Gallo a Roma, la trattoria di mare che mancava all’Esquilino (e non solo)

Foto di Antonello De Berardinis

Gallo a Roma. Umile, schietto e pratico, Lorenzo Gallo ha mosso i suoi primi passi in cucina da ragazzino, quando da adolescente faceva “le stagioni a Ostia”, poi le esperienze in hotel, cinque anni in Inghilterra, una piccola parentesi in Francia, fino all’arrivo alla corte di Lele Usai a Fiumicino, località dove Lorenzo è nato (classe ’93) e cresciuto, diventando anche il braccio destro dello chef: “L’esperienza più bella della mia vita, mi ha fatto crescere tantissimo a livello umano e professionale. Daniele mi ha aperto un mondo”.

lorenzo gallo
Lo chef Lorenzo Gallo – Foto di Antonello De Berardinis

E quando la cucina del Tino e di 4112 hanno iniziato a stargli strette, è stato proprio Usai che lo ha spinto a trovare un posto suo. È così che ha inizio la storia di Gallo, il locale aperto il 20 aprile 2024 all’Esquilino, in via Santa Croce in Gerusalemme 29.

Gallo a Roma: l’ambiente

La sala di Gallo – Foto di Antonello De Berardinis

La prima volta che sono entrato qui, a ottobre 2023, ero con lo chef. È grazie a lui che ho trovato il locale”, spiega Lorenzo che in questa nuova avventura ha accanto la fidanzata Claudia Turcu, anche lei scuola Usai, ma in sala. “Questo mestiere è sinonimo di condivisione. La crescita nasce dalla condivisione e non potevo che scegliere di iniziare questo progetto con Claudia”. Gallo è un ambiente rustico, ma curato e accogliente: tanto legno, archi, mattoni a vista, belle vetrate che illuminano la sala restituendo un’atmosfera un po’ vintage, con un tovagliato “importante”, mobili e poltroncine di una volta, i quadri della nonna di Lorenzo ricamati con l’uncinetto. Un locale che può ospitare fino a poco più di 50 coperti, “ma per il momento non andremo oltre i 42, per servire tutti con la massima attenzione, voglio che le persone mangino comode e tranquille”.

Gallo a Roma: sostanza a sapore

i piatti di gallo a roma
Foto di Antonello De Berardinis

Va da sé che da Gallo si mangia pesce. Una trattoria di mare con “una cucina tradizionale, senza abbinamenti azzardati. Sostanza, tanto sapore e pochi elementi nel piatto, come piace a me – racconta Lorenzo -. Intendo la cucina come una cosa semplice, che sa di casa, la differenza qui la fa la materia prima”. Il pescato arriva dai porti locali, in primis Fiumicino e Anzio fino a Napoli, “con un furgone frigorifero vado direttamente al porto e parlo con i pescatori: la materia prima di qualità è alla base di tutto il mio lavoro”. Il menu proposto è breve, con qualche voce non specificata “non posso garantire tutti i giorni lo stesso prodotto, lavoro con quello che è disponibile” e così il carpaccio olio e sale (16 euro) cambia, stesso discorso per il pescato del giorno marinato (16).

la frittura di pesce di gallo a roma
Foto di Antonello De Berardinis

Non mancano le ostriche (7 euro al pezzo), il crudo di crostacei (25), ma anche il soutè di cozze (14), i moscardini in guazzetto (18), grigliata mista (26) e poi spaghetti con i lupini locali (16) che Lorenzo ha imparato ad apprezzare da Usai, “il lupino è meraviglioso, dolce, sapido e oggi mi consente di fare un piatto dal prezzo abbordabile, a differenza delle vongole”.

La carta dei vini e il salotto per l’aperitivo

claudia turcu in sala da gallo a roma
La direttrice di sala Claudia Turcu – Foto di Antonello De Berardinis

Lorenzo in cucina e, dicevamo, Claudia in sala. È stata lei a curare la carta dei vini, al momento siamo sulle 35 etichettema contiamo, col tempo, di aumentarle”. Una carta senza particolari distinzioni tra tradizionali e naturali, fatta secondo il proprio gusto che alterna nomi noti e piccole aziende, ma soprattutto ha una particolare attenzione per il Lazio: “Abbiamo contatti diretti con i produttori di belle realtà della nostra regione, sarebbe uno spreco non valorizzare il nostro vino. Ci piacerebbe dare al Lazio il giusto riconoscimento che merita”.

l'aperitivo da gallo a roma
Foto di Antonello De Berardinis

Appena entrati da Gallo c’è una sorta di salottino, anzi un ingresso adibito a salotto, con un divanetto e un piccolo bancone bar. Uno spazio per chi attende di sedersi e vuole concedersi un aperitivo oppure una bevuta dopo cena, “ci piace che il cliente si sposti di sala, che viva momenti diversi in ambienti diversi”.

Per il momento, il locale è aperto sia pranzo che a cena, per rodarsi e capire le richieste, ma Lorenzo precisa “non appena ci saremo stabilizzati, voglio garantire tempo libero ai dipendenti: non voglio stressarli e pagarli adeguatamente”. E nel frattempo guarda il suo ristorante, entusiasta: “Faccio quello che amo, ora posso farlo come piace a me, come potrei non essere felice?”.

Gallo. Via Santa Croce in Gerusalemme 29, Roma. Tel. 06 69350147. Sito. Facebook. Instagram
Aperto a pranzo e cena, chiuso il mercoledì

 

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