InNno, il vino libero di Gianna Nannini e di quel furbone “ganzo” di Farinetti

Gianna Nannini presenta il suo vino, InnNo (sì, tre enne), alla corte di re Oscar Farinetti, che naturalmente la adotta. Ormai va così. E' come con le classifiche dei libri: non ci sono più romanzieri puri, artigiani della parola, narratori che si sono formati in anni di duro apprendistato della lingua. Ci sono star televisive, nani e ballerine. Che scrivono romanzi e autobiografie. E che producono vino. Prima della Nannini, una lunga teoria di "produttori" celebri: Massimo D'Alema, Rocco Siffredi, Richard Gere. E prima di loro molti altri. Per dirne qualcuno: Zucchero, Dalla, Banderas, Sting, Gere, Liedholm, persino Marylin Manson. E naturalmente Al Bano. La Nannini produrrà un vino blend di due vitigni Sangiovese, con l'etichetta "Vino libero", l'invenzione di Farinetti (e quindi il suo vino sarà venduto a Eataly). Lei dice ganzo a Farinetti, lui dice "un vino pulito" quello di Gianna. Affettuosità reciproche, roba di marketing puro. Dietro l'etichetta? I soldi.