Green Hole Roma: giardini verticali e cucina fusion nello spazio verde indoor di Sant’Eustachio

Green Hole Roma: giardini verticali e cucina fusion nello spazio verde indoor di Sant’Eustachio

Green Hole Roma. Ci piace definirlo “progetto verde”, in realtà è il primo concept store d’Italia, uno spazio all’interno del quale si viene totalmente immersi nella natura. In che modo? Lo spazio indoor è composto interamente da legno e pareti di piante vere, stabilizzate e da una parete a irrigazione automatica. Stiamo parlando di Green Hole che ha aperto in un momento non certo felice, a febbraio 2021, in pieno centro, in piazza Sant’Eustachio. L’idea è di Giuliano Lombardozzi, un giovane imprenditore romano con esperienza nel mondo degli eventi della Capitale, e questo non può che far ben sperare: lo abbiamo ripetuto più volte, nonostante la pandemia e le enormi difficoltà del settore, c’è ancora chi ha voglia di mettersi in gioco e proporre nuove idee.

Foto pagina Facebook Green Hole

Giuliano si racconta tramite le sue passioni, i viaggi che ha fatto e le sue esperienze. Ci confida che, nonostante abbia girato intorno al mondo, non ha mai trovato un locale in cui sentirsi avvolto a 360 gradi dalla natura e per questo spiega: “Ho voluto creare un posto unico nel suo genere per far dimenticare la confusione che ci circonda in città”. Green Hole ha 40 coperti interni, 40 nel dehors (con il distanziamento) e una sala inferiore dove Giuliano spera, in un futuro non troppo lontano, di organizzare eventi di diverso genere e feste private.

Il design di Green Hole è stato ideato in collaborazione con la Gpointdi cui Giuliano fa parte, e avvalendosi dell’aiuto di amici e conoscenti, dagli elettricisti ai falegnami, passando per il designer Alessandro Rocchi. La parete a irrigazione automatica è stata realizzata da Verde Profilo. Mentre per la scelta delle piante del locale ci ha pensato il giovane imprenditore: “Ormai sono ferratissimo sulla botanica, ho girato la maggior parte dei vivai di Roma”. E a proposito delle sue esperienze in giro per il mondo, racconta che “l’ultimo viaggio che ho fatto prima di aprire Green Hole l’ho dedicato al progetto e alla scoperta di alcuni sapori che volevo importare nel locale”.

E perché aprire proprio in centro, ora che i turisti latitano? “Sicuramente è una sfida, ma quando sono venuto a sapere che il locale che ospitava il ristorante Oste dal Falcone era libero non ho resistito. Non immaginavo Green Hole altrove se non nel rione Sant’Eustachio. Inoltre confido nei cittadini romani che, mai come quest’anno, sono tornati a vivere e scoprire la propria città”.

Il concept di Green Hole non è verde solamente nel design ma anche nei dettagli: la mis en place di materiale grezzo e i packaging del delivery che, come ci fa notare Giuliano “sono sicuramente poco accattivanti e meno social”, sono ricavati tutti da materiali riciclabili. E il menu? Settimanalmente sulla pagina Instagram del locale viene pubblicata una rubrica con storie e consigli sugli alimenti e sui piatti in carta. La fusion taste experience di Green Hole mixa la cultura orientale e i sapori provenienti dall’Italia e dal mondo. Troviamo pesce crudo, tartare di carne danese (che arriva dalla macelleria Feroci), burgers (il pane è quello di Roscioli) e mozzarella di bufala campana. I nomi dei piatti, inoltre, sono ispirati ai posti visitati da Giuliano. 

Qualche esempio? Il Newport Beach, quattro crispy rice con guacamole, jalapeno e tartare di gambero rosso (10 euro). Serviti in porzioni da otto, tra gli Uramaki troviamo: Scandinavo, tartare di danese, stracciatella e scaglie di tartufo (18 euro) e Mazara del Vallo con salmone, tartare di gambero rosso, avocado e tartufo (20 euro). Alcuni dei burgers in menu sono a base di bufala, tra questi: L‘Aversano, salmone e noodles di zucchine (16 euro) e il Casalese, tartare di carne danese, limone, olio evo, pesto di basilico, pepe e granella di pistacchi (16 euro). In carta sono presenti anche diverse scelte vegetariane, come il Veggie pokè (12 euro). I dolci sono ancora in fase di lavorazione, ma intanto spicca il banana toast (5 euro). Per accompagnare i piatti, bollicine, cocktail e vini “Green Hole” di provenienza italiana

Attualmente il locale è aperto per l’asporto dal mercoledì alla domenica e per ordinare è possibile scaricare l’app del delivery. Ma intanto si pensa al futuro e a tempi migliori: Giuliano e il suo team sono in continua ricerca di nuovi stimoli per saziare la loro voglia di verde. Presto, infatti, saranno disponibili le bike Green Hole e sarà previsto uno sconto per tutti coloro che arriveranno al locale in bicicletta. L’obiettivo futuro è che il format possa essere replicato altrove, seguendo la massima del concept; “così come la musica e l’arte, l’amore per la natura è un linguaggio universale che può oltrepassare i confini politici o sociali”

Green Hole. Piazza dei Caprettari 56, Roma. Tel. 351 9822871. Sito, Pagina Facebook

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