Lamian Bar a Roma. Dopo il successo del Dumpling Bar, apre il 5 marzo 2019 a Ostiense Lamian Bar, in via dei Conciatori, il ristorante dedicato ai lamian, gli spaghetti cinesi. Gianni Catani, che qualche anno fa ha iniziato a convertire la propria passione per la Cina aprendo il primo riuscitissimo Dumpling Bar a Roma (prima in via Vitalleschi, oggi in Piazza Meucci a Marconi), sfida il gusto degli italiani proponendo una nuova tradizione culinaria cinese, strettamente legata alla capitale, Pechino.

Se il ramen è una di quelle specialità orientali di cui non riuscite più a fare a meno, evidentemente non avete ancora assaggiato i lamian, gli spaghetti cinesi, quelli dai quali i giapponesi hanno preso ispirazione e che ritrovano le proprie origini nel nord della Cina. Per Gianni Catani, che ha iniziato a cucinare cinese nel 1984, l’idea di aprire il Lamian Bar è stata concomitante a quella del Dumpling Bar. Ma ci sono voluti quattro anni e mezzo perché il cuoco, Jing Shan, conosciuto dopo tanti anni in Cina a studiare le varie cucine, arrivasse direttamente da Lanzhou.

Li incontriamo il giorno prima dell’apertura: gli chef si adoperano nell’immenso spazio dedicato alla preparazione delle pietanze, affinché tutto sia perfetto. La pasta viene passata dentro un macchinario, perché sia più morbida, omogenea e fine; quando raggiunge lo spessore adeguato, lo chef ne ricava precisissime linee di pasta.

Rispetto al Dumpling Bar, il locale si presenta più ampio: i coperti sono il quadruplo e i piatti, non più usa e getta, si presentano come degno componente di un ristorante vero e proprio. La prassi però rimane la medesima: fascia di prezzo medio-bassa (una ciotola di lamian non costa più di 5 euro) e anche il menu rispetta la stessa formula.

Ogni venti giorni verrà proposta una nuova pietanza caratteristica delle località nord della Cina, “fino a riportare in Italia tutte le ricette originarie regionali di quella zona”, in particolare appunto “i lamian alla Lanzhou, città in cui li hanno inventati circa 4 mila anni fa con condimenti originali e stessi sapori”.

Oltre a ciò ci saranno gli “spiedini di Xian, forse gli unici in Europa, perché fatti con gli spaghetti: stesi a fuso, fatti dei panini con all’interno carne di maiale (nonostante la tradizione musulmana) o salmone, che somigliano quasi una sfogliatella napoletana”, e l’anatra alla pechinese “cotta in un forno che proviene direttamente dalla Cina”.

Oltre agli spaghetti però, si potranno anche trovare alcuni tipi di ravioli e antipasti tipici freddi, che saranno anche protagonisti dell’AperiCina, dove i piatti verranno accompagnati da cocktail, appositamente studiati dal barman Federico Valli. L’angolo bar, d’impronta asiatica (che si potrà rendere indipendente dall’area del ristorante) è dedicato alla miscelazione di grappe tipiche, molto pregiate, con alcolici più nostrani; si potranno anche gustare lisce. Presenti proposte analcoliche con una selezione di cinque tè. Il barman Federico ci spiega che l’invito è quello “di bere qualcosa di diverso, rimanendo sui toni semplici e i gusti familiari, unendoli ad ingredienti che non conosci” come ad esempio la modifica sul Moscow Mule, che vedrà la variazione di “liquore alle prugne e kumquat”.
E per concludere la cena tre scelte di dolci: una tra queste è una sfoglia al tè verde con in mezzo una crema di azuki.
Il Tibet, parte un nord-ovest del Paese e quindi non proprio attinente alla cultura di Pechino, avrà solo una piccola dedica in un’unica pietanza (originariamente a base di yak) rivisitata qui con carne di agnello proveniente da allevamenti che ne esaltano fortemente il sapore.
Lamian Bar, Via dei Conciatori, 9a Roma. Pagina Facebook
