Il sito di Del Vuoto, ristorante aperto nell'aprile 2012 a Milano, spaventa, anzi terrorizza. Otto riquadri con titoli tutti in inglese, come "Philosophy", "People" o "Takeout". La filosofia esalta la "cucina tecno-emozionale", l'"approccio creativo al buon cibo", dedicato a "golosi e salutisti". Ma se riuscite a passar sopra il linguaggio tecno-fighetto, la fuffa post-atomica, Del Vuoto è un ottimo posto dove mangiare. Un bistrot moderno dove la cucina, come suggerisce il nome, è fatta tutta sottovuoto, con cotture a bassa temperatura.
Milano, si sa, rispetto a Roma ha una ristorazione più vivace, più moderna e originale, aperta a nuove frontiere e a sperimentazioni che il tradizionalismo romano (si parla in generale, fatte le dovute eccezioni) non consente. D'altro canto a Milano, apparenza e mode sono più invasive e dannose di Roma. Detto questo, entrare da Del Vuoto vuol dire respirare un po' d'aria fresca, uscendo dagli schemi tradizionali ed entrando in un mondo tutto da esplorare.
Il locale di Enrico Orlandelli (imprenditore nel campo dell'interior design) è piccolo, ma accogliente e arredato in modo per nulla ingessato.
Alle pareti, ritratti pop di celebrità, come Marylin, Gandhi e Martin Luther King. Sui tavoli, tovagliette stile jeans.
La parola sottovuoto spaventa un po' e forse per questo in pochi la usano apertamente, anche se cucinano con questa tecnica. Da Del Vuoto, invece, la rivendicano. E i camerieri (gentilissimi) ve la spiegano. Sottolineando due aspetti: il fatto che cucinare in questo modo significa risparmiare almeno il 30 per cento dei grassi ed è quindi più salutare; e che questa tecnica di cucina, enfatizza i sapori e quindi la rende più gustosa.
Il menu è essenziale, ma prevede piatti originali. Tra gli antipasti ci sono: animella di vitello con sedano rapa, conserva di rabarbaro e grani di senape (12 euro), Battuta di manzo piemontese con porcini maionese alle erbe e topinambur (15 euro) Pastinaca con burro ai capperi iblei, erbe aromatiche e semi di girasole (12 euro); polpo con crema di melanzane al fumo di rosmarino (14); selezione di salumi di gran suino padano con giardiniera (14). Primi Rigatoni al burro d’alghe e gamberi rossi di Sicilia (13 euro); risotto con crema di zucca arrostita, cedro candito e cardamomo (14 euro); gnocchi di patate con ragù di coniglio al ginepro (13 euro); Secondi Storione alla griglia con bietole spinaci e salsa borscht (19 euro) Rombo chiodato con rape scalogni glassati e finferli (22 euro) Stinco d’agnello brasato con purea e chips di radici (19 euro) Guancia di maialino iberico (18 euro) Scamone di vitello con crema di carciofi, carote novelle e tarassaco (22 euro) Dolci. Composta di rabarbaro al cardamomo con crumble e gelato alla crema (7 euro); ciliegie sciroppate, gelato alle mandorle e meringa al limone (7 euro); cioccolato con croccante alle nocciole e gelato al caramello (7 euro)
Lavorare bene le materie prime, rispettandole, produce ottimi risultati: profumi e sapori integri, per prodotti freschi cucinati dallo chef Angelo Koyfalas, bergamasco con un'esperienza di 4 anni da cuoco a Stoccolma. Noi abbiamo provato, tra l'altro, straordinari rigatoni con i gamberi rossi e una tenerissima guancia di maialino iberico. In definitiva, Del Vuoto è il posto più adatto per golosi e salutisti.
Bonus: servizio impeccabile; birre artigianali
Malus: porzioni non abbondantissime, una certa rumorisità dell'ambiente
I voti di Puntarella
Cucina: 7,5
Ambiente: 6/7
Servizio: 8
Del Vuoto Modern Bistrò, via Giambellino, 12, Milano. Tel 02 94555592. Chiuso la domenica. Sito








