La Baia di Fregene, posti splendidi che non sempre ci meritiamo

La Baia di Fregene, posti splendidi che non sempre ci meritiamo

La Baia di Fregene, posti splendidi che non sempre ci meritiamo

Per chi si occupa di ristorazione, ma anche per chi si occupa dell’umanità in genere, Tripadvisor è uno strumento formidabile. Serve come il Luminol, la sostanza che la scientifica usa per evidenziare tracce di sangue sul luogo del delitto. Ma noi, invece di usarla per i ristoratori, i camerieri, il personale di sala, lo usiamo per i clienti. Un ottimo modo per capire come sono fatti gli italiani, cosa gli piace, il grado di istruzione, di competenza, di civiltà. Parametri tutti carsini, diciamolo subito.

La Baia, dicevamo. E’ un posto incredibile, ci piace da anni e ci continua a piacere. Ci siamo andati 32 volte, 33 con l’ultimo martedì, e non c’è stata una volta in cui è stata una tragedia: è stato quasi sempre un trionfo. Certo, capita che qualche volta sia troppo affollato (andateci in settimana!), capita il cameriere più malmostoso, quello distratto, quello meno competente. Ma il livello medio è tra l’alto e l’altissimo e a volte ti viene da commuoverti per come qualcuno sia riuscito a mettere insieme a Fregene, quindi in un litorale dove abbondano fregature ad alto costo e alta improvvisazione, un locale di non modiche dimensioni, che riesca ad avere una cucina raffinata e varia, gourmet senza essere inutilmente creativa, affidabile e originale, insieme a un ambiente semplice ma curato e un servizio tutto sommato sempre gentile e affidabile.

Inutile rifare qui il menu. Inutile parlare della gentilezza del servizio. Per dire, l’ultima volta ci ha servito una ragazza minuta fregenina doc (vabbè, nativa di Fregene), che sorridente è dir poco. Ha spiegato tutto, senza essere invadente e quando se n’è andata, ci ha lasciato il suo sorriso in dono.

Siccome un piatto conteneva aglio e non era graditissimo, si è molto scusata di non aver avvertito della presenza dell’ingrediente e ha poi, senza aver ricevuto lamentele in proposito, deciso di scalarlo dal conto. Facile trovare posti così, no? No.

E dunque, si diceva, Tripadvisor. La premessa serviva, perché poi si è data un’occhiata a Tripadvisor. La Baia ha quattro palle, molti eccellente (283), molti molto buono (283), ma anche un numero non basso di pessimo (28) e scarso (37). Leggere le recensioni è istruttivo. La critica più frequente è la quantità, associata al prezzo. Ci si lamenta che i piatti non sono abbondanti, in relazione al costo. E’ la prima critica, la vera croce, di ogni ristorante romano che non sia una trattoria di quartiere o un’osteriaccia di second’ordine. La qualità costa, ma la gente non ci crede. Ci stai fregando, amico. Ci hai dato una bistecchina minuscola a 20 euro. Lo sai quante bistecche mi faccio da Roadhouse con 20 euro? E alla Despar? E poi te posso’ dì ‘na cosa? Questi gamberetti so’ “piccoli”, te li magni te. Ah, non so’ gamberetti?  Le dimensioni, comunque, sono la vera ossessione, insieme al risparmio. Ce l’avete tutti sempre troppo piccolo, ci meritiamo qualcosa di grosso. E poi ci state sempre a frega’.
Li mortacci, che palle, che siete.

E ancora. La parola “pretenzioso“. Se un posto non ti rifila il tonno in scatola nella pasta e il sugo dei mega barattoloni del discount, è un posto “pretenzioso”. Credi di farci fessi, con queste ostriche? Lo sappiamo che sono un furto, le avrai pagate la metà almeno. E i vini poi. Un Frascati a 20 euro? Ma si può? E’ tutta la vita che bevo romanella e frascati a 10 euro e mo’ questi m’hanno inventato il frascati d’oro, che se crede champagne. A’ fanatici. Siete un posto pretenzioso. C’avete delle pretese. Pretendete di fare un ristorante buono, disgraziati. Invece di darci un po’ di sbobba a basso prezzo e una tovagliona a quadri rossi.

Meno male che c’è Benny che si diverte. Cioè, lo immaginiamo che legge le recensioni brutte e si incazza. Ma se la fa passare (quasi sempre, anche se ogni tanto “sgrava”) e dà risposte esemplari come questa.

O come questa:

Alla fine di questo articolo, ci viene il dubbio, anzi la certezza. Ci sarà qualche lettore che starà pensando: eccolo qui, l’amichetto di Benny. Uno gli fa i “omissis” (scusate mi stava venendo un  termine inappropriato) e quell’altro lo fa mangiare aggratis. Che schifo, questi blogger.  So’ tutti uguali. Ammerde. Siete gente pretenziosa, che mangiate cose piccole e le pagate tanto.

Noi però si sorride, si brinda alla Baia (che in fondo questo pezzo era solo per ricordarcela)  e ci si consola con l’impeccabile Altan.

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