Tiberino a Roma, un nuovo bistrot all’aperto sull’Isola Tiberina

Tiberino a Roma, un nuovo bistrot all’aperto sull’Isola Tiberina

Tiberino a Roma, il nuovo bistrot sull’isola Tiberina. Chiedi a un romano cosa c’è sull’isola Tiberina. Il Fatebenefratelli, ti risponderà. O, al meglio, La Sora Lella, storica osteria romana della sorella di Aldo Fabrizi. Punto di riferimento del traffico sul Lungotevere, la “nave di pietra” collegata dai ponti Fabricio (detto dei Giudei, dando sul ghetto) e dal ponte Cestio (il ponte ferrato), nota ai romani come intra dos pontes, viene riscoperta solo in estate, complice una distratta passeggiata nel tepore estivo. Oggi l’isola urbana del Tevere regala ai romani un punto di ritrovo in più. In quel primo bar, preso in gestione nel lontano 1936 dal signor Giuseppe Bungaro, prende forma il nuovo bistrot ristorante battezzato Tiberino, non a caso. La gestione è la stessa, oggi giunta alla terza generazione. Uno stile navy moderno in un ambiente adatto a tutti i momenti della giornata. Bar per la colazione, bancone per l’ora dell’aperitivo, gelateria artigianale adiacente, pranzo veloce o cena relax nei coperti dislocati sui due piani interni e un dehors che dà su piazza san Bartolomeo. In cucina lo chef Luca Mattana.

Tiberino è un po’ timido. Non si riconosce di primo acchito. Non ha insegne, luci o particolari segni di riconoscimento. I tavoli esterni su ponte Quattro Capi o il dehors nella tranquilla piazza san Bartolomeo sono il suo fiore all’occhiello. L’interno, con bancone in bella vista, è suddiviso in due piani, ciascuno con una ventina di coperti. La gelateria adiacente è parte integrante del progetto Tiberino, reso possibile anche grazie alla consulenza firmata Laurenzi. E’ aperto sin dalla mattina alle 8 per fare colazione. Caffè, cornetto, spremute ed estratti per quella all’italiana; oppure pane tostato e uova alla Benedict per una variante inglese.

Ad accogliervi Daniele Mari, il direttore, che saprà consigliarvi nella scelta di un panino, insalata o tagliere, ma anche tra una delle 34 etichette di vino disponibili o un buon cocktail, come l’Alice in Wonderland o il Sansho Tonic. Daniele, come il resto dello staff, è sempre supervisionato dall’occhio attento del regista del Tiberino, il suo eclettico padrone di casa nella persona di Giuseppe Bungaro.

Per il pranzo, ma soprattutto per la cena, siete nelle mani di Luca Mattana, quarantenne chef sbarazzino di origine sarda. Il ragazzo indubbiamente sa il fatto suo. Ha alle spalle un bel bagaglio di esperienze, tra cui Igles Corelli, Anthony Genovese, Pier Giorgio Parini e Cristina Bowerman. Ciononostante la sua cucina resta molto personale. Materia prima predominante il pesce e utilizzo piacevole in cucina di erbe e fiori. Il menu che propone ha pochi piatti essenziali per il pranzo, pensato per esser veloce. Citiamo le alici fritte con panure di pistacchi e crema di peperoni, le mezze maniche cacio e pepe, lo spaghettone biologico al pomodoro e basilico o la vignarola estiva con fonduta di pecorino (tutti a 8 euro).

La sera, per la cena, il Tiberino prende le sembianze di un ristorante bistrot completo, con un menu che richiama la tradizione romana (disponibile anche per il pranzo del sabato e della domenica). Sette gli antipasti in carta, tra cui la battuta di manzo con olive, capperi e crema di carote (13 euro), la vellutata di patate e porri con cozze e finocchietto (10 euro) o i calamari scottati con zucchine e menta (12 euro). Tra i primi gnocchi di patate con cozze, vongole, zafferano e bottarga (14 euro), linguine gamberi e prezzemolo (12 euro) o tutti i classici romani. Per i secondi si spazia dall‘abbacchio alla cacciatora con melanzane (18 euro) al filetto di rombo con patate alla enne (18 euro, nella foto). I burger: baccalà impanato e salsa tartara oppure manzo, guanciale, pecorino, pomodoro, lattuga e limone candito, entrambi a 12 euro. Per terminare dolci, come pesca con gelato alla vaniglia e mandorle (7 euro), oppure il gelato artigianale di propria produzione. Non mancate di assaggiare il gelato al basilico o fatevi consigliare da Aida Ibro, la gelataia professionista del locale.

Gelateria Tiberino

Il tocco originale di Tiberino è nella mise en place. La tovaglietta, realizzata appositamente per il Tiberino, porta la firma di Umberto Ippoliti, pittore e amico della famiglia Bungaro, che rappresenta una tipica giornata sull’isola Tiberina.

Tiberino, Ponte dei Quattro Capi 17-18, Roma. Tel 06/6877662. Sito Internet. Aperto tutti i giorni, dalle 8 a mezzanotte.

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