Da San Gregorio Armeno il presepe degli chef stellati (altro che calciatori, veline o GF)

presepe degli chef

Il presepe degli chef stellati. Un'idea originale come questa non poteva che venire da Napoli. Meglio, da San Gregorio Armeno, la famosissima via dei presepi dove gli artisti della cartapesta ogni anno fanno a gara per essere più “sul pezzo” degli altri. Un tempo erano i personaggi del Grande Fratello, oppure i calciatori con le veline, adesso a fare da moderne statuine ci sono gli chef-star, o star-chef che dir si voglia.

Frutto della fervida fantasia della storica famiglia di artigiani, i Ferrigno, questo gastro-presepe presentato a Napoli (e atteso in tour a Roma e Milano) conta 27 personaggi, presi dal firmamento degli chef stellati italiani, con tanto di incursione di un paio di critici gastronomici, Enzo Vizzari e Stefano Bonilli. Non senza strizzare l’occhio alla tv, con chiari rimandi a Masterchef (Carlo Cracco), Cucine da incubo (con tanto di Cannavacciuolo in posa alla Gordon Ramsey con i due coltelli incrociati) e così via.

Chiariamo: sono tutti pastorelli, nessuna delle facce da chef è stata utilizzata per rappresentare uno dei “personaggi principali” del presepe, né quelli che normalmente si trovano sotto la capanna, né gli angeli, né i re Magi, anche se la maggior parte dei cuochi porta con sé doni gastronomici.

Non ci provate a immaginare Nadia Santini come la Madonna degli chef, né chiedetevi chi sia l’asinello (anche se ci sarebbe piaciuto saperlo), oppure chi potrebbe essere impersonato addirittura come il bambinello (una proposta coi baffi, anche se non è uno chef: il divino degli “alti cibi” Farinetti?).

uliassi

Non mancano però le scenette gustose, non solo perché il cibo è più che rappresentato in questo gastro-presepe, ma anche perché i Ferrigno non si sono fatti sfuggire qualche divertente riferimento all’attualità e promettono che nel tempo continueranno ad aggiornare questo firmamento culinario con altre chicche. Ed ecco che Uliassi porta in mano una copia della guida del Gambero Rosso, con la croce nera sulla copertina, tanto per non sottolineare lo sdegno per la discussa bocciatura della guida rossa.

Sfiziosa la scenetta che vede protagonisti Vissani e Iaccarino: il primo, che aveva dichiarato in tv di vergognarsi di cucinare il pomodoro suscitando l’indignazione dello chef di Sant’Agata dei due Golfi, è raffigurato con le scarpe rosse, sulle quali uno dei cani di Iaccarino fa la pipì. Paolo Lopriore è un piccolo Amleto di cartapesta, che intona silenziosamente il suo  “To be or not to be” per ironizzare sulla sua cucina non sempre comprensibile. Andrea Berton è raffigurato mentre tira il suo carretto per il trasloco, dopo che a Milano lasciato le cucine del Trussardi alla Scala.

Vittime più che altro di stereotipi regionali, Ciccio Sultano di Ragusa, raffigurato con una cassata, e Niko Romito, che dall’Abruzzo arriva con tanto di gregge di pecore e di banco dei formaggi. Infine menzione d’onore per Massimo Bottura: lo chef de l’Osteria Francescana che mette d’accordo tutti i critici, porta in evidenza uno slogan di Mourinhana memoria “The special one”. 

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