Le migliori pizzerie di Milano. C’è chi dice, senza nemmeno troppa ironia, che il cibo più rappresentativo di Milano sia ormai il sushi e in generale i piatti giapponesi. Capita anche di sentire dire da qualcuno che nel capoluogo meneghino non si trovi una buona pizza, facendo paragoni con Roma e Napoli. Ma con gli anni la direzione è cambiata ed oggi in città si possono trovare pizze davvero eccellenti, che si parli di autentica pizza napoletana (come da Cocciuto o Lievità) o di pizza gourmet (Corner 58) ma anche di pizza sottile, scrocchiarella, alla romana (Crocca e Denis). E allora, dalle più rustiche a quelle più ricercate, ecco gli indirizzi in cui mangiare un’ottima pizza a Milano.
Aggiornato 2023
Le migliori pizzerie di Milano
Denis – Pizza di montagna

Ha aperto a maggio 2022, approfittando delle affollatissime giornate del Salone del Mobile, la nuova pizzeria di Denis Lovatel. Pizza di montagna, è il claim, perché il nostro ha già due locali ad Alano di Piave, nel Bellunese, e a San Cassiano, Bolzano. La prima nel 2021 ha preso i prestigiosi tre spicchi del Gambero Rosso e diversi altri riconoscimenti. Il locale è molto bello, con una splendida veranda da 60 posti, una sala interna da 68 e una veranda. La sua pizza è croccante, digeribile e leggera. Usa nell’impasto poco sale e invece una miscela di spezie di montagna che danno un gusto umami. Splendida la pizza, bellissima la veranda. Da bere amari e distillati prodotti dallo stesso Denis, vini naturali e una piccola carta di champagne. Qui menu e recensione completa.
Denis a Milano pizza di montagna, via Moscova 16, tel 375 798 8835
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Corner 58

Corner 58 è il nuovo progetto di Roberto Conti, una stella Michelin da Trussardi alla Scala, che a due passi da piazzale Susa ha inaugurato una pizzeria contemporanea, in coppia con il pizza-chef Michele Botta, con precedenti esperienze da Marghe e Cocciuto. L’ambiente, di ispirazione newyorkese, è caldo e accogliente, grazie a mattoni a vista, tavoli in legno accostati sedie e lampadari nero opaco; a breve verrà allestito un piccolo dehor. Il menu è ampio, e spazia dai classici come la Margherita con Pomodoro San Marzano e giallo, fiordilatte, basilico, olio extravergine d’oliva (9 euro) fino alle Pizze Contemporanee, tra cui menzioniamo la Milanese, a base di pomodoro giallo, parmigiano, alici del Cantabrico, limone, ossobuco, zafferano, riso croccante (12 euro). La carta prevede anche altre sezioni, di cui una dedicata ai triangoli di focaccia abbinati al pesce, tutti a 10 euro, ma anche tartare di pesce creative, come quella con Gambero rosso, olio, limone, latte di cocco e asparago di mare (25 euro), due proposte della tradizione milanese e infine i dolci. Ci teniamo a segnalare che, caso abbastanza raro, da Corner 58 non si paga il coperto. Si beve champagne.
Corner 58 by Roberto Conti, viale Argonne, 11, Milano; Tel. 02 4942 0188
Aperto tutti i giorni dalle 12 alle 14.30 e dalle 19.30 alle 23
Berberè

Il nome di Berberè è davvero una garanzia di qualità. La pizza artigianale messa a punto dai fratelli Aloe, nata a Bologna e oggi presente nelle maggior città italiana (ma anche a Londra, sotto l’insegna Radio Alice), è realizzata con farine semintegrali bio macinate a pietra e lievito madre. Ci sono anche alcuni impasti alternativi. Il risultato è un disco croccante all’esterno e morbido all’interno. I topping variano stagionalmente. A Milano ha appena inaugurato la sua quarta sede in Ticinese. Delle tre già avviate in città, via Sebenico e via Cappellini viaggiano alla perfezione, sia come prodotto servito che come servizio. Da migliorare ancora via Vigevano.
La nostra preferita: pizza Speck & Gorgonzola, con speck del Trentino, gorgonzola naturale, miele di Acacia, noci, fiordilatte (12,50 euro)
Berberè, via Sebenico 21 / via Vigevano 8 / via Cappellini 18A / corso di Porta Ticinese 1, Milano. Sito
Giolina
In uno dei numerosi tavoli di Giolina non si accomodano solo i pizza lovers ma anche chi sa apprezzare un buon drink. Questo locale, nato da Ilaria Puddu e Stefano Saturnino, già ideatori di altri brand della pizza come Marghe e Pizzium, è infatti sia pizzeria che cocktail bar (con mixology curata da Flavio Angiolillo). I nomi delle pizze, fatte con impasto interamente di farina semintegrale, sono i numeri in dialetto milanese.
La nostra preferita: pizza Set con fior d’Agerola, riduzione di carote e sedano, cipolla ramata di Montoro, ventresca di tonno, polvere di olive nere (17 euro)
Giolina, via Bellotti 6, Milano. Sito
Crosta
Pluripremiata pizzeria, Crosta è anche panificio. Dietro ha due nomi come Simone Lombardi e Giovanni Mineo. L’impasto è frutto di una lavorazione lenta di materie prime di qualità, tra lievito madre e grani antichi miscelati. La Margherita costa 8 euro, il coperto è 2 euro a cena e 1 a pranzo.
La nostra preferita: pizza Ventricina, coriandolo, cipollotto, ananas, fiordilatte (13 euro)
Crosta, via Bellotti 13, Milano. Sito
Crocca

Non lontano da Crosta, nel 2020 ha aperto Crocca (dello stesso team di Pizzium, Marghe, Giolina), che apre un filone poco esplorato a Milano: la pizza croccante, come da nome. Anzi, croccantissima, quasi scrocchiarella, alla romana. L’impasto è di farro integrale, soia e crusca tostata. L’ispirazione dichiarata è agli anni 70 e ’80, ma più per la presenza di pizze come capricciosa e prosciutto ai funghi che per altro. Ci sono alcuni piatti a latere, oltre alla pizza. La margherita costa 8 euro, la bufalina 10, la capricciosa 12, salsiccia e friarielli 12. C’è una grande sala, molto frequentata, e un grande dehors, proprio di fronte a Giolina. A una parete la libreria con i libri al contrario, dorso nascosto, come da moda. Servizio giovane e rapido. Vini scarsi e pochi: al calice, la bollicina è un prosecco (si può fare meglio).
Fra Diavolo

Tra le più recenti pizzerie ad affacciarsi al competitivo panorama milanese, se la cava più che egregiamente. L’insegna Fra Diavolo nasce in Liguria dal patron Paolo Tranchida e in meno di 5 anni, toccando il Piemonte e ora la Lombardia, è arrivata a contare 10 locali. Nel progetto coinvolti anche in qualità di soci lo chef Luciano Monosilio, Gianluca Lotta e Mauro D’Errico. Qui la pizza cornicione si fa contemporanea, proposta con combinazioni realmente azzeccate, una più golosa dell’altra. Chiude l’offerta un’intelligente proposta di dessert.
La nostra preferita: pizza Camogli, con fiordilatte di Agerola, crema di tartufo, prosciutto cotto alla brace Renzini, zabaione salato, basilico, olio tartufato (14,50 euro)
Fra Diavolo, via Bertani 2, Milano. Sito
Lievità

La curiosità nei confronti del menu di Lievità non si esaurisce con una singola visita. Gli abbinamenti della pizza napoletana gourmet sono tutti invitanti e, oltre ad una serie di limited edition che entrano ed escono dalla carta nel corso dell’anno, Giorgio Caruso li rinnova con frequenza, nel rispetto della stagionalità . Il prodotto finale è innegabilmente di qualità, leggero, con una buona consistenza. Merita di essere consumato in loco, più che tramite delivery. In via Sottocorno ci sono anche i fritti. Un’unica osservazione: spesso il personale di sala non è all’altezza del grande lavoro fatto dalla cucina.
La nostra preferita: pizza 4 x 4 Formaggi, con mozzarella di bufala, vestedda di pecora, taleggio di capra Girgentana, provolone, olio evo (14 euro)
Lievità, via Ravizza 11 / via Sottocorno 17 / via Varese 4, Milano. Sito
Cocciuto

L’ambiente, da Cocciuto, conta quanto il cibo. Informale, attuale, divertente e “milanese” quanto basta. La pizza napoletana, con un cornicione importante (e soffice) per veri estimatori del genere, si fa contemporanea, con topping gourmet ben riusciti. Anche il menu, tra grafiche e colori, appare ludico. In un anno l’insegna conta a Milano tre locali, che riescono a mantenere gli standard di un buon prodotto in tutti gli indirizzi. Il menu prevede alcuni sfizi (le patate peruviane dolci, che vi suggeriamo, sono la scelta meno scontata), hamburger, tartare. L’indirizzo di via Melzo, il più recente, è quello con più opzioni. Oltre venti le pizze in carta e un’attenzione particolare viene data alla sostenibilità.
La nostra preferita: pizza Zucca, con crema di zucca violina, fiordilatte km 0, ragù bianco di salsiccia punta di coltello km 0, gorgonzola dolce Dop, funghi porcini sautè, olio evo bio, basilico fresco (13 euro)
Cocciuto, via Bergognone 24 / via Passeroni 2 angolo corso Lodi / via Melzo 16, Milano. Sito
Dry

Dry è stata una delle prime realtà meneghine a guardare alla pizza in modo nuovo. Anche per quanto riguarda il cocktail pairing, con una drink list di tutto rispetto. Prima con l’indirizzo di via Solferino, poi con l’ampio locale di viale Vittorio Veneto, la sua pizza è stata pioniera di abbinamenti inaspettati. Oggi è il giovane Lorenzo Sirabella a realizzare impasti leggeri e topping con le migliori materie prime. In carta non ci sono soltanto golose pizze dalle fragranti consistenze ma anche focacce, servite già tagliate in spicchi farciti uno ad uno. Il servizio continua ad essere più fluido in Solferino, ma in Vittorio Veneto i metri quadri e l’ambiente consentono un po’ più di relax (e ci sono anche diversi piatti).
La nostra preferita: pizza La Carcioffola, con crema di carciofi, carciofi, pancetta, olive nere e fiordilatte (14 euro)
Dry, via Solferino 33 / viale Vittorio Veneto 28, Milano. Sito
Saporè
All’interno del Mercato del Duomo, la collaborazione tra il gruppo Autogrill e Renato Bosco ha dato ottimi frutti. Saporè porta nel cuore della città una pizza che, seppur in parte destinata al consumo veloce del take away, stupisce per golosità ed estro creativo. Vale davvero la pena, se siete gourmet curiosi, di sedervi e provare il menu degustazione dello chef (22 euro a persona), in un gioco di consistenze e accostamenti audaci.
La nostra preferita: pizza DoppiocCrunch con Porchetta di Ariccia Igp, provola affumicata, misticanza e senape (9,50 euro)
Saporè, c/0 Mercato del Duomo, piazza Duomo angolo Galleria Vittorio Emanuele II, Milano. Sito
Marghe

Marghe può contare, da quando ha aperto, su un buon numero di clienti affezionati. La pizza ha una buona consistenza e risulta leggera, con un cornicione tutto da mordere. Il menu è composto da alcuni sfizi e da non troppe pizze, tutte condite molto generosamente (in alcuni casi ci verrebbe da dire persino troppo, andando ad inficiare la stabilità della fetta, ma esiste davvero il “troppo” quando si parla di topping?). A creare Marghe sono stati Ilaria Puddu, con Stefano Saturnino e Nanni Arbellini: lo stesso team che controlla anche Pizzium, Giolina, Crocca e la pasticceria Gelsomina.
La nostra preferita: pizza Fior d’Agerola, mortadella di Bologna Igp, fiori di zucca, basilico fresco, olio extra vergine d’oliva biologico (9 euro)
Marghe, via Cadore 26 / via Plinio 6, Milano. Sito
Pizzium

Il progetto di Nanni Arbellini e soci dedicato alla pizza napoletana contemporanea pare proprio non fermarsi mai e, oltre alle diversi sedi milanesi, è oggi presente in diverse città. Tra le altre, Bologna, Brescia, Roma, Torino, Varese. La pizza, lievitata oltre 24 ore, ha un ampio cornicione e viene farcita con golosi topping mediterranei. I locali non accettano prenotazioni e spesso i meno pazienti desistono nel weekend.
La nostra preferita: pizza Calabria, con pomodori pelati, fiordilatte d’Agerola, ‘nduja di Spilinga e caciocavallo Dop a scaglie (10 euro)
Pizzium, via Procaccini 30 / via Doria 17 / viale Tunisia 6 / via Anfossi 1 / via Vigevano 33, Milano. Sito
Bioesserì

Un ristorante e pizzeria presente sia a Milano che a Palermo, il punto di forza di Bioesserì sta senza ombra di dubbio nella qualità degli ingredienti, tutti biologici, incluse le farine macinate a pietra dell’impasto, lievitato un minimo di 72 ore e disponibile in versione classica, di farro integrale, speciale della settimana (disponibile solo nel weekend), senza glutine. La pizza è cotta a puntino, caratterizzata da un cornicione che si afferra con piacere ed un topping generoso. Nel locale di Porta Nuova è divertente l’aperitivo, con musica e cocktail creativi di Andrea Di Prinzio.
La nostra preferita: pizza La Parmigiana, con mozzarella fiordilatte affumicata, parmigiana di melanzane, olio evo (15 euro)
Bioesserì, via Fatebenefratelli 2 / via Vespucci 11, Milano. Sito
Assaje

Pizza ben farcita, validi gli ingredienti e la consistenza della pasta. Forse la pizza di Assaje, presente con due indirizzi giovani e informali nel capoluogo lombardo, è solo un po’ piccola. Alle proposte del menu vengono affiancate quattro ricette gourmet del mese. Ci sono diverse golosità, fritte e non, con cui iniziare la cena.
La nostra preferita: pizza Integrale ai 3 pomodori (10 euro)
Assaje, piazzale Segrino / via Sanzio 14, Milano. Sito
Gianni – Noloso Pizzeria

Un locale piccolo (molto piccolo) ed easy nell’effervescente quartiere di Nolo. Accanto al frequentatissimo locale Noloso, il proprietario ha aperto una pizzeria che porta il suo nome. Gianni – Noloso Pizzeria realizza, senza prendersi troppo sul serio, una buona pizza dal cornicione importante ma non esagerato, leggera e digeribile, declinabile (quando disponibili) in tre impasti differenti. Accanto alle classiche ci sono i topping gourmet. Qualcosina da correggere in cucina (la cipolla caramellata non è caramellata ma stufata, per esempio), un po’ di più in sala: ad esclusione dell’abile responsabile di casa, il personale è palesemente acerbo.
La nostra preferita: pizza Gradisca, con fiordilatte, cipolla caramellata, filetti di scamorza affumicata, roast beef di manzo, sale di Maldon, cirtronette (15 euro)
Gianni – Noloso Pizzeria, via Varanini 9, Milano. Pagina FB
Gino Sorbillo – Lievito Madre al Duomo

Una buona pizza in centro città è qualcosa di prezioso, così Gino Sorbillo si fa garante di questo presidio nel cuore di Milano. Gli ingredienti sono di alta qualità e il risultato tendenzialmente è omogeneo. Il risultato finale non è memorabile come in altri indirizzi del noto pizzaiolo napoletano; ritmi e ambiente non aiutano.
La nostra preferita: pizza Margherita Bufala Dop (9,50 euro)
Piccola Ischia

La Piccola Ischia arriva a Milano nel 1997 ed è stato un immediato successo. La pizza è napoletana, più fragrante e croccante di alcune concorrenti. Unico neo: a seconda del locale cambia di molto la cottura della pizza e la distribuzione del topping, pur abbondante ma che talvolta dovrebbe essere più omogenea.
La nostra preferita: pizza Saracena, con fiordilatte, ricotta, melanzane, salame dolce, basilico, poco pomodoro (piccola 5,50 euro, media 10 euro, grande 12 euro)
Piccola Ischia, via Cenisio 77 / via Morgagni 7 / viale Abruzzi 62 / viale Umbria 60, Milano. Sito
DaZero

DaZero non è semplicemente un’insegna di alcune pizzerie di Milano (l’ultima appena aperta in via De Amicis) ma un progetto di ristorazione che parla di territorio, etica e gusto. Fondato da Giuseppe Boccia, Paolo De Simone e Carmine Mainenti, DaZero è partito da Vallo della Lucania ed è arrivato fino a Milano promuovendo il Cilento, le sue tipicità e i suoi produttori. L’impasto è un equilibrio perfetto tra morbidezza e croccantezza; il topping mediterraneo è sempre gustoso, senza voler strafare negli accostamenti. Il locale di via Luini è il nostro preferito, dove gli standard alti sono mantenuti con costanza, segue via dell’Orso, quindi via De Amicis. I presidi Slow Food sono di casa.
La nostra preferita: pizza Marinara Cilentana, con pacchetelle di pomodoro, alici di Menaica, olive, capperi, aglio, origano, basilico (12,50 euro)
DaZero, via Luini 9 / via dell’Orso 4 / via De Amicis 45, Milano. Sito




