Le Carrè Français a Roma. Da lunedì 14 settembre ha aperto i battenti a due passi da piazza Cavour Le Carrè Français , un piccolo Eataly in salsa francese che si propone come bistrot, patisserie (pasticceria), boulangerie (panetteria), boucherie (macelleria), fromagerie (formaggeria), epicerie (drogheria), cave à vin (enoteca). Un progetto affascinante che in 600 metri quadri vuole proporre un angolo di Francia, vicino ad altri grandi locali (anzi, locali grandi), da Splendor Parthenopes a Camillo B (che dopo una partenza difficile ha ingranato bene).
Come annunciato dalla stampa transalpina a suo tempo, il progetto prende corpo grazie all’unione di cinque artigiani francesi: il pasticcere Michel Galloyer, il panettiere Jean-Noël Julien, l’allevatore e macellaio Alexandre Polmard, il “cavista” Axel Rondouin, Alexandre Viron, con una lunga storia di mulini e macinazione del grano alle spalle.
Carrè Français si presenta su più vetrine e su due piani. All’entrata c’è un grande bancone e ai lati pochi tavolini per mangiare, con poltroncine di pelle.
Il design, elaborato dallo studio d’architettura Archea, è di un’eleganza raffinata ma un po’ fredda.
Alle pareti, la cave a vins, con una parata di bottiglie di vino francese, molte pregiate (noi abbiamo assaggiato un buon Bordeaux Saint Emilion, 6,5 a bicchiere).
Circumnavigando il bancone, ecco lo spazio panetteria, i prosciutti, il banco dei formaggi e ampi scaffali con quello che vi aspettereste di trovare in una bottega parigina.
Foie gras in quantità, e di qualità, confit de canard, biscotti al burro, confiture, tè e molto altro.

Il direttore di sala è un francese di buona stazza e piglio burbero (si ode a distanza la sua voce strigliare con veemenza i camerieri nostrani). E’ lui che ti accoglie in sala: e siccome parla esclusivamente francese, si crea un clima piuttosto surreale (per i clienti non francofoni o anglofoni ma anche per i camerieri che masticano poco la lingua di Corneille).

Ecco il menu provvisorio di questi giorni (sarà ampliato prossimamente).
Simpatica l’offerta iniziale, in puro stile idrogenato francese: burro da spalmare sul pane, con apposito coltellino (mancano le ostriche, purtroppo).

Assaggiamo pollo al dragoncello, buono ma sovrastato da un eccesso di cipolle, che si ritrovano anche nell’ottima tartare.
Le patatine fritte sono incluse e sono servite a tavola in un cestello.
Per chiudere, un’éclaire al caffè, dolce poco conosciuto in Italia, ma che in Francia è popolarissimo.
Per il piano di sopra, ancora non si è deciso. Perché, come spiega un cameriere, “non siamo mica a Parigi, bisognerà capire come reagiscono i romani e solo allora decideremo la disposizione definitiva”.
Le Carrè Français, via Vittoria Colonna 30, Roma. Tel.320 642 2558









