111 ricette italiane che devi saper cucinare di Luisanna Messeri (Emons). Tra le pagine di questo volume trucchi e segreti per preparare i piatti della tradizione meglio di mamma.
111 ricette italiane che devi saper cucinare di Luisanna Messeri, il nuovo libro del volto familiare per chi segue “La Prova del Cuoco” su Rai Uno. La rossa della cucina in tivù ha accettato la sfida della casa editrice Emons e ha raccolto le ricette che meglio rappresentano la tradizione culinaria italiana. Un viaggio nel gusto attraverso 111 ricette regionali, facili e alla portata di tutti. Una scelta sull’onda dei ricordi, perché ai piatti del masterchef di turno, Luisanna Messeri preferisce decisamente quelli di mamma o meglio ancora di nonna.

“Amo i piatti-rituale legati alle festività e al ciclo delle stagioni. Sento forte il legame con le radici. Se si smette di portare in tavola questi piatti, chi li tramanderà ai posteri?” si chiede. Non male per un’autrice che apre il libro con un provocatorio aforisma di Ancel Keys, padre della dieta mediterranea: “Odio le ricette”.
Il libro, 239 pagine corredate dalla belle foto scattate dalla figlia Maddalena, tanto per restare in famiglia, propone antipasti, primi, secondi, dolci, caffè e perfino ammazzacaffè. Si tratta dei grandi classici e dei piatti vintage degli anni Settanta e Ottanta come ad esempio il vitello tonnato, la mozzarella in carrozza o la gelatina. Piatti che celebrano ed esaltano i prodotti tipici che hanno reso unica l’Italia.

Da sempre Luisanna Messeri sostiene che “la grande cucina italiana non è quella ricca né quella povera: è quella buona!”. Per non fare brutta figura ai fornelli, la Messeri infarcisce il volume di “genialate” o “ideone” come le chiama lei. “I consigli utili che chiunque avesse una mamma o una nonna in casa si potrebbe far dare quando si deve mettere a cucinare” racconta. Il libro è una guida preziosa per affrontare qualsiasi prova in cucina senza commettere errori.

La sua è una cucina “senza timori e tremori -sottolinea-. Non amo i talent culinari dove i concorrenti vengono sbeffeggiati perché tagliano male lo scalogno. Si cucina due volte al giorno, per tutta la vita, ed è quindi giusto che lo si faccia con naturalezza. Noi donne ci mettiamo ai fornelli per istinto mentre gli uomini sono più tecnici. E’ per questo che tra i professionisti siamo ancora in una posizione di subalternità”.

Una cucina dove la tecnologia è messa alla porta e il massimo dell’hi-tech è rappresentato da frullatore e frusta elettrica. Altro che planetaria o robot da cucina così scomodi da pulire.
Luisanna Messeri non teme neanche la moda del momento che premia la cucina veg. “Io non amo le mode che riempiono le grandi catene con pasticci. Gli ingredienti sono tutto, per noi e per le piccole aziende che li producono. E in tivù ci sono già abbastanza censure. Tipo: mai mostrare un pollo intero, ma a pezzi. Come se quella coscia non appartenesse ad un animale che due giorni prima zampettava”.
E’ per questo che la chiamano cuoca pop?
“Se pop significa saper stare nel mondo, allora sì, lo sono”.

111 ricette italiane che devi saper cucinare, Emons, di Luisanna Messeri, 239 pagine, 15 euro.

