Il Luogo di Aimo e Nadia due stelle Michelin, provato per voi

Il Luogo di Aimo e Nadia due stelle Michelin, provato per voi

Il Luogo di Aimo e Nadia due stelle Michelin, provato per voi. Gli stellati Michelin incutono timore ai normali clienti, figuriamoci i Due Stelle. Costerà una cifra smisurata? Ne uscirò affamato? Sarà un’esperienza triste e formale? E allora per rispondere a questa domanda cominciamo un piccolo tour stellato. L’idea è di fornirvi gli strumenti per capire cosa vi aspetta.

Il Luogo di Aimo e Nadia due stelle Michelin, provato per voi

Accoglienza e Location  La prima cosa da dire è che, a sorpresa, non ci troviamo in una zona elegante di Milano. Anzi, per raggiungere via Montecuccoli si passa per Primaticcio, Bande Nere e si vede una sfilata di casermoni e case popolari. Il motivo è semplice: quando negli anni ’60 Aimo e Nadia, che si erano trasferiiti dalla Toscana, inaugurarono la loro trattoria, non avevano molti soldi e decisero di aprire in periferia. Poi il successo straordinario. E nonostante, questo, da allora hanno deciso di non cambiare mai sede. Però, in compenso, ne sono nate due nuove: oltre al bistellato Luogo, ci sono ora un Bistrò (via Matteo Bandello) e Vòce, con un bel giardino, in piazza della Scala.

Prezzo. Alto, altissimo, com’era comprensibile, vista la qualità e la fama. Non c’è molto da fare i calcoli perché al momento ci sono due menu: Territori, a 280 euro, e Percorso d’Estate, a 230. Poi bisogna calcolare il vino. C’è una formula degustazione (7 vini a 180 euro). Oppure si sceglie dalla carta: stranamente (bravi), i ricarichi non sono smisurati e ci sono bottiglie a partire da 45 euro. Comunque alla fine, verosimilmente, difficile uscirne con meno di 300 euro a testa.

Servizio  Non è assillante. C’è Nicola Dell’Agnolo, un Maître di grande esperienza (un po’ verboso ma bravo), che vi racconterà tutto quel che vorrete. E ragazzi giovani che vi serviranno con il sorriso. Il sommelier, mai invadente, è Alberto Piras. La sensazione è di essere non in uno stellato ma in un ristorante con un clima più informale e amichevole.

La storia e gli chef Aimo e Nadia hanno lasciato il timone qualche anno fa, ma al loro posto c’è la figlia Stefania Moroni e, in cucina, ci sono Alessandro Negrini e Fabio Pisani. Negrini è arrivato che aveva 25 anni e subito Aimo gli ha dato fiducia.

Carta dei Vini Splendida. C’è una suddivisione non classica, con voci come Rifermentazione, Freschezza, Tipicità, Riesling, Profumi eterei, Morbidezza, Vitigni storici. Ci sono focus interessanti, come il Nebbiolo moderno e quello tradizionale e i percorsi di Cabernet e Merlot. E poi vini non grandi, di più (anche in quanto a prezzo): palma d’oro al Romanée Conti 2006, che si beve sborsando solo 11.500 euro.

Noi abbiamo preso uno fantastico Es di Gianfranco Fino 2016 e ce la siamo cavata con 115 euro.

Il sito e la prenotazione (con penale). Sito faciilmente navigabile, con i menu dettagliati, compresi i prezzi. Manca la carta di vino online. Si può cancellare la preenotazione solo entro 24 ore dalla stessa, altrimenti si paga una penale di 110 euro a persona.

I piatti

Alice di Camogli farcita di pappa al pomodoro e basilico di Pra’. Mai inizio fu più sfolgorante. Voto: 8

Cicerchie dei Monti Dauni con marasciuolo selvatico, mosto cotto di fichi e lampascioni all’aceto di lamponi. I marasciuoli sono erbe spontanee della Daunia. Peppe Zullo ci ha fatto uno dei suoi piatti più noti. Qui siamo a livelli altissimi. Il marasciuolo ha un sapore deciso, tra il piccante e l’aglio, che viene evidenziato dai lampascioni e temperato dal mosto cotto. Voto: 9

Gambero ‘viola’ di Sanremo marinato al sale di Mothia, con anguria alla cannella e menta. Per noi forse il piatto migliore. La cameriera ci dice che con il gambero c’è una sorta di grattachecca (la granita romana). Comunque sia, gamberi e anguria tutta la vita. Voto: 9,5

Rombo chiodato del Mar Tirreno caramellato alla birra Opera Baladin, con melanzana al miele di tiglio. Non c’è un sapore fuori posto, la morbidezza compatta del rombo va provata insieme alla compattezza morbida della melanzana. Voto: 8

Spaghettoni di grano duro (Benedetto Cavalieri) al cipollotto fresco e peperoncino con filo d’olio e basilico ligure. Questo è un piatto storico, ben raccontato qui, che Aimo e Nadia facevano sin dagli anni ’60 e che ora è in una nuova versione. Indispensabili gli spaghettoni di Benedetto Cavalieri, che rilasciano l’amido necessario a farne quella crema che si vede bene anche in foto. Voto: 8,5  

Omaggio a Milano: tortelli farciti di ossobuco di Fassona e midollo nel suo ristretto allo zafferano sardo e parmigiano. Il sapore è deciso, d’impatto. L’unica pecca è forse un’eccessiva consistenza. Ma comunque Voto 7,5

Controfiletto di vitella di montagna con panure alla camomilla e composta di cipolla rossa di Tropea. Se la gioca con il gambero viola come miglior piatto. Morbido, soave, rilassante. Voto: 9

Un predessert che è una piccola bomba d’acqua cristallizzata.

Tirami-sud: crema allo yogurt e mascarpone, biscotto al caffè, ricotta al bergamotto e capperi di Pantelleria canditi al miele. Il Tirami-sud è forse il piatto più azzardato, la dolcezza cremosa del mascarpone e della ricotta fanno un po’ a pugni con i capperi, anche se l’effetto è interessante. Voto: 7  

La valutazione

Punti deboli
La penale in quella forma è inaccettabile. Non si discute la presenza di una sanzione, visti i continui no show a cui sono soggetti i ristoranti. Ma limitare a 24 ore dalla prenotazione la possibilità di disdire appare veramente punitivo.
L’arredamento lascia perplessi. Va bene il minimalismo, un po’ giapponese, ma il tovaglione bianco e certi elementi di arredo non sono proprio il massimo. Compreso il progetto artistico che vede nel bel mezzo di una sala un video di 24 ore che inquadra la Fontana di Trevi e i suoi visitatori. Che c’entra?

Punti forti
La qualità del cibo. Sembra una ovvietà, ma non in tutti i ristoranti stellati e costosissimi si esce soddisfatti (e sazi), quindi plauso alla cucina.
La disponibilità degli chef Lo chef Negrini ci è venuto a salutare e ci ha parlato a lungo dei progetti e della storia di Aimo e Nadia. Compreso un libro in arrivo, Territori, che darà il senso dell’attività di scoperta e valorizzazione dei prodotti locali in giro per l’Italia.

Vale la spesa? Se siete appassionati gourmet, se siete abituati a spendere molto per i ristoranti oppure volete farlo per un’occasione speciale, assolutamente sì.

Il Luogo di Aimo e Nadia, via Raimondo Montecuccoli 6, Milano. Tel:02 416886 Sito

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