Dove mangiare il tartufo in Umbria? Provate alla Tenuta San Pietro a Pettine (Trevi), grande qualità e prezzi bassi

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Dove mangiare il tartufo in Umbria. L’amore è un sentimento che per propria natura ha necessità di essere condiviso. E condividere l’amore per il cibo, per la propria terra e la propria storia è sicuramente il segreto del successo di Carlo Caporicci, patron della Tenuta di San Pietro a Pettine

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Ci troviamo a mezza costa sulle colline accanto a Trevi, in Umbria, circondati da olivi secolari. San Pietro a Pettine è in realtà il nome di una piccola chiesa di campagna, in stile romanico puro, che si trova all’interno della tenuta. Il suo nome deriva da un affresco trecentesco che si trova all’interno e che rappresenta, appunto, l’Apostolo. La chiesa divenne una stalla nel corso dei secoli e fu proprio Carlo, a sue spese, a completarne il restauro.

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Qui si raccoglie e si lavora il tartufo da almeno tre generazioni, ma è solo da pochi anni che viene riproposto in cucina. Ai fornelli troviamo la giovane chef Alice Caporicci coadiuvata in sala da Jacopo. Non esiste menu alla carta, ma soltanto un menu degustazione a 30 euro a persona, compreso un bicchiere di bollicine, che varia di giorno in giorno, di stagione in stagione, a seconda della specie di tartufo disponibile. I tartufi provengono tutti dalle tartufaie della tenuta e vengono raccolti ogni giorno dai cavatori locali (a proposito, la tenuta organizza per chi volesse le cacce al tartufo la domenica. Tutto quello che viene raccolto viene cucinato e riproposto a pranzo). Ed ecco che, quindi, d’estate il protagonista delle serate sarà lo Scorzone, mentre d’autunno troveremo il Bianco pregiato e l’Uncinato, e d’inverno il Nero Pregiato. Ogni piatto, dagli antipasti al dessert, è rigorosamente a base di tartufo fresco.

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Il piacere di cenare a San Pietro a Pettine è anche quello di scoprire nuovi sapori e abbinamenti. E quindi ecco la nostra sorpresa nel constatare come il tubero si sposi magnificamente con il peperoncino giapponese Togarashi, proposto insieme a una mortadella Bonfatti e cuori di carciofo. Oppure la gioia di provare sapori del passato, come il crostino con scaglie di Bianco Pregiato, fegatini di maiale e cacao, ricetta del XVII° Secolo.

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Per non parlare dello splendido Rocher con granella di noci sabbiate, robiola di Roccaverano, tartufo nero pregiato e cuore d’uva. Ma il paradiso lo raggiungiamo con le uova biologiche scottate ricoperte da scaglie di Bianco Pregiato, piatto che da solo varrebbe il viaggio.

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Gli esperimenti continuano anche con i primi, con una magnifica chitarrina all’uovo apparente e Bianco Pregiato, o con le mezze maniche Mancini con ricotta di Bernardino, julienne di mortadella Bonfatti e tartufo nero pregiato e con i secondi, tra cui spicca l’arrosto di vitello con vinaigrette al tartufo nero. Jacopo serve i piatti accompagnandoli con un’attenta e piacevole descrizione della loro origine e sugli ingredienti, e consiglia sempre il miglior vino da poter abbinare (grande cantina, con tante etichette locali anche biodinamiche a prezzi decisamente accessibili). Il tartufo lo troviamo anche nel desserttortino con cuore caldo di cioccolato e scaglie di Bianco Pregiato – e per finire persino nel digestivo. Chiedete a Jacopo di assaggiare il “Clandestino”, un vero liquore di tartufo, prodotto solo con tuberi freschi, senza aromi artificiali.

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Il momento del conto è un'altra sorpresa: 30 euro a persona, vini esclusi, per una cena che in qualsiasi altro ristorante sarebbe costata almeno il triplo. Jacopo ci spiega che il giovedì si fa il menu tapas che costa 20 euro a persona.

E dopo aver mangiato, non dimenticate di chiedere di visitare la splendida chiesa e i suoi affreschi trecenteschi prima di andare via, a malincuore. 

Tenuta San Pietro a Pettine, località San Pietro a Pettine, Trevi (PG), Tel. 0742 386637/381480 – 3883550755