Hamburgeseria, impazza la moda ham

Chi era stufo marcio di sushi di qui e sushi di là, ora forse comincerà a rimpiangerlo, visto che la dittatura della moda impone ormai l'hamburger come piatto del decennio, dipinto e cucinato in tutte le salse, di carne e di pesce, street food o gourmet, in catene di fast food o in ristoranti raffinati ed esclusivi. Sarà per quello che il nuovo ristorante milanese Pisacco (ottimo il suo hamburger Berton) ha appena postato la foto che vedete sopra, una fantozziana hamburger-poltrona. Ma non si fa in tempo a ironizzare e a sbuffare che ecco l'annuncio:  a fine ottobre, in vicolo del Teatro Pace 35/37, a Roma, apre l'Hamburgeseria, "il primo Burger-Bar" a Roma.

Il concept del Burger-Bar prevede "la ricerca dell'hamburger perfetto" (sic), con pane e salse fatte in casa, in simbiosi con una caffetteria americana e un'offerta di dolci d'oltre oceano. All'Hamburgeseria, Delivery & Take away, ci sarà un'ampia selezione di caffè caldi e freddi, shakes e the e una vasta scelta di biscotti e dolci fatti in casa dallo chef,  americano di New York, e quindi in qualche modo garante del rispetto filologico usa, Michael J. Rosenfeld.
 

3 Commenti

  1. Provato ieri, l'ambiente è carino e non rumoroso nemmeno a locale pieno, l'hamburger davvero ottimo, carne tenerissima, pane alle patate fatto da loro, condimenti a scelta molto buoni.
    Anche le patatine tagliate a mano ci sono piaciute (anche se non quanto quelle di ham con la buccia e le 5 salse).
    Dolci: brownie molto cioccolatoso ma un po' troppo denso (dovrei dargli la mia, di ricetta), banana cake semplice e rinfrescante, cheesecake alta e piacevolissima.
    Da bere, 'na birretta (c'erano anche cocktail).
    Servizio gentilissimo. Unico appunto: dato che il panino si mangia giustamente con le mani, avrei gradito qualche tovagliolo in più.
    Conto 20 euro a testa con acqua e caffè.
    Io ci torno!

  2. Bocciato!
    passi per il prezzo, ho trovato il piatto misero e velleitaria l'etichetta di "fatto in casa" riproposta su un piatto composto da patatine indistinguibili per gusto efoggia da quelle "standars" congelate, da pane che si sbriciola einconsistente, pomodori e insalata assolutamente normalo così come la carne. Insomma non capisco come un loca
    e specializzato in hamburger possa avere il prodotto di punta così anonimo.
    Il servizio approssimato con la consueta romana necessità di dover richiamare l'attenzione sbracciandoi per aver un tovagliolo da cameriere altrimenti tropp indaffarate.
    ia Comment

  3. Ahimè, devo rettificare la recensione precedente: l'amica con cui ero andata, in seconda visita, mi ha raccontato di patate nere per via dell'olio esausto in cui erano fritte, e di porzioni di dolce dimezzate.
    Insomma, pare sia diventato l'ennesima sola fighetta della Capitale.
    Peccato!

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