissima fila degli ordinatissimi milanesi e ha fatto marcia indietro. Ma Loste, per fortuna, ha deciso di venirci incontro e così si è sdoppiato, anzi ha triplicato. Ha aperto in via Varesina e ora anche nella centralissima via Pirelli. La formula è la stessa, caffetteria in stile nordico, con cinnamon roll, bun al cardamomo e caffè specialty. Si vocifera che Loste stia aprendo anche a Dubai.
Via Pirelli 35
Nuove aperture a Milano maggio 2026
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