Cohouse Pigneto, a Roma il temporary restaurant in un loft newyorkese al Mandrione

Cohouse Pigneto, a Roma il temporary restaurant in un loft newyorkese al Mandrione

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Cohouse Pigneto, temporary restaurant al Mandrione. Ecco tutte le mode del momento in un unico contenitore. Volete gli chef stellati? Eccoli, uno diverso al mese, intenti a cucinare tre giorni a settimana (di norma giovedì, venerdì, sabato). Volete il tavolo sociale che fa hipster? Accontentàti. Ce ne sono ben tre, per un totale di 70 coperti. Volete che tutto questo sia un po' decentrato? Perché la gentrificazione, perché il centro-ci-ha-stufato, perché vivalaperiferia insomma. Purché non a un prezzo eccessivo, ça va sans dire. Pronti. Seguendo il corso dell'acquedotto Felice nella zona del Mandrione, nel punto in cui girando l'angolo non ti aspetteresti proprio, si materializza il Cohouse Pigneto, nuovo progetto del team degli stessi creativi artefici di Coffee Pot, Fish-Market, Casa Clementina, Hamburgeseria, Coho Loft a Tiburtina, Terrazza San Pancrazio, Baita san Pancrazio, Casa Coppelle e Club Derrière. Per il Cohouse Pigneto hanno fatto le cose in grande. 

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Si tratta di un esperimento nuovo. Un grande loft spazioso, con cocktail bar, musica dal vivo e dj set a cui si aggiunge un ristorante. Che però cambia chef una volta al mese circa. Chiamasi Temporary Restaurant. La cucina fonde il personale resident, coordinato da Marco Morello in cucina e da Maria Luisa Bene in sala, alle brigate degli chef ospiti. Il progetto è di partire da Roma ed aprire le porte ai bravi chef, famosi e meno famosi (emergenti, perché no?) nel resto della Penisola. E al Cohouse sono partiti proprio dal cuore di Roma, con il menu di Arcangelo Dandini, patron de l'Arcangelo e Supplizio. Quale miglior oste con cui celebrare la romanità? A catena, è arrivato Angelo Troiani, chef de Il Convivio Troiani, stella Michelin più longeva della capitale. A seguire ci saranno Giulio Terrinoni (Acquolina), Andrea Dolciotti (Inopia), Alba Esteve Ruiz (Marzapane) e ancora in via di conferma Roy Caceres (Metamorfosi), Lele Usai (Il Tino) e altri.

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Ricapitoliamo: tre tavoli sociali, ciascuno da 20-25 coperti, chef a rotazione che propongono due menu degustazione a prezzo fisso. Il primo, in versione light, tra i 35 e i 45 euro; mentre quello completo, con 7-8 portate e bicchiere di vino abbinato ai piatti, tra i 55 e i 65. Ma come mai, chiedo a Marco Morello, consulente del format e coordinatore del personale resident del Cohouse Pigneto, scegliere di cenare qui e non al ristorante degli chef ospiti?

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"Ti rispondo con tre parole. Novità: l'alta qualità in un contesto completamente differente, dove lo chef è slegato dalla quotidianità e dalle usuali esigenze della clientela standard (solita spendere molto). Qui riesce a lavorare bene e a fare sistema tra cuochi per creare una sorta di teatro della cucina. Prezzo: una cifra che si aggira sui 60 euro è un prezzo decisamente accessibile per un percorso di degustazione completo di uno chef stellato. Atmosfera: non solo i tavoli sociali, ma il contesto, che richiama un loft newyorkese, con tanto di musica dal vivo o dj set, rompe gli schemi tradizionali della cucina gourmet classica e la rende più conviviale. Un modo per far avvicinare i curiosi dell'alta cucina, ma soprattutto i giovani che, prima di sedersi, devono (giustamente) fare i conti con il portafogli".

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Cosa succede al Cohouse Pigneto ogni domenica del mese? Il Pigneto Food Market. Per l'occasione il locale si trasforma, dalle 12 alle 24, in un grande spazio conviviale per fare la spesa e per mangiare (brunch, merenda o aperitivo). Ad ogni "corner" una tipologia differente, dal vegetariano all'orientale. L'idea è di renderlo un vero mercato di quartiere, con la costante e crescente presenza di produttori selezionati. Ogni settimana due menu, uno dello chef ospite, uno dello chef resident. Ma saranno presenti anche laboratori artistici (anche per bambini), showcooking e workshop. A gestire questo spazio, provvisto di sala da pranzo e cucina a vista, e da maggio a ottobre anche di cortile con zona BBQpiscina attrezzata con lettini e ombrelloni, è Maddalena Salerno con la sua agenzia di comunicazione ed eventi BLA.

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Accesso al Cohouse, due tipologie di tesseramento. Gold Card, al costo di 10 euro, per avere accesso a tutti i servizi e agli eventi proposti. Oppure Black Card, al costo di 30 euro, che , in aggiunta ai servizi inclusi nella Gold Card, dà diritto a uno sconto del 10% in tutti i locali ad esso affiliati (che vi abbiamo menzionato all'inizio).

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Ultima info. Il martedì, a settimane alterne, serata Kaleidoscop al Cohouse Pigneto, organizzata da Rock 'n Yolk. Dalle 19 alle 2 dj-set con musica sixties e easy dinner (su prenotazione) con un menu apposito, a base di hamburger, fish and chips e qualche altra proposta di streetfood.

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Cohouse Pigneto, via Casilina Vecchia 96/C, Roma. Tel 346/2735632. Sito e Pagina Facebook

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3 Comments

  1. […] Cohouse Pigneto è il nuovo progetto del team degli stessi artefici di Coffee Pot, Fish-Market, Casa Clementina e Club Derrière e tanti altri. Un grande loft spazioso, con cocktail bar, tavoli sociali, musica dal vivo e dj set a cui si aggiunge un Temporary Restaurant, dove lo chef cambia una volta al mese circa. La cucina fonde il personale resident, coordinato da Marco Morello, alle brigate degli chef ospiti. Tra i guest Arcangelo Dandini, patron de l’Arcangelo e Supplizio, Angelo Troiani, chef de Il Convivio Troiani e Giulio Terrinoni (Acquolina). […]

  2. olly
    ottobre 06, 15:12 Reply

    associazione culturale quando si pagano ben 15€ per una tessera che non ti da niente più che un qualsiasi altro posto, tanta fama ma di bello c’è solo il locale, i drink sono acqua pura…dell’alcool neanche l’ombra…e per averlo i baristi minacciano richieste di mance, dovrebbe essere un plus del locale fare dei drink buoni, invece sembra che quest’anno il cohouse sia di braccine corte e si nota!! per non parlare di cene a prezzi aumentati del 33% da un’anno all’altro…una vera esagerazione!!

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