Il sushi è pericoloso? Allarme sgombroide a Milano. “Mal di sushi“? No, non è come la sindrome del mal d’Africa. Né come il mal d’amore, anche se potrete avvertire fitte allo stomaco ugualmente intense o vedere rossori improvvisi inondarvi il volto. Stiamo parlando della ben più grave sindrome sgombroide che, ahinoi, sta aumentando pericolosamente a Milano. E potrebbe mettere a rischio il consumo di uno dei piatti più apprezzati dai modaioli meneghini.

La denuncia pubblicata dalle pagine di Repubblica in questi giorni è preoccupante: un vero e proprio boom di malori e ricoveri causa sushi a Milano. Cosa sta succedendo? Spiegano dall’Agenzia di tutela della salute della Città metropolitana di Milano che solo nei primi 9 mesi del 2016 le intossicazioni da sindrome sgombroide sono già a quota 42, a fronte di 47 casi del 2015 e 45 in tutto il 2014. Un trend pericolosamente in crescita tra gli habitué delle tavole asiatiche a Milano. L’allarme riguarda il consumo più in generale del pesce crudo, che per non portare problemi deve obbligatoriamente essere trattato con l’apposito abbattitore.

Come si manifesta questa sindrome? Malori, rossori, orticaria, nausea, disturbi intestinali, anche vomito, diarrea e per finire svenimenti. Tutto per un po’ di sushi? Sì, se conservato male. State attenti allora, perché le denunce ai Nas parlano chiaro. Sempre secondo il quotidiano, “l’ultimo caso finito in procura è quello di quattro medici rimasti intossicati lo scorso 29 settembre dopo avere mangiato tonno in un ristorante di via Marostica. I carabinieri del Nas hanno ispezionato il locale, rilevando irregolarità nella modalità di conservazione di tonno e altri pesci di specie affini. Il 6 settembre a essere visitato dagli uomini dell’Ats è stato invece un bar, che serviva tonno scottato poco fresco, che aveva causato diversi malori. Il 26 settembre è toccato a un ristorante, il 27 a due locali di cui un ‘all you can eat’ di sushi”.

Prudenza, allora, se non volete ritrovarvi in pronto soccorso con la sindrome sgombroide in corso. E i consigli sono sempre gli stessi, anche un po’ derivanti dal buon senso: rivolgetevi a esercizi pubblici di cui ci si fida e per i quali si ha la garanzia che vengano osservate le norme igieniche, dove è stata rispettata una corretta conservazione dei prodotti. Diffidate delle formule troppo a basso prezzo. E fidatevi un po’ di più dei vostri sensi: la vista e l’olfatto, prima di tutto.
