Flavio: “Le mie polpette di bollito”

Flavio: “Le mie polpette di bollito”

Polpette di bollito di Flavio al Velavevodetto. Non ho neanche  il tempo di entrare al ristorante che lo chef Flavio De Maio, mi porge una parannanza, un paio di guanti e un cappellino: “Se vuoi fare un servizio sulle mia polpette di bollito, devi imparare a cucinarle per prima tu, altrimenti non memorizzi”. E così, poso carta e penna (la macchina fotografica no, quella la tengo) e mi ritrovo in cucina insieme a tutti gli altri cuochi, ognuno intento a preparare il suo piatto. E insieme allo chef seguo e partecipo passo passo alla preparazione. Aveva ragione Flavio: se il suo piatto era già indimenticabile, ora lo è anche la sua ricetta.

Ingredienti:

Carni: Tagli di carne di manzo (preferibilmente Copertina) e gallina
Mortadella
Patate lesse
Uova
Pane imbevuto nel latte (Flavio usa solo il pane di Roscioli)
Parmigiano grattugiato
Prezzemolo
Scorza di limone grattugiata
Noce moscata
Pan grattato
Aglio
Sale
Aromi

Preparazione:

Fate bollire le carni. La carne di manzo per almeno due ore, insieme agli aromi (cipolla, sedano, carota) e al sale, la carne di gallina anche solo per un’ora. Una volta cotta, lasciatela raffreddare e tritatela. Per ottenere l’impasto tritate anche la mortadella, le patate lesse, il prezzemolo e l’aglio e uniteli alla carne.

Aggiungete le uova, il pane imbevuto nel latte, il parmigiano, il sale, la scorza di limone e la noce moscata e impastate, preferibilmente usando le mani.

Per le proporzioni degli ingredienti Flavio si serve del gusto e dell’olfatto.

Assaggiate l’impasto a crudo, se non si sente il limone aggiungetene altro; se non si sente la noce moscata, aggiungetene ancora, e così via. Ottenuto  l’impasto, formate della palline schiacciate e provvedete alla panatura. Per evitare che le polpette si deformino durante la panatura, disponetele su una ciotola larga e bassa, nella quale avevate già disposto il pan grattato e scuotetela fino a quando il pan grattato non le avrà ricoperte.

Le vostre polpette adesso sono pronte per essere fritte.

Potete accompagnarle con patate al forno o, come in questo caso, con bieta al pomodoro.

Et voilà. Semplice, no?

Flavio al Velavevodetto,  Via di Monte Testaccio, 97  tel 06 5744194, Pagina Facebook 

About author

You might also like

Classifiche 0 Comments

I migliori burritos di Roma, dove mangiare il piatto tex-mex che fa impazzire i millennials

I migliori burritos di Roma. Il 2020 è l’anno di nachos, tacos e burritos: la cucina messicana è entrata a gamba tesa nelle case degli italiani. Burritos e tacos sono …

Recensioni 16 Comments

Carioca, un churrasco per la Magica

Se non siete adepti del vegetarianesimo, religione del terzo millennio, provate a fare un salto al Carioca, neo ristorante siculo-brasiliano, aperto dal primo gennaio ai Parioli, proprio accanto al cinema Roxy. Si …

Recensioni 0 Comments

Giannino dal 1899 Milano, nuovo look per lo storico ristorante

Giannino dal 1899 Milano, Tel. 02 36519520. In via Vittor Pisani, più vicino a piazza della Repubblica che a Stazione Centrale, il nome storico della ristorazione milanese si ripresenta in una …

6 Comments

  1. Dario
    febbraio 07, 13:06 Reply

    E' venuto il momento di dire alcune verità su Flavio. Incensare una trattoria romana dove si mette la PANCETTA AFFUMICATA nella carbonara, nella gricia e nell'amatriciana, è una gran marchetta. I piatti, soprattutto a pranzo, sono tirati via, approssimativi, poco curati. Il servizio è scialbo, poco cortese e ancor più approssimativo di certe portate.
    Sono stato a pranzo 5 volte negli ultimi due mesi, per cause di lavoro e ogni volta ho riscontrato gli stessi fastidiosi difetti.
    Onestamente sono deluso e di mia spontanea volontà non ci metterei mai piede. Se devo pagare una cacio e pepe 10 euro vado da Felice, 200 metri più a nord, dove è un'opera d'arte. 
    Scusa Flà, ma le cose stanno così.

    • Puntarella Rossa
      febbraio 07, 17:16 Reply

      legittime le critiche e le opinioni discordanti (tra l’altro è possibile che a pranzo la qualità sia diversa dalla sera, quando la frequentiamo di solito noi ed è vero che talvolta il servizio è scostante). Non legittimo usare la parola “marchetta” associata a un report di puntarella…trattasi di marchetta, in gergo giornalistico, quando si scrivono articoli per averne un vantaggio materiale (soldi) o di altro tipo. Visto che non percepiamo soldi dai ristoranti e non ricaviamo vantaggi di nessun tipo in alcuna forma (se non il piacere di mangiare le sue polpette), il termine è del tutto inappropriato. ciao!

  2. Paola
    febbraio 08, 00:20 Reply

     

    Leggo spesso con piacere le vostre recensioni, in cui specificate quasi sempre che una vostra caratteristica nonché pregio è quella di cenare nei ristoranti in anonimato, ma questa conoscenza così intima (tanto da entrare e cucinare insieme allo chef) come si giustifica per un blog come questo? Sembra pubblicità, lecita per carità, ma basta saperlo…

    • Puntarella Rossa
      febbraio 08, 00:56 Reply

      Cara Paola, il dubbio è lecito, ma la cosa si giustifica piuttosto semplicemente. i redattori che fanno le recensioni per Puntarella sono diversi da quelli che fanno le interviste agli chef. I recensori non si palesano: vanno, mangiano, pagano (come testimonia lo scontrino pubblicato) e scrivono (bene o male). Quando abbiamo scelto un locale che ci piace, ne scriviamo. Ma siccome, come è accaduto per Flavio, ci piace raccontare i piatti che abbiamo amato di più, torniamo nelle nostre trattorie preferite, già segnalate e recensite (la prima nostra recensione di Flavio è del 12 ottobre 2009, la trovi in archivio). Ma si tratta sempre di un’altra persona, in questo caso Elisabetta Tranchina (che non fa recensioni): lei va, si presenta come redattrice di Puntarella e intervista lo chef. Nulla di più lontano di una pubblicità ;-)

  3. giovanni
    febbraio 08, 19:19 Reply

    Concordo sulle critiche a Flavio. Una discreta trattoria, ma nulla di più. Vederla in cima alla Vostra lista dei preferiti romani fa un pò meraviglia, con il ben di Dio che c'è in giro per la città.
    Prendo atto, un caro saluto, Giovanni

Leave a Reply