Dieci ristoranti da provare a Roma nel 2026

ristoranti Roma 2026 - la tavola di Casa Malgarini
La tavola di Casa Malgarini

Una selezione di indirizzi tra novità e conferme: dieci ristoranti da provare a Roma (e dintorni) nel 2026 diversi per stile, contesto e visione, scelti per raccontare alcune delle direzioni della ristorazione cittadina oggi, tra cucina d’autore, format contemporanei e progetti più informali.
Con tutta l’offerta cittadina in quanto a cibo, non è sempre facile riuscire a scegliere. Per una panoramica completa, vi invitiamo a leggere quali sono (a nostro avviso) i migliori ristoranti di Roma 2026, una mappa divisa per categorie di tutte le tipologie di locali.

Per chi desidera fare una ricerca più snella, ecco la lista che segue: una selezione di luoghi con stili, contesti e visioni gastronomiche molto diverse tra loro, raccogliendo dieci ristoranti che raccontano alcune delle direzioni della ristorazione romana. Dieci indirizzi, tra novità e conferme. Si passa da una tavola ospitata all’interno di una casa di famiglia immersa nel verde a un ristorante d’albergo, da una cucina giapponese contemporanea a un progetto nato dentro un birrificio dove la birra dialoga con l’alta cucina. Fino a una bella realtà poco fuori Roma, precisamente a Tivoli.

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Dieci ristoranti da provare a Roma nel 2026

Casa Malgarini – La Giustiniana

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Iniziamo da Casa Malgarini, all’interno di una casa di famiglia immersa nel verde della Giustiniana (ve ne avevamo parlato qui in maniera approfondita). Questo indirizzo (poco fuori il raccordo) è il progetto dello chef Leonardo Malgarini, classe 1987, che dopo formazione e diverse esperienze tra Italia e estero, ha deciso di tornare nella casa della sua infanzia per trasformarla in un luogo dedicato all’accoglienza. Prima del ristorante è arrivata l’azienda agricola biologica nata nel terreno accanto alla tenuta. Alla fine del 2023 la casa è diventata anche un ristorante vero e proprio, mantenendo però un’atmosfera domestica. Il menu è breve e cambia spesso, seguendo soprattutto ciò che arriva dall’orto: una cucina moderna che lavora carne e pesce senza sprechi, con attenzione al quinto quarto e alle verdure di stagione. In carta si possono trovare piatti come animella e scorzonera (22 euro), casoncelli con coniglio e scampi (23 euro) o rana pescatrice con salsa cacciatora e scarola (25 euro). Per i tavoli da quattro in su è previsto il percorso degustazione per tutto il tavolo: sette portate (75 euro) o nove (95 euro).

Casa Malgarini. Via della Giustiniana 670b, Roma. Tel. 0687772889. Sito. Instagram

Mogano Ritual Lab – Formello

mogano formello

Ci spostiamo di qualche chilometro più a nord per arrivare da Mogano, il ristorante all’interno del birrificio Ritual Lab a Formello. Qui lo chef Matteo Faenza, classe 1994, ha costruito un progetto giovane e ambizioso che mette la birra artigianale al centro dell’esperienza gastronomica. Nata nel 2021 dentro il birrificio di famiglia fondato nel 2015, la cucina dialoga continuamente con il mondo brassicolo: la birra non è solo nel bicchiere ma entra nei piatti, nelle salse e perfino nel pane, preparato con le trebbie della produzione. Lo chef, che ha lavorato tra Lima, la Spagna e il Basque Culinary Center, porta in tavola una cucina tecnica e contemporanea fatta di fermentazioni, contaminazioni e prodotti del territorio laziale. Il ristorante è raccolto (poco più di venti coperti). Il menu degustazione varia da tre a otto portate (90–130 euro) e può includere piatti come il ramen “all’italiana” con miso di orzo e diaframma di manzo, oppure la mozzarella filata al tavolo con maionese al pomodoro e croccante di parmigiano, mentre il pairing con le birre è calibrato per accompagnare il percorso senza sovrastarlo.

Mogano Ritual Lab. Via del Praticello Alto 7, Formello (RM). Tel. 388 634 6424. Sito. Instagram

Futura – Monti

interni del ristorante futura a roma

Andiamo invece in centro, nel rione Monti, dove il 9 aprile 2025 ha aperto Futura, il “laboratorio di cucina” della chef Anastasia Paris (premiato tra le Puntarelle d’Oro 2026). Qui la chef abruzzese classe 1994, dopo diverse esperienze tra Italia ed estero, ha avviato la sua prima avventura da solista insieme a Flavia Ercoli ai fornelli e a Luigi David Carofilis per la parte vini. Il ristorante, nato negli spazi che un tempo ospitavano Mariolina, è piccolo e raccolto (appena 18 coperti), con cucina completamente a vista e uno chef’s table pensato per mantenere un contatto diretto con gli ospiti. La proposta è moderna e concreta, fatta di grande attenzione alla materia prima, con un menu breve che cambia spesso in base alla spesa quotidiana ai mercati rionali. In carta si trovano piatti come pappardelle con fondo di midollo, carciofi e caffè verde (21 euro), animella brasata con giardiniera di radici e vermouth rosso (18 euro) o il NON tre cioccolati, che gioca con tre tipologie di fegato, vitello, foie gras e fegatini di pollo (12 euro). La carta dei vini privilegia etichette italiane e francesi.

Ristorante Futura. Via Panisperna 222, Roma. Tel. 06 01903498. Instagram 

Riccioli d’oro – Montesacro

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Ci spostiamo a Montesacro, dove dall’autunno 2023 ha aperto Riccioli d’Oro (ne avevamo parlato qui) negli spazi che un tempo ospitavano Vinea. Qui lo chef Luca Ronzoni, classe 1992 e con esperienze in cucine come All’Oro di Riccardo Di Giacinto e La Pergola, ha costruito un ristorante che mette al centro una cucina moderna, sostenibile e in gran parte vegetale. Il locale (una quarantina di coperti arredati come un salotto di casa, tra poltroncine e porcellane), propone un menu che cambia ogni mese seguendo stagionalità e spesa quotidiana al mercato. Gran parte della carta è a base vegetale ed organizzata in mezze porzioni da condividere (8–10 euro) e piatti completi (18–24 euro), per permettere agli ospiti di costruire il proprio percorso di assaggi. Tra le proposte più curiose ci sono la linguina al kiwi con parmigiano di pecora e basilico (20 euro), l’onion ring alla francese (6 euro), e il sedano rapa tonnato, mentre per chi preferisce affidarsi alla cucina sono disponibili percorsi degustazione “al buio” da cinque, sette o nove portate (35, 45 e 60 euro).

Ristorante Riccioli D’Oro. Via Conca d’Oro 38, Roma. Tel.  331 809 7135. Sito. Instagram.

Nuan – Appio Latino

i piatti di nuan

Siamo in zona Appio Latino, poco distante da piazza Zama, dove nel marzo 2024 ha aperto Nuan, il ristorante di pesce della giovane coppia formata da Elvio Ferrelli e Luana Lesce. I due, classe 1995 e 1992, si sono conosciuti lavorando nelle cucine di Acquolina e Acquaroof Terrazza Molinari, e dopo alcuni anni di esperienza hanno deciso di aprire un locale tutto loro: una ventina di coperti, cucina a vista e un’impostazione che mette al centro il prodotto ittico. Il pesce arriva dalle aste del Lazio (tra Civitavecchia, Anzio, Terracina e Formia), mentre i vegetali provengono da piccoli produttori locali. Il menu è breve, con un’impronta mediterranea e piatti che valorizzano il pesce in tutte le sue parti, come nel vassoio del pescato, una sorta di banco del pesce servito al tavolo con tagli diversi e cotture dedicate. In carta non manca mai uno spaghetto, per esempio quello aglio, olio e gamberi rosa (18 euro), accanto a crudi, fritture e preparazioni alla brace. Due i percorsi degustazione serali, da 65 e 80 euro, mentre a pranzo c’è la formula più veloce da tre portate (35 euro). In sala la carta dei vini conta circa cinquanta etichette italiane, con una selezione che alterna produttori noti e piccole realtà artigianali.

Nuan. Via Siria 3, Roma. Tel. 06 69401880. Sito. Instagram

Cafè Romano – Centro Storico

Nel cuore del centro storico, a pochi passi da Piazza di Spagna, Cafè Romano (premiato con la Puntarella d’oro 2026, come miglior ristorante in hotel), rappresenta il cuore gastronomico dello storico Hotel d’Inghilterra. Dopo il recente restyling degli spazi, il ristorante guidato dall’executive chef Andrea Sangiuliano punta su una cucina che guarda alla tradizione italiana con uno stile contemporaneo e raffinato. In carta si trovano piatti che partono dai grandi classici della cucina romana, come il fiore di zucca croccante con cuore di cacio e pepe o le mezze maniche all’amatriciana. Una proposta interessante è quella del pranzo della domenica (60 euro a persona), pensato come un omaggio ai rituali familiari della tavola italiana: un menu che cambia ogni settimana e che valorizza ingredienti di stagione e prodotti del territorio laziale. Si inizia con antipasti da condividere e pane fatto in casa, per poi proseguire con primi come ravioli ricotta e spinaci burro e salvia o rigatoni alla coda alla vaccinara, seguiti da secondi della tradizione e dal vassoio delle pastarelle della domenica.

Cafè Romano – Hotel d’Inghilterra. Via Borgognona 4, Roma. Tel. 06 699811. Sito. Instagram

Sakaba Ie Koji – Prati

sakaba ie koji roma

Tra le aperture più interessanti degli ultimi mesi c’è Sakaba Ie Koji, (di cui vi abbiamo parlato qui), insegna che ha ricevuto la Puntarella d’Oro 2026 come miglior cucina internazionale. Questo indirizzo porta a Roma un format ancora non diffuso: quello della sakaba, il locale informale giapponese dove ci si ferma dopo il lavoro per bere sake e mangiare piccoli piatti al bancone. Aperto alla fine dello scorso anno in via Emilio Fàa di Bruno, in zona Prati, il progetto è firmato dallo chef giapponese Koji Nakai insieme al socio Roberto Salvati. Koji, che negli ultimi anni ha contribuito a far conoscere la cultura gastronomica giapponese in città, aggiunge qui un nuovo capitolo al suo lavoro. Il locale riprende l’atmosfera conviviale delle sakaba: pochi coperti, cucina diretta e una proposta pensata per accompagnare il bere. In carta si trovano piccoli piatti da condividere (come gyoza, yakitori o preparazioni stagionali), accanto a una selezione di sake, birre e vini giapponesi, nell’ottica di raccontare un Giappone meno stereotipato e più vicino alla realtà.

Sakaba Ie Koji. Via Emilio Faà di Bruno 31, Roma Tel. 392 4799773. Instagram

Bistrot64 – Flaminio

Negli ultimi anni Bistrot64 ha attraversato diverse trasformazioni. Il noto ristorante del Flaminio, aperto nel 2013 da Emanuele Cozzo (premiato con una stella Michelin nel 2017), vive oggi una nuova fase guidata dallo chef Giacomo Zezza, classe 1988, già sous chef della casa e oggi executive chef. La sua è una cucina essenziale e precisa, costruita su pochi ingredienti lavorati con grande attenzione tecnica e con un forte legame con la stagionalità e i piccoli produttori del territorio laziale. I vegetali hanno spesso un ruolo centrale e vengono valorizzati attraverso cotture delicate, fermentazioni e marinature, mentre la carta cambia seguendo il ritmo delle stagioni. Il menu si articola tra alcuni piatti alla carta, tra cui manzo, rapa rossa e cipolla (25 euro), cappelletto, animella e fungo (30 euro) o pescato, zafferano, finocchio e caviale (36 euro) e due percorsi degustazione: uno da cinque portate (75 euro), che ripercorre alcuni cavalli di battaglia del ristorante e un itinerario più contemporaneo da otto portate (95 euro), pensato per affidarsi completamente alla cucina. In sala il servizio, elegante ma informale, è guidato dal sommelier Andrea Paretti.

Bistrot64. Via G. Calderini 62/64. Tel. 06 3235531. Sito. Instagram

Elephant – San Lorenzo

Nel quartiere San Lorenzo ha aperto a inizio 2026 Elephant (ve ne parliamo qui), un progetto che riflette bene l’energia e la crescita della scena gastronomica della zona. Un indirizzo ancora in evoluzione, nato dall’iniziativa di cinque soci con percorsi diversi (tra cucina, comunicazione e creatività). Il ristorante ruota attorno a un’idea conviviale e informale di cucina. In cucina lo chef Manfredi Bosca propone una sequenza di piatti pensati per la condivisione, senza una struttura rigida di menu: preparazioni snelle, stagionali, spesso influenzate da viaggi e suggestioni internazionali, dall’Asia al Medio Oriente. Al centro del progetto, cotture dirette che valorizzano materia prima, mentre la carta cambia frequentemente in base a disponibilità e mercato. Anche la proposta beverage segue lo stesso approccio essenziale: una selezione contenuta di vini, con attenzione ai piccoli produttori e a etichette artigianali, pensata per accompagnare una cucina immediata e dinamica.

Elephant. Via degli Irpini 22, Roma. Tel. 339 405 5628. Instagram 

 

NEI DINTORNI

Al Madrigale – Tivoli

Ultimo, ma non per importanza, Il Madrigale. Siamo poco fuori Roma, nel centro di Tivoli, in uno degli indirizzi più sorprendenti degli ultimi anni. Aperto a inizio 2025 da Andrea La Caita dopo l’esperienza di Li Somari, il ristorante è guidato in cucina dallo chef Gian Marco Bianchi con la supervisione di Daniele Lippi e Benito Cascone, già alla guida di Acquolina. In meno di un anno il progetto ha ottenuto risultati notevoli: nel novembre 2025 è arrivata la prima stella Michelin insieme al premio come apertura dell’anno. La cucina di Bianchi ruota attorno a quello che lo chef definisce “nuova cucina rurale”: un approccio che parte dai prodotti dell’Italia centrale, dalla tradizione pastorale per costruire piatti contemporanei ma profondamente legati al territorio tra cui piatti come ventricina di pecora, raviolo del pastore o spaghettone porro e anguilla. In carta si può scegliere tra due percorsi degustazione che raccontano questa visione gastronomica: uno da sei portate (90 euro) e uno più ampio da nove (110 euro).

Al Madrigale. Via Ponte Gregoriano 1, Tivoli (RM). Tel. 0774 011261. Sito. Facebook. Instagram

 

 

 

 

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