Tortellini e cappelletti si sfidano. E la Romagna batte Bologna sulla tradizione. Il cappelletto tradizionale preparato da una delle ideali discendenti di Marietta Sabatini, la domestica di Pellegrino Artusi, ha vinto la sfida più sentita nella partita di andata Turtlèn vs Caplèt, ultimo appuntamento di CIBÒ So Good!.
Quattro chef bolognesi hanno incontrato nella cucina allestita a palazzo Re Enzo quattro colleghi romagnoli sottoponendo ad oltre duecento commensali le loro proposte, tra regole su cui giocare e accostamenti creativi con cui spiazzare.

Nel primo tempo sono scesi in campo, appunto Le Mariette di Casa Artusi di Forlimpopoli con la rivisitazione dei “Cappelletti all’uso di Romagna” dell’Artusi stesso ripieno di carni e formaggi diversi, molto delicato a cui sono seguiti i tortellini in doppio brodo di cappone e gallina di Claudio Sordi del ristorante I Carracci di Bologna dal sapore deciso. Ombretta Farneti dell’Agriturismo Molino d’Ortano di Mercato Saraceno (FC) si è cimentata in un piatto di cappelletti asciutti con prosciutto di mora e formaggio di fossa e, dopo di lei, è stata la volta di Dario Picchiotti dell’Antica Trattoria di Sacerno con un tortellino classico.

Interessanti le proposte in cui gli chef hanno assecondato il proprio guizzo creativo. In questa categoria Vincenzo Vottero dell’Antica Trattoria del Reno ha trionfato con un tortellino in brodo ristrettissimo di faraona con caviale di lambrusco, sofisticato e gustoso al tempo stesso.

I concorrenti Riccardo Agostini de “Il Pilastrino” di Pennabilli ha presentato un mix mare-monti per cappelletti ripieni di fondente di formaggio di fossa accompagnati da una colata di alici e tartufo mentre Francesco Carboni del ristorante Acqua Pazza di Bologna si è cimentato in un tortellino ripieno di gamberi in un brodo di razza e spolverata di olive taggiasche. Interessante nella sua semplicità la proposta dello chef stellato Alberto Faccani del ristorante Magnolia di Cesenatico: un piatto di cappelletti in brodo ristretto ripieni con l’impasto dei passatelli, assolutamente da sperimentare se capita l’occasione. Ora si attende il girone di ritorno che si terrà in Romagna nei prossimi mesi. Chissà se il tortellino fuori casa avrà la sua rivincita?
