Bauhaus Roma: a Garbatella un forno storico che rivive in laboratorio e ristorante contemporaneo

Bauhaus Roma: a Garbatella un forno storico che rivive in laboratorio e ristorante contemporaneo

Bauhaus Roma. Siamo a Garbatella, un quartiere che da popolare e sottostimato sta ottenendo in questi anni una bella rivincita. Riqualificazione urbana, valorizzazione gastronomica, locali nuovi che scelgono questa zona di Roma per iniziare: come la recente apertura di Tre de Tutto, ma anche posti che sono da tempo un riferimento del buon bere e del buon mangiare, come Latteria Garbatella. I protagonisti dell’ultima avventura nel quartiere sono Valerio e Giorgio Giglietti, due fratelli garbatellani doc, a cui è venuta l’idea di rinnovare un forno storico in piazza Biffi. Hanno (ri)preso e trasformato Bauhaus in un locale completo di laboratorio, vendita al pubblico, ristorante e luogo per aperitivi.

L’idea dietro a Bauhaus

Cos’è Bauhaus? Già il nome potrebbe aiutare ad immergerci nell’atmosfera del locale, aperto il 7 giugno 2021 nel cuore di Garbatella. Un’apertura che tra l’altro è stata condotta senza troppo clamore né risonanza sui social, il che ha contribuito a creare quel tanto di mistero che è bastato per renderci curiosi.

Ma torniamo al nome. Bauhaus è il nome di una corrente architettonica tedesca cui si ispirano gli ambienti interni del locale. Tra geometrie e linee moderne, si delineano due aree ben distinte: al piano terra il bancone con la zona forno e il laboratorio del pane; al piano superiore la sala ristorante, per un totale di 250 mq di struttura. I coperti? All’interno, rispettando tutte le regolamentazioni Covid del caso, Bauhaus ne ospita una cinquantina. Il dehors è attrezzato con altri 20 posti al tavolo.

Il forno

Chi c’è dietro a Bauhaus? Il progetto è di Valerio e Giorgio, già titolari di Biffi, il locale a due passi al neonato Bauhaus. Una piazza ben marcata: da una parte abbiamo un bar bistrot per gli aperitivi, dall’altra un forno storico ristrutturato e rielaborato in chiave razionalista e moderna.

Foto di Manuel Zarrelli Photography

Questa rivisitazione vale tanto per lo stile di arredamento e la finitura dei materiali, quanto per l’offerta gastronomica. È chiaro che ci troviamo di fronte ad un laboratorio di panificazione di nuova generazione, diretto da Davide D’ Eramo, che sforna pizza al padellino e pizza in teglia dalla mattina al pranzo, fino all’orario aperitivo. Innovativo è anche il pane di solo lievito madre. Le ricette più particolari sono il pane con curcuma e uvetta o al cacao amaro e nocciole.

È Giorgio a raccontarci la genesi della pizza. L’impasto, realizzato con un mix di farine di grano tenero, riso e soia, viene fatto maturare per 48 ore a temperatura controllata. La tipologia al padellino ha bisogno di una doppia lievitazione in teglia e, dopo la prima lievitazione, viene stesa e lasciata riposare fino ad un secondo raddoppio. La farcitura avviene sempre a freddo, sia per le pizze rosse, bianche e ripiene, con ingredienti biologici. Troviamo ad esempio la Sciacca con il pomodoro, la stracciatella d’Andria, le alici di Sciacca, origano di Sicilia e datterino giallo (9 euro), mentre la Olio e Peperoncino ha una base bianca condita con crema all’aglio, olio e peperoncino, melanzane al forno e datterino rosso (10 euro).

Foto di Manuel Zarrelli Photography

Ampia è la scelta tra le ripiene che vanno dai gusti più classici a quelli gourmet. La pizza che prende il nome dal locale, la Bauhaus, è ripiena di crema di blu di capra, lardo di Patanegra e miele al tartufo (12 euro) e un altro accostamento singolare è quella della Boemia con ripieno di patate al forno, prosciutto di Praga, cipolle rosse caramellate e senape al miele (11 euro).

Sempre dal laboratorio vengono sfornati i fritti. Non fatevi ingannare da un menu apparentemente tradizionale che recita Lasagna al sugo di pecora, Abbacchio e Patate o Tortellini Panna e Prosciutto. Niente è come sembra, perché tutto è fritto e ricoperto da una panatura croccante a forma di lingotto, sfera o supplì. Tra i più richiesti, il Cioccolatino di Coda, che racchiude un morbido interno di Coda con grue di cacao e scalogno confit.

Il ristorante

Davide sta al forno come Andrea Castagna, chef con esperienza al Noma di Copenaghen, sta al ristorante, situato al primo piano. Bauhaus separa bene i due ambienti per gestire al meglio le due tipologie di servizio e differenziare l’offerta food & beverage, che mostra una forte impronta internazionale sotto il profilo della cucina. “Al ristorante facciamo  business lunch veloci e a cena proponiamo 3 menu degustazione“, spiega Valerio. E ci anticipa “Attualmente abbiamo anche l’american breakfast e in futuro introdurremo la colazione italiana e quella francese”.

Venendo alla pausa pranzo, le proposte spaziano tra antipasti freddi e light, come il sashimi di ricciola e albicocca (12 euro), il carpaccio di manzo o le alici fritte con misticanza vinagrette al mirtillo (8 euro). Tra i primi possiamo trovare ricette tipicamente romane, ma anche Spaghettone con crudo di gamberi rosa (14 euro). I secondi sono a base di pesce o carne, per concludere poi con dolci semielaborati come il paris brest con cremoso pistacchio e cuore di pralinato alla nocciola (8 euro) o il millefoglie con namelaka (una crema “vellutata” simile alla ganache) alla nocciola e fragoline di bosco.

La sera si cambia musica, e il business lunch diventa una cena con diversi percorsi degustazione e menu alla carta. Le degustazioni si articolano in 6 portate per ognuno dei 3 menu, di carne, pesce e vegetariano (rispettivamente 60, 70 e 55 euro).

L’aperitivo

Foto di Manuel Zarrelli Photography

Possiamo definire Bauhaus il fratello più grande di Biffi. Grazie alla cucina e al laboratorio interno può infatti rifornire anche il vicino locale. Da qui è nata una domanda, ovvero se Bauhaus non cannibalizzasse Biffi, vista la prossimità sulla piazza e l’offerta food & beverage in formula aperitivo. “Da Biffi l’aperitivo è un momento diverso”, ci spiega Valerio. “Vieni da Biffi per prendere un tagliere o stuzzicare dei tacos. L’aperitivo di Bauhaus è a base di pizza“. Pizza al padellino, il must dell’happy hour serale di Bauhaus. E da bere? Birre artigianali, carta dei cocktail e chiaramente vino. “Per il vino ci pensa Matteo Colasanti, mentre il bar manager Federico Valentini cura la parte del beverage”.

Bauhaus. Piazza Eugenio Biffi 3, Roma. Tel. 06 85388481 / 338 2977291. Pagina Facebook. Profilo Instagram
Aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 2

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