Nonnarè Pizzeria di Quartiere raddoppia a Roma con una nuova sede in zona Marconi. L’insegna arriva meno di un anno dopo l’apertura del primo locale a Garbatella (inaugurato a giugno 2025). Dietro al progetto ci sono il pizzaiolo Alessio Pili e sua moglie Martina Giovagnoli.
Se c’è un ricordo custodito gelosamente nella memoria di ogni romano che abbia avuto il privilegio di vivere in quell’era in cui ai nonni era concessa autonomia di sgarro nella dieta dei propri nipoti, questo ha la forma della pizza al taglio fumante consumata all’uscita da scuola. È proprio quell’immagine potente e nostalgica ad aver guidato il pizzaiolo Alessio Pili e sua moglie Martina Giovagnoli quando hanno deciso di aprire la prima sede di Nonnarè a Garbatella, quartiere cui sono visceralmente legati, per nascita e per scelta. Era il giugno 2025 e dieci mesi dopo, il 28 marzo 2026, è arrivata anche la seconda insegna, a Marconi, che pure sta dando loro grande soddisfazione.
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Il culto della pizza calda impacchettata e la nascita di Nonnarè a Roma

Partiamo dal principio, il nome scelto per la pizzeria: Nonnarè, un omaggio alla nonna di Pilli, come spiega a Puntarella Rossa: “Avevamo un rapporto bellissimo e tra noi usavamo questo vezzeggiativo, ‘Nonnarella’. Lei era una di quelle che accendeva i fornelli alle sette di mattina e a mezzogiorno aveva già preparato il pranzo. Il ricordo più bello che ho è però all’uscita da scuola, la mia Cesare Battisti a Garbatella, quando nonna mi aspettava con quel trancetto di pizza calda impacchettata. Già all’epoca ero un fan sfegatato della marinara e guai se mi sporcavo con l’olio!”.
L’apertura della prima Nonnarè ha rappresentato per la coppia una luce in un momento difficile della loro vita. “La benzina nel nostro motore è stato l’arrivo di nostro figlio. La sua nascita ci ha portato a non fermarci. Abbiamo raccolto i cocci insieme e ci siamo detti: ‘Dobbiamo fare qualcosa’. Nonnarè è stata la nostra rivincita. È nata per lui, con tanti sacrifici”, ricorda Giovagnoli, che condivide con Pilli l’amore identitario per il quartiere che li ha visti nascere e crescere, di cui conosce un po’ ogni angolo, dalle nuove realtà gastronomiche a quelle storiche che le mode e i tempi non scalfiscono.

“Siamo nati e cresciuti qui e non abbiamo intenzione di spostarci – aggiunge Martina – Quando abbiamo trovato la nostra pizzeria, abbiamo fatto di tutto per averla. I social sono importanti, il marketing pure, ma il contatto vero è con le persone del posto, che vogliamo fidelizzare“. Se poi la fede calcistica del cliente batte per la Roma, qui si sentirà a casa, tra quadretti che immortalano i giocatori della Magica (alcuni provenienti direttamente da casa della nonna di Giovagnoli, grande fan della squadra) e i colori giallo-rosso, inconfondibili, che tornano un po’ ovunque, packaging incluso (sia chiaro: i laziali sono ammessi). “Garbatella è nel cuore, Marconi è un investimento che abbiamo voluto fare. Ci ha fatto piacere vedere che in meno di un mese la gente continua a tornare. Il prodotto piace, il supplì soprattutto”. E non è esclusa nel futuro prossimo una terza sede, “ma senza diventare una catena, perché non ci appartiene”.
La pizza di Nonnarè a Roma, all’insegna del ricordo

“Io dico sempre: non ci siamo inventati niente. La tipologia di pizza che facciamo, i gusti, sono quelli che arrivano dai nostri ricordi e che riproponiamo. Ovviamente, il tutto rivisto con prodotti selezionati”. Pili sintetizza così il suo concetto di pizza al taglio e ci ricorda che per lui tutto ha avuto inizio quasi per una provocazione con sua madre: “Non volevo più andare a scuola e mamma mi ha mandato a fare il lavoro ‘duro’, pensando che avrei cambiato idea. Invece è stato il contrario e da allora mi sono appassionato. Ho capito quello che avrei voluto fare da grande”. Oggi guida un team di ragazzi entusiasti, tutti di Garbatella nel caso della prima sede che, tengono a precisare, “credono nel progetto”.
Quando chiediamo ad Alessio quali siano le caratteristiche di una buona pizza in teglia romana (qui ne abbiamo ripercorso la storia), lui precisa che deve essere prima di tutto friabile. “Non amo quella troppo alta, va bene l’alveolatura ma senza eccedere. Mi piace la semplicità”. Martina precisa: “Per noi il concetto di gourmet sta nel prodotto che si usa, nella sua qualità, pomodoro e olio prima di tutto”. Tra i fornitori c’è la vicinissima Macelleria Natoli, storica realtà familiare del quartiere e la bottega Le Primizie della Frutta di Piazza Eugenio Biffi. Le farine per l’impasto provengono dal Molino Mariani.
I cavalli di battaglia della pizzeria Nonnarè a Roma

Oltre alla marinara classica, in menu spicca la “Marinara ar mare” con le alici, le patate a sfoglia, la carciofi e patate diventata un must, la rossa con puntarelle di stagione, fino a proposte più peculiari come la pizza con insalata di nervetti e pesto romano, una vera chicca per chi ama la cucina romanesca più verace. Tra le più richieste anche la ripiena vegetariana con spinaci al burro, uvetta e pinoli. E poi, la selezione dei cucinati tipici romani: le polpette al sugo come le faceva nonna Lucia, la trippa alla romana, il pollo alla cacciatora, saltimbocca, pajata e coratella con carciofi. Anche i fritti sono uno dei punti di forza del locale: fatti in casa ogni giorno e fritti espressi. Oltre al supplì al ragù, c’è una versione che sta piacendo alla clientela, ovvero quella con broccolo romano, alici e provolone romano. Un inno alla romanità, che qui trasuda un po’ ovunque.
Nonnarè Pizzeria di Quartiere. Piazza Augusto Albini 10, Roma (Garbatella). Piazza Enrico Fermi 16, Roma (Marconi). Instagram.
