Bistrot 64 al Flaminioha aperto circa due mesi fa.In una calda, torrida, umida giornata d’agosto ci siamo fatti tentare per un pranzo meno frugale del solito e ci siamo avventurati in un quartiere non propriamente avvezzo alla ristorazione, limitrofo al Maxxi, per scoprire il nuovo regno dello chef Emanuele Cozzo.
Parliamo di un professionista della cucina classica e tradizionale, rielaborata con accostamenti creativi, in particolar modo sulla lavorazione del pesce. Prenotazione che va a buon fine, accoglienza del servizio cordiale e discreta, una certa celerità nel portarci acqua e menu: sembra che ci siano tutti i presupposti per un pranzo di livello.
Prima di dedicarmi alla lettura della carta, mi guardo attorno: il locale è ancora vuoto, sarà perché la fame oggi mi ha spinto a presentarmi alle 13 oppure perché in agosto inoltrato i pochi sfortunati che sono ancora a Roma si godono le spiagge del litorale o, alle brutte, sono in ufficio. L’arredamento è essenziale, ben curato e non troppo pretenzioso. I coperti non sono numerosissimi, ma godono tutti di una bella luminosità che rende il locale accogliente.
Bene, ora posso sbirciare il menu. Ce n’è uno appositamente per il pranzo, qui potete scegliere tra bufala dop (a piacere con salmone marinato, acciughe, datteri oppure prosciutto), burgers o insalate. La carta vera e propria però ha un sacco di proposte i cui accostamenti particolari vincono le mie resistenze: ci sono due menu degustazione, a 35 o 50 euro, che però vedo particolarmente indicati per cena. Il resto del menu potrebbe essere rinominato tentazione, non c’è nulla che non mi ispiri. Bando alla linea, al caldo, all’idea del pranzo leggero, oggi il conta-calorie estivo lo lascio a casa. Quindi se la sezione antipasti chiama una certa “stracciata di polpo con topinambur, brodo di polpo tiepido e salicornia”, stomaco risponde.
Anche io mi sono chiesta cosa fosse la salicornia, non crediate. Trattasi di un’alga, altresì detta “asparago di mare”, molto sapida e un tantino aspra, che si accosta perfettamente alle ricette di pesce. Il piatto è ben bilanciato e dalla consistenza morbida, cosa non scontata quando si tratta di polpo.
Proseguiamo con┬áRaviolo di burrata con burro d’Isigny, acciughe del Cantabrico e fiori di zucca.┬áI nomi tanto lunghi hanno spesso le magagne. Non che i ravioli non fossero buoni, ma la combinazione burro-burrata diventa stucchevole al terzo boccone, forse andava smorzata un po’.┬á
Anche il Risotto alle ostriche che abbiamo ordinato meritava: la porzione generosa e il gusto deciso ci hanno convinti. 
Dolce sì, dolce no: ricordando che il conta-calorie è a casa, ordiniamo un┬ácrumble di mandorle amare, pere al vino e gelato alla vaniglia┬á(il menu segnala anche il vino da abbinare). Ecco sul dolce proprio nulla da dire,┬ásemplicemente perfetto.
Come se non bastasse, ci servono anche una selezione di mignon vari.
Mi lecco i baffi e chiedo il conto. Considerando il servizio, la categoria medio-alta del locale, la cucina ricercata non mi sento di definirlo dispendioso. Anzi, sarebbe da tornare a cena in effetti, per provare tutto il resto.
Bistrot 64 al Flaminio, via Guglielmo Calderini 64, Roma. Tel. 06/3235531 Pagina Facebook








