Cheeky Pie a San Lorenzo: meglio non avere troppa fame

Chheky Pie

Siamo andati al Cheeky Pie, bistrot bar aperto a Roma ormai da qualche settimana nei meandri del quartiere universitario per eccellenza. Locale simpatico, articolato su due livelli: all'entrata la zona che dovrebbe essere dedicata alla lettura e ai cocktail (connubio che non ci sentiamo di condannare, se non fosse per il fatto che i pochi libri del Cheeky Pie hanno la sola funzione di arredamento pseudo bohémien) e una seconda sala, con vista che sembra essere sulla cucina, ma che invece non lo è, grazie ad un divisorio troppo alto rispetto ai tavoli. Sedie diverse, gesso sui muri, mobilio tendente al vintage, nonostante gli sforzi tutto comunque sa di già visto.

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Il menu, redatto rigorosamente in inglese, non offre un'ampia scelta, proponendo meat pie, baked potatoes, salad, toasted bread, sandwich (comunque questi ultimi non disponibili a cena) e i cake & dessert che più appassionano americani e loro estimatori da anni. La carta dei vini non esiste, ma se insisti ne elencano tre o quattro tra cui scegliere e ti lasciano comunque libero di ordinare un cocktail, magari da accompagnare alla veggie pie.

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Ingenuamente non ci scoraggiamo, siamo arrivati affamati e l'idea del bistrot ci piace. Ordiniamo due tortini (o pie) una ground beef, l'altra chicken & cheese. Se il prezzo di 4 euro suggeriva dimensioni ridotte, il ripieno ne fa riconsiderare l'economicità. Proseguiamo con due baked potatoes: una cheddar e bacon, l'altra smoked salmon & butter (6 Euro). Dal primo assaggio, non facciamo che parlare di quanto sia buona quella del greco del Pigneto. Anche qui ingredienti al minimo e sapori da ricercare nella nostra memoria. image_1367831606442286 image_1367831606442250

E' una follia ma continuiamo ad ordinare, chiedendo suggerimento alla sorridente bionda che ci serve al tavolo. "Le nachos sono buonissime" e "il Toasted Bread è un bruschettone, ma di pane freschissimo", e poi comunque i panini la sera non si fanno e il resto del menu l'abbiamo già provato. Ma no, neanche i nachos convincono, serviti con topping di avocado a fette, al posto dell'odinaria salsa guacamole, chili e formaggio. All'ultimo tentativo con bruschettone Spinach&Scamorza&Mushroom, abbandoniamo ogni speranza e pensiamo che lì vicino c'è Formula Uno, che con pochi euro e meno inglese ci soddisfaceva con pizza, fritti e Peroni.

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Invece restiamo intrappolati al Cheeky Pie per affrontare l'ultima prova, perché c'è sempre qualcuno che il dolce lo deve almeno provare. Brownie Cheese Cake e Crispy Zabaione Crumbled non portano l'auspicato sorriso, che ormai dobbiamo solo a tutto il vino bevuto praticamente a stomaco vuoto. image_1367831659514795

Il Cheeky Pie è un locale per chi è di passaggio, per il fuori sede inesperto che si vuole trovare con gli amici della Sapienza a bere una cosa, per chi ha scoperto da poco in viaggio all'estero Starbucks e vuole riprovare il brivido di ordinare un brownie. Niente di più per ora. Ad maiora.

Cheeky Pie, via dei Dalmati 31 Roma, Tel 392 984 5384

9 Commenti

  1. Secondo me cara giulia hai rosicato perche non hai trovato posto per un mese e perche non sei stata riconosciuta neanche dall'ultimo dei fuori sede.

  2. Recensione troppo cattiva. Il posto e' molto carino e il cibo molto buono. A mio avviso questo accanimento e' un po' esagerato.

  3. Scusa ma non sono d'accordo con questa recensione, forse a te che entri in un locale con un ruolo "di passaggio" ed in uniforme pronta con la penna rossa non è arrivato il vero sapore del Cheeky Pie… A mio parere dovrebbe essere chi frequenta il Cheeky Pie (in questo caso) ad esprimere un giudizio e comunicare cosa rende prezioso questo luogo.
     Ciao

  4. "che con pochi euro e meno inglese ci soddisfava con pizza, fritti e Peroni."
    E con ancora meno italiano aggiungerei.
    Una revisione in più e qualche latinismo in meno, per  cortesia.

  5. Forse un pò cattivella ma concordo pienamente con te cara Giulia, di tutti i posti carini a Roma questo è piuttosto "tutto fumo e niente arrosto!"

  6. Più che altro, considerare il Formula Uno come un posto che possa soddisfare una qualsiasi esigenza culinaria pone il confronto ad un livello esageratamente basso. Si potrebbe (forse, non ne sono certa a San Lollo) qualcosa di meglio.

  7. Beata te che sei potuta entrare. Io ho comprato un coupon, ho prenotato e quando sono arrivata era chiuso. Ovviamente eravano in tanti fuori, al telefono non rispondevano e nessuno ci ha chiamato per dirci che avevano chiuso o per cambiarci l'appuntamento. Cialtroni.

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