Nicola Farinetti ci racconta Eataly Roma

Nicola Farinetti ci racconta Eataly Roma

Eccolo,  frizzante e cosciente di trovarsi sulla rampa di lancio di un'impresa mastodontica per la Capitale, Nicola Farinetti a pochi giorni dalla tanto agognata apertura, ci racconta cosa vuol dire essere l'amministratore delegato di Eataly Roma. Il ragazzo si farà, ma in realtà  già ci sa fare e tanto,  visto che approda a Roma passando per New York, dove ha seguito per due anni la start-up della prima sede americana di  Eataly. Parla rapido, con lo sguardo brillante e si guadagna subito la nostra simpatia quando aprendo un sorriso vivacissimo, ci dice che gli piacciono le classifiche dei brunch della domenica di Puntarella.

Che effetto fa ad un piemontese doc arrivare a Roma?
Credo che se fossi arrivato direttamente da Barolo, l'impatto con la scala di grandezza di  Roma sarebbe stato molto più forte. La transizione che vivo è sicuramente meno traumatica, è quella tra New York  e Roma. Questa città è pazzesca, è immensa,  se Manhattan ha un milione e mezzo di abitanti, Roma ne ha il triplo, eppure qui non ci si sente in una metropoli.

Ah no?
Roma è vastissima, sarebbe difficile perimetrarla in bicicletta, eppure la sua caratteristica peculiare non è la grandezza, ma  è quella di essere composta da tante piccole realtà. Le identità forti dei tanti quartieri, tutti unici e diversi tra loro. Questo ci ha permesso di trovare sul territorio ancora tanta gente capace di fare mestieri.

 Spiegaci meglio
Abbiamo trovato ottimi pescivendoli, salumieri, panettieri…. Roma vanta un'importante tradizione di professioni che si tramandano di generazione in generazione, come ci si aspetterebbe di trovare  in una realtà più piccola, direi di provincia. Pensa che di 557 persone ad oggi reclutate per Eataly  Roma, saranno  7 quelle non scelte qui.

 Che risposta ti aspetti dalla citta?
Roma è curiosissima. Si verificano dei fenomeni in questa città che testimoniano proprio questo. Pensa a quando hanno aperto Trony, la città si è bloccata per una giornata a causa di un afflusso di persone assolutamente imprevedibile. Questo non è successo solo per un aspetto puramente commericiale, la gente è curiosa, ci vuole essere, è attratta dal nuovo.

Che target vi aspettate di raggiungere?
Credo che Eataly incuriosirà i romani ma anche tutti gli abitanti di Roma che romani non sono. Vedi, io adoro la cacio e pepe, ma non la potrei mangiare tutti i giorni, anche perché non sono romano, come del resto non mi aspetterei che un non piemontese mangiasse tutti i giorni la bagna caoda!  Chi verrà e chiederà magari di mangiare una tagliata, non si vedrà arrivare un taglio di carne danese, come spesso capita in città, ma capirà che la carne servita qui racconta almeno 15 anni di studio serio condotto da  professionisti validi. Si conoscerà direttamente il frutto di questi studi, si mangerà una carne di qualità,  naturale, senza nessuna vitamina, o integratore o mangimi insilati….

 

 Eataly vista da vicino

 

Quello che colpisce entrando è l'imponenza della struttura, le trasparenze delle pareti, la luce, ma soprattutto un buon gusto diffuso che emerge chiaro quando ci si sofferma sui dettagli, come i lampadari. A tratti, la memoria di chi scrive torna verso le dimensioni, le superfici vetrate, i tubi strutturali del centre Pompidou di Parigi. Con le dovute e doverose distinzioni, ci piace pensare ad un "centre Pompidou gourmet", italiano!

Uno scorcio del bellissimo ristorante Italia che Puntarella proverà presto, come sempre in incognita, per resoconto dettagliato. Per ora si puo' affermare senza incertezze, che lo spazio risulta di grande impatto. E' al terzo ed ultimo piano e ha una vista sulla città che lascia a bocca aperta. Di una eleganza sobria, tutto qui parla di eccellenze italiane,  dai pavimenti in noce, ai servizi di Ginori, alle poltroncine anch'esse di design italiano,  tra l'altro anche comode. A prosito di eccellenze nostrane, ci sono in sala 3 opere d'arte originali di Modì da ammirare mentre si pasteggia.

Le casse ancora chiuse, tutte in fila, pronte per iniziare il frenetico lavoro. Sembrano dei corridori in posizione che si apprestano al via. Per raggiungere i 45 milioni di euro che garantirebbero il break – even, Farinetti padre, si aspetta un afflusso di 6.000- 8.000 presenze al giorno. Giorno d'apertura ad oggi confermato, il solstizio d'estate,  21 giugno.

In bocca al lupo!

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5 Comments

  1. pandizenzero
    giugno 13, 19:49 Reply

    Ma che bellezza! Non vedo l'ora di fare una passeggiata dentro questo meraviglioso coacervo di piaceri, in culo alla balena per Farinetti e per questa città che tanto ancora deve fare per potersi allineare alle altre colleghe europee, e si che di aspetti da sfruttare ne avrebbe!

  2. […] stato molto rumore per niente o se davvero cambia qualcosa per i gourmet romani. (intanto potete rileggervi qui l'intervista a Nicola Farinetti, di qualche giorno fa) Tags: air terminal ostiense, eataly roma, nicola farinetti, oscar […]

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