Quattro Stagioni Lao a Milano, i brodi dell’hot pot nel ristorante cinese in via Padova

Quattro Stagioni Lao a Milano, i brodi dell’hot pot nel ristorante cinese in via Padova

Quattro Stagioni Lao a Milano tel. 02 49633721. C’è un nuovo ristorante hot pot (dedicato alla fondue cinese) in città. Si chiama Quattro Stagioni Lao e ha aperto nella terza parte di via Padova. Siamo oltre NoLo, il quartiere gentrificato più in del momento, oltre anche al parco Trotter e dopo i ponti della ferrovia, a pochi passi dalla Martesana. Qui è tutto un susseguirsi di minimarket, negozietti, macellai, fruttivendoli e compagnia in cui le vetrine si dividono equamente tra le diverse etnie che popolano quella che, giustamente, è definita come la strada più multiculturale di Milano. Non potevano mancare, perciò, i cinesi con il loro spirito imprenditoriale che in quattro e quattr’otto, dove solo qualche settimana fa c’era un parrucchiere, hanno allestito questo locale dedicato alla cottura in brodo.

Insomma, capitarci davanti la prima gelida domenica di febbraio, a due giorni appena dall’apertura, è stata una bella scoperta. Anche perché basta varcare le porte per immergersi in un fantastico tepore di vapori profumati. La formula dell’hot pot prevede infatti che al centro dei tavoli siano collocate grandi pentole di brodi fumanti, a scelta in menu in tantissime varianti e combinazioni (8-12 euro).

Noi abbiamo optato per un brodo chiaro e leggero di verdure, uno poco piccante (ma in realtà molto piccante, per i palati nostrani) e uno, delizioso, di funghi, perfetto anche da sorseggiare da solo, nelle ciotoline che, insieme a piattini, cucchiai, bacchette, mestolo e colino costituiscono l’essenziale mise en place.

Sarà l’entusiasmo degli inizi, o una naturale predisposizione all’accoglienza, fatto sta che il personale è molto attento nello spiegare il funzionamento, aiutare nell’ordinare i diversi cibi da cuocere e dare consigli su cotture, tempi e abbinamenti. Così, un solerte cameriere si avvicina al tavolo per suggerirti di cuocere le verdure a foglia (8 euro un cestino misto) nel brodo di funghi o per tuffare nell’hot pot le polpettine di carne (5 euro) o i ravioli di carne o gamberi (6 euro).

Sono proprio i ravioli a destare l’unica perplessità, arrivando al tavolo congelati. Non perché la ristorazione media cinese in città non faccia largo utilizzo di prodotti surgelati, senza nascondere buste e freezer nelle tante cucine a vista: la qualità è comunque buona e i ravioli gustosi. Il problema è che abbassano di molto la temperatura del brodo, quindi è meglio aspettare a metterli che si siano un po’ sgelati, e comunque non aggiungerne più di 3-4 per volta.

Fondamentale l’aiuto del personale anche nella scelta delle tante salse che, esposte su un buffet all’ingresso, rappresentano il meglio dei sapori cinesi: dall’olio di sesamo al coriandolo, dalla XO a base di pesce secco alla salsa barbecue thai, l’immancabile soia, le arachidi tritate e il peperoncino secco o in crema. E, letteralmente, chi più ne ha più ne metta.

Composto il vostro mix preferito di salse, la cosa migliore da tuffarci sono le fettine di vitello grasso o magro (8-10 euro), l’agnello (8-12 euro), che resta la carne più tipica dell’hot pot, il pesce (dalle seppie ai filetti, 8-12 euro) o, per i più temerari, le tante frattaglie, dalla trippa ai ventrigli d’anatra (5-7,50 euro).

Uno degli ingredienti più divertenti è la polpa di gamberi (8 euro) che viene servita pressata in curiosi (e all’aspetto misteriosi) cilindri di bambù, immersi in un mastellino ricolmo di ghiaccio.

Con la spatolina in dotazione si spinge una piccola porzione di polpa nel brodo prescelto: data la delicatezza e la rapidità di cottura, consigliamo quello piccante che, anche in pochi istanti, dà una bella spinta alla delicataezza del gambero.

Dopo non più di un minuto di cottura, la morbida massa grigio perla si trasforma nella polpettina di gamberi più croccante, deliziosa e divertente che abbiate mai assaggiato.

Verso la fine, quando i vostri brodi si saranno insaporiti con i diversi ingredienti cucinati, arriva il momento dei noodles: di grano e di soia (3,50 euro) o di patata dolce (4 euro), sono pronti in 6-7 minuti e perfetti per raccogliere gli ultimi rimasugli di salse.

Il pranzo luculliano si accompagna con birre cinesi (Tsingtao, 3,50 la bottiglia da 66 cl), internazionali o nostrane. Oppure, perché no, con latte di soia o acqua di cocco (rispettivamente 4 e 5 euro). C’è anche una lista di cocktail ma davvero non sappiamo darvi informazioni su come siano composti l’Ex, l’Amante bianco o il Girl’s Generation, tranne che costano tutti 5 euro.
Dolci non pervenuti. Però, sono aperti da una manciata di giorni: si faranno.

Quattro Stagioni Lao, via Padova 194/196, tel. 02 49633721, Sito, Pagina Facebook

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