Bar dove studiare a Roma, le migliori caffetterie dove concentrarsi con libri e wi-fi

I migliori bar dove studiare a Roma. Non è detto che per studiare servano silenzio e isolamento. A volte sono invece necessari chiasso, tazzine di caffè e camerieri che girano tra i tavoli, oltre alla possibilità di incontrare e conoscere nuove persone. In questo caso, Roma offre molti bar adatti a studenti di qualsiasi grado e indirizzo. Ne abbiamo scelti cinque, in cinque diversi quartieri. I criteri sono stati piuttosto semplici: buona illuminazione, tavoli spaziosi, possibilità di rimanere seduti per molto tempo senza dare fastidio, presenza di altri studenti per sentirsi parte di un gruppo. Nota metodologica: nella lista che segue si è deciso di utilizzare solamente il costo del caffè come unità di misura per valutare il listino prezzi di ogni bar. Dopotutto il caffè è il prodotto più comune tra le ordinazioni degli studenti: non solo per l’effetto della caffeina, ma anche perché è in grado di legittimare una permanenza di quattro ore allo stesso tavolo senza ordinare nient’altro e spendendo poco.

Palombini

Il Museo del Maxxi, in pieno quartiere Flaminio, offre due diversi bar/ristoranti – Palombini e Mediterraneo – con rispettivi pro e contro. Esistono però dei punti in comune che vale la pena segnalare fin da subito: ottima rete wi-fi in tutto il museo, consumazione sempre obbligatoria, un aumento esponenziale della quantità di bambini urlanti la domenica. Palombini si affaccia direttamente sulla strada, si riconosce facilmente perché è tutto molto bianco e asettico. Questo lo rende particolarmente luminoso e adatto a studiare, anche grazie alla spaziosità dei tavoli (a discapito delle sedie non particolarmente comode), che per la maggior parte consistono in lunghe candide tavolate. E’ aperto tutti i giorni tranne il lunedì, dalle 8 di mattina durante la settimana, dalle 9 il sabato e la domenica (ben prima del museo, che apre sempre alle 11). Il bar non prevede servizio al tavolo: bisogna ordinare al bancone, e ciò va a vantaggio degli studenti. Il caffè infatti costa 1 euro, indipendentemente se consumato in piedi o seduti. Attenzione però, non tutti i tavoli sono adibiti allo studio. Ce ne sono alcuni in cui, pur consumando, è vietato studiare. All’ora di pranzo però la legittimazione data dal caffè smette di valere: o ordini qualcosa da mangiare o te ne vai. Per fortuna il bar offre una vasta selezione di panini e pizze farcite che possono riempire lo stomaco. I camerieri purtroppo non sono il massimo della simpatia, ma forse è un giudizio dettato dallo sgradevole compito a cui sono obbligati. Spesso infatti si trovano a dover richiedere la consumazione obbligatoria a tutti gli studenti che si siedono ai tavoli senza ordinare. Bisogna ammettere però che sembrano empatici: tutte le volte in cui fanno presente ai clienti l’obbligatorietà della consumazione, assumono un’espressione contrita. Sembra gli si stringa il cuore. La frequentazione è molto varia, il Maxxi attira tutta la fauna del quartiere, da ultra-sessantenni che passano la mattinata leggendo l’inserto culturale dei quotidiani a famiglie numerose con bambini, a studenti di liceo e università.

Palombini, via Guido Reni 4 – tel. 345 718 4016

Mediterraneo

Meno asettico e con più decorazioni in legno, Mediterraneo segue gli orari del Maxxi, quindi apertura tutti i giorni alle 11 tranne il lunedì, giorno di chiusura di tutto il museo. Il servizio al tavolo c’è e si paga: un caffè da seduti costa 2 euro. Pur essendo aperto fino alle 20.30 (anche di più, in base al giorno della settimana), dopo le 18 diventa impossibile studiare. Quasi ogni giorno verso quest’ora i gestori del locale iniziano a sbaraccare i tavoli per la preparazione di eventi privati notturni. Essendo più simile a un ristorante che a un bar, i tavoli sono numerosi e più piccoli. Ciò permette una maggiore concentrazione nello studio e forse meno possibilità di intrattenere conversazioni casuali con i vicini di banco. La natura “ristorantesca” del luogo però rende l’arrivo del pranzo una questione più invadente rispetto a Palombini. Il weekend il ristorante propone anche un brunch a buffet e tende a affollarsi.

Mediterraneo, via Guido Reni 4 – tel. 391 705 3069

Chiostro del Bramante

La caffetteria del Chiostro del Bramante offre la possibilità di studiare a due passi da Piazza Navona, in uno dei tanti palazzi con cortile interno di cui è pieno il centro di Roma. Apre sempre alle 9:30 e non ha giorni di chiusura. Il wi-fi funziona bene. Il locale si divide in due zone, una esterna e una interna. La prima consiste in una serie di tavoli lungo il loggiato coperto, ma durante la stagione invernale la temperatura tende ad essere troppo bassa per mettersi a studiare all’esterno. Però durante i mesi estivi, per i liceali che hanno materie da recuperare o gli universitari in sessione, la vista sul cortile è decisamente gradevole. La parte interna invece si divide a sua volta in due spazi, la caffetteria vera e propria e la Sala delle Sibille. Quest’ultima è un salotto con circa 20 coperti, molto accogliente, con sedie morbide e colori caldi, e una piacevole musica di sottofondo. Si rischia di essere poco produttivi per l’eccessiva comodità. E’ molto affascinante anche la vetrata, da cui la sala prende il nome, che si affaccia sull’affresco delle Sibille di Raffaello all’interno della Chiesa di Santa Maria della Pace. Ogni tanto si riesce a sentire anche il prete recitare la messa. Il caffè costa 1 euro, ma ad ora di pranzo bisogna ordinare qualcosa da mangiare. Il menu offre numerosi piatti più o meno elaborati. Di sabato e domenica i camerieri tendono a cacciare gli studenti ancora prima e con più insistenza. La clientela si divide principalmente in tre categorie: studenti, radical-chic che abitano in centro, stanchi turisti che dopo la fatica della mostra (obbligatoria per compiacersi della propria sensibilità artistica) arrivano alla vera meta di tutti i propri desideri, le poltrone della caffetteria.

Caffetteria del Chiostro del Bramante, Arco della Pace 5 – tel. 06 6880 9035

Macro Caffè

La caffetteria del Macro Asilo a via Nizza è forse il luogo più adatto allo studio tra quelli descritti finora. Oltre ai prezzi contenuti (caffè 1 euro), la consumazione non è obbligatoria e l’ora di pranzo passa inosservata. Di contro però il bar non offre particolari piatti interessanti: qualche pezzo di torta e di tanto in tanto un muffin. L’illuminazione è buona, anche grazie alla presenza di gigantesche vetrate che affacciano sul vialetto d’ingresso del museo e sulla strada. La sala colorata della caffetteria attira ogni giorno decine di studenti da tutto il quartiere, tanto che dopo una certa ora – da dopo pranzo in poi, quando si svuotano le classi dei vicini licei Tasso e Righi – è molto difficile trovare posto. Recentemente però il bar ha tolto i tavoli dalla sala principale. E’ possibile che questa mossa faccia parte di un rinnovamento o di un cambio di gestione della caffetteria, come quello che sta avvenendo in tutto il museo. In generale però il museo offre diversi spazi in cui studiare oltre alla caffetteria.

Macro Caffè, via Nizza 138 – tel. 06 696271

Achilli Caffè

Achilli caffè a Prati è il bar che da poco meno di un anno ha rimpiazzato lo storico caffè Settembrini. E’ aperto tutti i giorni dalla mattina presto (7 di mattina dal lunedì al sabato, 8 la domenica). Oltre a diversi tavoli all’aperto, il bar offre una sala interna con circa venti coperti, sedie comode e una buona illuminazione ma niente wi-fi. Il caffè al tavolo costa 2 euro e la selezione dei lieviti è molto ampia e di qualità. Frequentato per lo più da scrittori, giornalisti e addetti della Rai (la cui presidenza e direzione generale ha sede in Viale Mazzini), è il luogo per eccellenza in cui l’aereo mondo delle idee e dei progetti degli intellettuali si scontra con lo scabro terreno dei palinsesti e delle case di produzione della tv italiana. Essendo la clientela composta in gran parte da lavoratori, da mezzogiorno in poi i tavoli sono destinati esclusivamente al pranzo. Il weekend la situazione è più tranquilla, in particolare la domenica quando il bar si popola di anziane coppie di lettori dell’Espresso e simili.

Achilli Caffè, via Luigi Settembrini, 21 – tel. 06 6945 5330

Palazzo Merulana

Siamo all’Esquilino, uno dei quartieri più multiculturali e genuini tra il Colosseo e la stazione Termini. Grazie a un restauro durato più di cinque anni ad opera della fondazione Elena e Claudio Cerasi e CoopCulture, l’ex Ufficio di Igiene di via Merulana ospita un museo di arte moderna e contemporanea (e anche una caffetteria ovviamente). Aperto tutti i giorni tranne il martedì, la caffetteria è operativa dalle 8.30 di mattina. La consumazione non è obbligatoria e il caffè costa 1 euro. Il menu propone diverse cose interessanti, dalle birre artigianali ad estratti dissetanti. Lo spazio si divide tra una sala interna, con soffitti alti e grandi vetrate al livello della strada, e tre tavoli in un cortile interno. Nonostante normalmente gli studenti non vengano cacciati ad ora di pranzo, può capitare che nel weekend ci siano varie prenotazioni e tavoli riservati, con un conseguente aumento del chiasso e schiamazzo generale. Generalmente però si trova posto e si può stare per molte ore senza problemi. La clientela è molto varia, da appassionati d’arte, a turisti in cerca di un’evasione dai negozi di souvenir del centro, a studenti e abitanti del quartiere. Unica controindicazione: non ci sono molte prese elettriche.

Palazzo Merulana, via Merulana 121 – 06 3996 7800