La Baia, mangiare bene a Fregene

La Baia, mangiare bene a Fregene

Nell’elegante e tranquilla veranda della Baia, attovagliati davanti a un gran crudo di mare e a una spigola, tra gli avventori del weekend primaverile è tutto un accapigliarsi su Camusso e Marcegaglia, Ichino e Fassina. “L’avemo fregati“, dice con voce rauca un tizio elegante, con fazzoletto macchiato d’olio che penzola sul blazer. Non è chiaro chi ha fregato chi, ma è evidente che non c’è piacere più grande per il generone romano e il suo contorno di avvocati, deputati e faccendieri, che parlare di politica sotto il sole di Fregene. L’articolo 18 e i “privilegi” dei lavoratori tengono banco sopra una tartare ben irrorata dall’olio della Tuscia. Clienti e discorsi a parti, la Baia si conferma uno dei punti fermi del litorale romano: qualità indiscutibile, eleganza non formale e servizio sorridente. Da provare in questa stagione, prima che venga preso d’assalto da orde di romani in fuga dal caldo estivo.

Siamo al Villaggio dei pescatori dove negli anni ’40 il comune aveva realizzato una colonia ricreativa femminile. Fu una donna nota come “Sora Tuta” (probabilmente non era nota per l’eleganza delle mises) ad aprire un primo chioschetto di legno, negli anni ’60, da cui nacque lo stabilimento balneare la Baia. Il legno è rimasto, l’ambiente è decisamente migliorato, ma fuori non dev’essere cambiato granché. Arrivando ci si imbatte infatti in un viale brullo, desolato, pieno di cantieri e lavori. Del resto, se è vero che Fregene rispetto alla più popolare ed economica Ostia vanta una superiorità, è anche vero, come scrive Fulvio Abbate, che Fregene “ha qualche cosa di ombroso, di cupo, di sinistro, di casuale”.

Ma basta affacciarsi sulla grande spiaggia, seguire le orme sulla sabbia e rivolgere lo sguardo al mare, perché l’atmosfera cambi improvvisamente. I più colti (e anziani) ricorderanno Alberto Sordi che si culla sull’altalena nello Sceicco bianco e guardando in cielo sussurra “Er gabbiano, er caro gabbiano…”.

A riportarci alla realtà, però, ci sono queste straordinarie linguine di Gragnano con ricciola e bottarga (14,5 euro). Un piatto che ti avvolge con la sua ricciola, il più pregiato dei pesci azzurri, coperta da una cascata di polvere d’oro, ovvero le uova di muggine. Simbiosi di sapori perfetti (e piatto abbondante, che non guasta). Poco prima, la stessa ricciola l’avevamo gustata in forma di tartare, condita con pinoli locali tostati (10 euro).

Il menu è ricco e naturalmente indirizzato verso il mare: tra i piatti c’è un crudo misto (20 euro), spaghetti alle vongole (13,5), pescato a 6 euro l’hg, gamberoni con kataifi croccante (22 euro), ostriche Gillardeau (la regina delle ostriche concave, prodotte dalla famiglia Gillardeau, vicino a La Rochelle, nella Francia occidentale, 3,5 euro l’una).

L’articolo 18 è ormai dimenticato, ci si avvia verso il dolce, cullati da un ottimo bicchiere di Etna bianco (5 euro). Il conto alla fine non è leggero ma neanche pesantissimo, considerando la qualità.

 

Bonus: la veranda, la qualità del cibo, la cortesia delle giovani e simpatiche cameriere

Malus: la desolazione esterna di quel tratto di Fregene, il tutto esaurito dei weekend estivi

 

I voti di Puntarella

Cucina: 7+

Ambiente: 7,5

Servizio: 7,5

Ricevuta: regolare

La Baia, via Silvi Marina 1,  Fregene, Tel 06 66561647. 

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5 Comments

  1. Gallo
    marzo 24, 19:56 Reply

    sarà il mio masochismo… o non so cosa che mi fa tornare ogni tanto a leggere questo sito.. e puntualmente sono dell'esatta opposta opinione…
    Alla Baia manco ormai da due anni…. e dalla foto vedo che hanno cambiato le sedie ma non il menù…. è appunto due anni fa che assaggiai la stessa pasta da voi sottolineata,dopo solo 35 minuti di attesa e con la mia commensale che mi guardava, visti i problemi di servizio..la pasta, la rimandai indietro spiegando al "simil cameriere" che la trovavo papposa e slegata e che la bottarga la preferivo non bruciata o cotta..e nonostante questo me la sono ritrovata sul conto ….
    tirando le somme qualità della materia prima indiscutibile… vedi i crudi
    qualità del cucinato più che discutibile
    qualità del servizio …..lasciamo stare 
    ma stiamo parlando di due anni fa…sono contento che magari le cose siano migliorate ma diffido che a Fregene si inizi a mangiare qualcosa di differente dalla solita pappa.

    • benny
      marzo 26, 06:14 Reply

      Rispondo a Gallo dato che mi sento chiamato in causa per chiedere scusa se il piatto non è uscito all'altezza (e può succedere nei pienoni festivi) , ma non capisco come si sia bruciata la bottarga che viene messa a "crudo" prima di uscire dalla cucina. la linguina è un piatto storico da anni e non per questo motivo il menu è lo stesso. 35 minuti per un primo sono giusti se si passa da un antipasto. le sedie le abbiamo cambiate da 3 anni. Se erroneamente le abbiamo fatto pagare la linguina sarei lieto di farmi perdonare invitandola a pranzo e magari di bere insieme un bicchiere di vino, a patto che lei nel frattempo si goda il sole ed il mare di Fregene.

  2. Max.G
    marzo 25, 07:58 Reply

    Alla Baia di Fregene non solo si mangia bene, ma si STA bene, ci si riesce a rilassare a tavola sotto il fresco della veranda od al sole protetto dei tavoli dietro le vetrate, gustando il sapore di mare, preservato a dovere nelle curate ma mai troppo impasticciate preparazioni dei piatti, e deliziarsi dello stralcio di primavera sulla pelle: mentre a Roma il mondo del lavoro corre e combatte col traffico e i malanni cittadini, qui ci si dimentica dello stress, dei ritmi affannati, e ci si puó finalmente rilassare nel silenzio della spiaggia e la vista sul mare a pochi metri.
    Il panorama di Fregene/Villaggio dei pescatori è davvero in alcuni tratti decadente, e questo vale anche e sopratutto nella fin troppo spesso stanca e piatta ristorazione locale, attenta solo agli incassi facili regalati dalla vicinanza con la città eterna. Questa elegante trattoria di mare, semplice ed informale, ma niente affatto trascurata nella cura del particolare, merita quindi un particolare bonus per la intelligente e intraprendente conduzione del dinamico e sempre presente patron Benny e del suo giovane team. Andate a pranzo durante la settimana, toglieremo l’orologio e cancellate in anticipo gli appuntamenti del pomeriggio perché non vorrete piu tornare subito in città

  3. zenzero
    marzo 30, 08:38 Reply

    Puntarella grazie per il suggerimento!
    ieri a pranzo abbiamo mangiato degli spaghetti con le vongole impeccabili.

  4. Francesco
    marzo 06, 11:19 Reply

    Stato a pranzo domenica 03 marzo scorso, dopo la recensione letta e vari commenti di amici che conoscono il ristorante.
    Eravamo in 4 con due bimbi.Ho prenotato per le ore 12.30 il venerdi precedebte. Siamo stati benissimo. Il Proprietario ed il personale gentilissimi, hanno soddisfatto tutte le ns richieste (cambio tavolo da dentro e fuori, tempi per la pasta da portare alla bambina, etc). Servizio accurato, i piatti finiti vengono immediatamente rimossi dalle cameriere.
    Ottima cucina. Abbiamo preso 2 antipasti (vellutata lenticchie con seppie croccanti, polipetti in umido), mezzo porzioni di spahetti di mais al sugo di basilico per la bimba, 5 secondi (2 Palamita alla cacciatora, frittura, filetti di spatola con pinoli, e una soiola per la bimba) 4 contorni, 1 ananas, mezzo vino della casa, 2 acque, 3 caffè, abbiamo speso € 125 in tutto, conto più che onesto direi, soprattutto per la ristorazione di fregene, tutta fuffa e poca qualità.
    A parte le porzioni di alcuni secondo che potevano essere sicuramente un pò più abbondanti, le ricette sono state eseguite alla perfezioni e ben presentate.
    Ci ritornerò per provare i primi. Grazie. F
    Bonus: accoglienza, servizio ed organzzazione in una giornata "busy", dehor estivo, e ovviamente la cucina di mare
    Malus: porzioni un pò piccole di "alcuni" antipasti e secondi provati

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