Bar Bozza a Roma, vino e tapas liberi nella vecchia copisteria

Bar Bozza Roma

Bar Bozza Roma. Prossimo a via Ostiense ma a pochi passi dalla Basilica di San Paolo, Bar Bozza è nato da un’idea di Fabio Macrì e Mauro Lenci, amici fin dai tempi della scuola. Il locale ha preso rispettosamente lo spazio di una vecchia copisteria. Gli infissi rossi, le porte, il pavimento preesistente, comune a tutte le residenze del quartiere, persino un vecchio prezziario sono stati mantenuti senza trasfigurazioni nel passaggio da copisteria a enoteca. Caso vuole che sia Mauro che Fabio hanno un trascorso con queste mura. E così hanno scelto un nome, Bar Bozza che indica un primo atto, una prova, per un indirizzo buono e semplice dove bere vino di qualità e mangiare qualche piatto per cena o aperitivo.

Bar Bozza Roma
A sinistra Fabio, a destra Mauro

Il trascorso del locale sembra semplice, quasi idilliaco, ma non è proprio così. Prima di arrivare a questo indirizzo infatti, Mauro e Fabio passano in rassegna altri locali, messi all’asta dall’ATER prima dello scoppio della pandemia. Le trafile sono infinite, le pratiche sembrano non sbloccarsi. “Fino a che non abbiamo messo gli occhi su questo posticino, dove sia io che Fabio abbiamo stampato la tesi nel lontano 2007. Ci diciamo: è un segno, prendiamolo” racconta Mauro. Si liberava a settembre 2021, lo fermano e aprono il 4 febbraio 2022, il giorno del compleanno di Fabio. Dentro c’è un bancone, la cucina, alcuni posti a sedere, poi i tavoli esterni e il progetto di allargarsi anche nel locale a fianco con una proposta diversa ma complementare.

Bar Bozza Roma

Mauro viene dall’esperienza della Mescita a Garbatella, dove lavora per 7 anni tra sala e cucina in società con Angelo. Qui ci arriva con l’idea di creare un posto un po’ più “punk”, mi racconta, “rivolto a un pubblico leggermente diverso. Avevamo l’ambizione che potesse assomigliare a un bistrot parigino. Con una proposta di vini, lo spazio esterno e una cucina con gastronomia da bancone, dove fare sia aperitivo che cena. L’enoteca classica romana è sempre stata un luogo dove si beve e poi, magari, si stuzzica qualcosa”.

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Mauro di lavori e di esperienze ne ha fatte parecchie. Oltre a La Mescita, si è avvicinato al mondo del vino mentre faceva il mediatore culturale e dopo essersi laureato come traduttore e come interprete. Si occupa di migranti e intanto si iscrive all’Ais, dove segue una formazione enologica classica, “accademica” la definisce. Una base solida che serve per costruire un proprio pensiero e un gusto libero sul vino. Quello che si riflette anche da Bar Bozza dove cura la scelta delle bottiglie. Già, ma quale scelta? “Io lo chiamo semplicemente vino, non vino naturale, perché non c’è necessità di dargli un aggettivo che lo connoti. È la nostra idea di vino” mi dice.

Bar Bozza

Il vino è tutto a fermentazione spontanea. Non c’è una carta: questo significa entrare nell’ottica di mettersi comodi e farsi raccontare le bottiglie, assaggiare qualcosa e scegliere quella che si candida a essere la più indicata. “C’è la scaffalatura piena. Quella è la nostra carta dei vini” spiega Mauro, “e poi a noi piace chiacchierare”. Ci sono piccole cantine e una buona rappresentanza di vini esteri. Non solo Francia ma anche Spagna, Georgia, Austria. Dell’Italia c’è qualcosa per ogni regione. Si parte con l’ambiziosa idea di creare una cantina originale, con etichette diverse da quelle che si vedono in giro, ma anche riflesso di una selezione sincera e autentica, dove si predilige la conoscenza del produttore. Con un tassello in più, una sorta di investimento su nomi meno noti o consolidati. Mauro la spiega così: “Scegliamo anche vini che secondo noi hanno del potenziale”. Alla non-carta si affianca una piccola mescita, che cambia spesso e una scelta base di vino sfuso, con produttori a giro. L’obiettivo è quello di avere una proposta entry-level di buona qualità che faccia sentire tutti ben accetti.

Bar Bozza Roma

Di fianco c’è il cibo, preparato da Fabio che ha girato per cucine altisonanti e ristoranti Michelin, a cui ha detto felicemente addio. Parafrasando una citazione, perché si era stufato di lavorare in posti che i suoi amici non si potevano permettere.La nostra è una cucina da enoteca, fatta principalmente di tapas, in cui volevamo mettere più estro, maggiore cura” spiega Fabio, “anche perché la nostra esigenza era quella di avere una maggiore libertà, lasciando un posto importante al vino. Una proposta informale, scanzonata, con piatti che vanno bene per fare un aperitivo o per cenare. È una cucina di prodotto, non di fuochi d’artificio”.

Bar Bozza Roma

Con questa grande concretezza ci si avvicina a un menu fatto di piatti, tra cui 1-2 tapas del giorno, dove si mischiano ingredienti del territorio e qualche digressione internazionale. Non il classico tagliere, ma il sandwich con il formaggio e il tartufo, la tartare, l’uovo, ma anche le verdure con le salse, il vitello tonnato e tanto altro. C’è la battuta di fassona, burrata, cipolla arrosto e crumble alle erbe oppure il salmone selvaggio marinato agli agrumi, piselli, yogurt e cipollotto, l’uovo sodo, miso, alghe, sesamo, cipollotto, il paté di sgombro, mostarda di pomodori verdi, ma anche piatti più strutturati, tipo il coscio d’agnello disossato alle erbe, cotto a bassa temperatura, con carciofi romaneschi e menta. Si chiude con i dolci, un bicchiere di vermouth e 2-3 bicchieri di vino almeno, felicemente sulle spalle.

Bar Bozza Roma

Bar Bozza. Via Giulio Rocco 27, Roma. Tel. 348 8970047. Pagina Instagram

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