Ostia e Capocotta, hanno fatto un deserto e l’hanno chiamato pace

 A Ostia e Capocotta viene ripristinata la legalità, come scrivono i quotidiani. Dopo aver sbaraccato praticamente tutti i chioschi di Capocotta, tocca a Ostia: a rischio la concessione di 25 stabilimenti, tra i quali posti più che noti (Peppino a Mare, La Rotonda, il Curvone, Lido Beach, Le Dune, La Pinetina).  Un prefetto d’assalto, Domenico Vulpiani, non guarda in faccia a nessuno e sta mettendo i sigilli a qualunque forma di vita sul litorale. Emulo, forse, di Pier Camillo Davigo, il magistrato secondo cui “non esistono innocenti; esistono solo colpevoli non ancora scoperti“.  I lettori di questo sito sanno che Puntarella Rossa ama la legalità, la serietà, il rispetto delle norme. Abbiamo fatto una campagna “No scontrino no party“, abbiamo boicottato e denunciato chi non dava gli scontrini. Dunque, ben venga la legalità anche a Ostia e Capocotta, da troppo tempo abbandonate.

sabbia

C’è un ma? C’è un ma. Che non elide la proposizione principale, naturalmente. Il punto è che i magistrati e i prefetti da soli non bastano. Si può fare la guerra all’illegalità, si deve fare, ma serve un progetto, una visione, un campo largo di prospettiva. Serve, in una parola, la politica. Altrimenti è come bombardare a tappeto, altrimenti è come la guerra. E’ come diceva Tacito: “Hanno fatto un deserto e l’hanno chiamato pace”.

mare 21

Ora, si può pure star felici nel deserto. Ma mancano forme di vita. E a noi la vita piace. Dunque ben vengano le multe per i gestori di Capocotta che hanno costruito strutture abusive, ben venga la rimozione. Ben venga il ripristino delle regole. Ma che siano davvero rispettate sempre. Che si diano certezze. Che si creino alternative. Attualmente ci sono 25 stabilimenti che rischiano la revoca della concessione. La stagione arriva e non si capisce più nulla: non si sa chi sarà aperto e chi no. Non si sa chi pulirà le spiagge. Non si sa quando verrà fatto il bando, in ritardo di mesi, per gli stabilimenti di Capocotta.

mare 1

Scrive Repubblica: “Sugli arenili sono a rischio la pulizia e la sicurezza dei bagnanti“. Se questa è la legalità, forse manca qualcosa. E i politici che ne dicono? A Roma si litiga tra Raggi e Giachetti sulle presenze in Parlamento. Ma alla città di Roma, a Ostia, a Capocotta chi ci pensa? I prefetti? E la politica, quella buona, dov’è?