Il Maratoneta a Roma, Luciano Monosilio riapre la storica pizzeria di San Lorenzo: “Pochi fronzoli e prezzi contenuti”

Il Maratoneta a Roma. È il 13 giugno 2024 quando, dopo 8 anni, Il Maratoneta – storica pizzeria romana di san Lorenzo  riapre i battenti. Siamo precisamente al civico 99 di via dei Volsci e questa volta, a dare di nuovo vita alla vecchia insegna di un tempo, c’è Luciano Monosilio. A poche settimane dall’apertura siamo andati a farci raccontare qualcosa in più su questa riapertura. L’idea di base è quella di mantenere un profilo basso, in linea con quello che era il vecchio Maratoneta. “Abbiamo cercato di tenere il locale con meno fronzoli possibili, anche i prezzi sono contenuti. La nostra volontà era quella di riqualificare qualcosa che non c’era più”, ci racconta Luciano. Il format, quindi, cambia pochissimo. Infatti, fritti e pizze romane restano protagonisti del menu, a cui si aggiunge qualche antipasto vegetale, da accompagnare a vini naturali e una selezione di cocktail del recente progetto di Luciano, Veleno. Ad orchestrare il vecchio forno c’è Matteo Carducci, spalleggiato da uno storico dipendente della vecchia pizzeria.

Luciano Monosilio e il nuovo Maratoneta

Luciano Monosilio è un nome da anni noto sul panorama della ristorazione, ormai conosciuto come “il re della carbonara” e protagonista di diversi bei progetti. Dalla riqualificazione della piazza del suo Luciano – Cucina italiana alla parentesi da Follie, all’interno di Villa Agrippina. Poi nel 2023, l’apertura del suo più giovane progetto, Veleno Pasta Bar. Con l’apertura del Maratoneta c’è un cambio di rotta. Alla nostra domanda su come mai la pizzeria, ci risponde che “nel mondo della pizza ero già addentrato, anche per il progetto durato cinque anni di Fra Diavolo; poi la pizzeria era già presente all’inizio dell’apertura di Luciano Cucina Italiana. In realtà cercavo da un po’ un nuovo locale e in base a quello che avrei trovato, avrei sviluppato un progetto ad hoc. Le opzioni potevano essere molte: pizzeria, caffetteria, un ristorante gourmet. L’obiettivo era quello di creare qualcosa che si diversificasse da ciò che già abbiamo in essere, che sono Luciano – Cucina italiana e Veleno. Il Maratoneta era chiuso da otto anni ed era una delle pizzerie più storiche di Roma. Un giorno, camminando per San Lorenzo per una commissione, ho visto il locale chiuso e mi sono detto chiamiamo e vediamo. Da lì in due mesi abbiamo aperto la pizzeria.”

Benché il format resti lo stesso, qualche tocco di Luciano c’è. “Il diverso si vede nelle piccolo cose. Abbiamo cercato di non stravolgere il prodotto finale, quindi la classica pizza romana, sia nella presentazione che nei condimenti. Il vero grande lavoro che facciamo con Matteo è la lavorazione sugli impasti e sulla preparazione dei fritti, che facevamo da Luciano – Cucina italiana quando abbiamo aperto e che abbiamo reintrodotto qui. E’ una bella opportunità, possiamo dare spazio anche al nostro cocktail bar, Veleno, gestito da Luca Fanari, con i drink alla spina da lui ideati. La cosa bella di avere dei locali diversi è quello di prendere un po’ di ognuno e portarlo negli altri. Perché secondo me, le nostre attività fanno parte di una macchina e non ci sono locali di serie A o di serie B. Tutte viaggiano sulla stessa importanza. Per esempio, una cosa a cui tengo molto e che ho voluto, è stata quella di portare qui circa una volta a settimana, a rotazione, i direttori degli altri locali, per dare continuità e in modo che un viso familiare ai nostri clienti ci sia sempre in sala. Poi al momento io qui sono fisso”.

L’impasto deriva dal lavoro di Matteo Carducci. “Siamo partiti con l’idea di lasciare la classica pizza romana e di rimodernarla un po’ a livello qualitativo e tecnico, senza trasformarla a livello gourmet, usando un blend fatto da noi di farine del Mulino Grassi e Mulino Marino e con aggiunta di farro monococco, un grano antico molto saporito. Facciamo una lievitazione di 24 ore con un prefermento; la pallina è da 160 grammi e viene stesa a mano, dandoci solo un piccolo aiuto con il mattarello. L’impasto così risulta fino e saporito grazie all’utilizzo delle farine integrali che esaltano il sapore degli ingredienti sopra. Stiamo usando ancora il vecchio forno, cambiando solo la legna. Abbiamo preso una buona qualità di legna di quercia, che dà un buon punto di calore e anche a livello aromatico da un buon profumo” ci racconta direttamente Matteo.

Anche sulle materie prime facciamo un grande lavoro, utilizzando prodotti di alta qualità, come la mozzarella di Agerola, le olive leccino denocciolate. Poi per esempio per la boscaiola usiamo funghi coltivati in grotta, quindi non usiamo gli champignon”. A poche settimane dall’apertura Luciano ci racconta di aver avuto un buon riscontro “Fino ad oggi abbiamo fatto circa 100 coperti al giorno e addirittura alcuni clienti sono già tornati per la quarta volta. C’è fiducia e curiosità da parte della clientela. Il bello è che solitamente vai nei ristoranti con tante aspettative, invece qui la gente è venuta prevenuta, pensando di trovare una margherita a 12 euro. Invece i prezzi sono in linea con la zona e si sono ricreduti perché hanno trovato la pizzeria di un tempo; è stato bello anche per questo”.

Il locale 

Il locale di San Lorenzo ha cambiato di poco veste. I lavori sono stati curati dallo studio di architettura Frame Studio. “E’ rimasto il più fedele possibile all’originale; la parte del muro di marmo non l’abbiamo toccata, ma solo ripulita. E’ stato fatto un lavoro per il soffitto, mentre il dehors è fatto totalmente da zero”. In totale ci sono circa 60 coperti, tra i 40 dell’interno e i 20 del nuovissimo spazio esterno, aperto dal 3 luglio.“In sala ci sono dei pezzi recuperati anche da Luciano – Cucina Italiana, che avevamo lì durante i primi anni di apertura ed è stato bello rimettereli insieme. Il forno è rimasto lo stesso, è stato fatto solo un lavoro di rivestimento con la resina, mentre i servizi sono stati totalmente riadattati alle nuove normative”. Al momento niente turni, ma vengono accettate circa 60 prenotazioni al giorno, mentre il resto viene gestito in corsa durante la serata.

Il menu del Maratoneta a Roma

Il menu è stato curato a quattro mani da Luciano e Matteo. Si parte con gli antipasti, tra cui l’insalata di patate, piselli, cipolla, erba cipollina, olio, sale, pepe, ponzu (6 euro), il classico pane bruscato (5 euro) o i taglieri di salumi (10 euro) e formaggi (15 euro). Passiamo ai fritti, con il supplì by Luciano Cucina Italiana (3 euro), le alici ripiene (9 euro) o i fiori di zucca (3 euro) secondo disponibilità di mercato. In carta ci sono in totale 10 pizze, con prezzi che vanno dai 4 euro della focaccia bianca ai 12 del Maratoneta con salsa rosa, misticanza, gamberetti, pomodorini e sedano. Poi c’è la pizza del giorno (9 euro), che varia in base alla stagionalità dei prodotti. Infine cinque dolci, dal tiramisù al piatto (5 euro) al soft ice cream (7 euro). Da abbinare alle pizze, una selezione di cocktail firmati Veleno (8 euro), tra cui Gin tonic, Paloma, o il negroni chiamato Abebe Bikila. Infine, una snella proposta di vini e bollicine selezionati da Meteri, con possibilità di ordinare anche alla mescita.

Il Maratoneta. Via dei Volsci 99, Roma. Tel. 06 4299 0845. Facebook. Instagram

 

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