Sfogliatelle a Napoli, in via Toledo la sfida tra Pintauro e Mary

Sfogliatelle a Napoli, in via Toledo la sfida tra Pintauro e Mary

sfogliatelle napoli

Sfogliatelle a Napoli. Ogni giorno in via Toledo tra Pintauro e Mary si combatte una battaglia. Nella strada dello shopping ogni mattina si perpetua la "guerra fredda" della pâtisserie napolitain. A 200 metri l'una dall'altra, infatti, sorgono le due migliori pasticcerie di sfogliatelle: Pintauro e La Sfogliatella Mary. Ora non me ne vogliano altri pasticcieri e/o amatori di sfogliate (già lo so che qualcuno griderà "attentato!" perché avrei dovuto includere almeno Scaturchio o Attanasio…), ma per me questa competizione si consuma soltanto fra i due già citati artisti di ricce e frolle. E ora vi spiego perché.

sfogliatelle, via Toledo

Questa lotta è innanzitutto di natura geografica e si dà il caso che i due luoghi siano divisi da poche centinaia di metri e che, quindi, a dividerli sia soprattutto la fetta di mercato che si contendono: tutti quei clienti che, passeggiando per via Toledo (o via Roma, come la chiamano in molti utlizzando il nome precedente), preferiscono l'uno all'altro. E Scaturchio, in piazza San Domenico, Attanasio, alla Ferrovia (la stazione di piazza Garibaldi), o altre illustri pasticcerie, mi pare chiaro siano geograficamente tagliate fuori da questa querelle. 

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Secondo punto questa è una guerra tra pari: lo scontro è tra mini pasticcerie di specialità napoletane, cioè piccole attività commerciali che vendono anche altri dolci, ma che nascono con la missione di vendere sfogliate e dolci tipici. Di solito sono negozi così piccoli da avere il bancone che affaccia sulla strada (come Mary) oppure dispongono di una sola stanza ed espongono il neon "Sfogliate calde" a vista (come Pintauro). Quindi non ci si può proprio sbagliare, questa categoria di attività esclude bar, normali pasticcerie e/o ibridi di altro tipo: Scaturchio ad esempio è prima di tutto un caffè.

Pintauro sfogliatelle

Se la sfida è, quindi, tra Pintauro e Mary, è giusto che io confessi il mio debole per la seconda. Le sfogliatelle, come il calcio e la politica, sono dogmi e atti di fede. Detto questo però urge un salto indietro per rendere a Cesare quel che è di Cesare… o meglio a Pintauro la genialata di aver portato la sfogliata dalla Costiera Amalfitana fino a Napoli. La leggenda narra che nel 1600 nel bel Convento di Santa Rosa, che dall'alto ancora oggi domina su Conca dei Marini, a una suorina venne in mente di impastare della semola cotta (avanzata) nel latte e aggiungere frutta secca, limoncello e zucchero. Un ripieno con il quale la suorina farcì una sfoglia a forma di cappuccio da monaca, fatta di strutto (il grasso del maiale che in napoletano è chiamato 'nzogna) e vino bianco, guarnita  con crema pasticciera e un'amarena. La ricetta, secondo la leggenda, non lasciò mai la Costiera Amalfitana… almeno fino a quando, all'inizio dell'800, Pasquale Pintauro non ne entrò in possesso decidendo di trasformare la sua osteria di via Toledo, vicino Santa Brigida, in pasticceria. Non prima però di aver modificato la sfogliata, alla quale tolse le guarnizioni esterne. Ed è così che nacque la sfogliata riccia, alla quale seguì la frolla (l'impasto interno è lo stesso, ma la forma cambia e diventa tonda).

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Chiusa la parentesi storica e fatti gli onori alla buonanima del signor Pasquale per essere riuscito nel "colpo grosso" della sfogliata, devo ammettere (sì, di nuovo) che io non sono una tipa da Pintauro.  E quali sarebbero questi tipi da Pintauro? L'identikit è presto fatto: i clienti di Pintauro pagano le sfogliatelle 2 euro l'una, non badano troppo alla temperatura del loro pasticcino (ho mangiato una sfogliata tiepida: cioè né carne né pesce) e di questo locale amano soprattutto il nome, gli anni e le targhe.

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Io invece, ragazzi miei, sono una tipa da Mary. Il che tradotto in italiano vuol dire: consueta fila tra via Toledo angolo Galleria Umberto I (splendida location, a due passi da piazza del Plebiscito, affollata di turisti e passanti), sfogliatelle (per me sempre frolle) a 1,70 euro l'una, pasticcino quasi bollente (appena uscito dal forno) e rigorosa spolverata di zucchero sopra. 

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E voi, invece, di che sfogliatella siete? Uno alla volta, non tutti insieme! E dato che mi è venuta una certa fame, mentre ci pensate su, vado un secondo a far visita a Mary. 

Pintauro, via Toledo 275, Napoli Sito 

La Sfogliatella Mary, via Toledo 66, Napoli (angolo Galleria Umberto I). Tel  081 402218. Aperto dal mercoledì al sabato dalle 9 alle 20 e la domenica dalle 9 alle 14:30. 

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  • paolo

    Il responso finale non tiene conto che la frolla della pasticceria Mary è per gran parte della produzione, una sfogliatella surgelata… tutti in zona sanno benissimo che acquistano i prodotti Acquaviva, una riscaldata in forno e via, subito viaggiano nel carrettino dal laboratorio di vico Berio alla rinomata sede nella Galleria Umberto.
    In considerazione di ciò, al pari di prodotto fresco, vince Mary…. ma paragonando quella surgelata è tutta un’altra storia