Quattro motivi per non andare in un ristorante di pesce crudo, anche se il pesce non è affatto male:
1 il ristorante è prenotato per le 22 ma vi fanno sedere trenta minuti dopo e non vi offrono neanche una sedia, altro che il calice di prosecco e l'ostrica freschissima promessa dai comunicati stampa spacciati in qualche sito;
2 il cameriere-gestore non ti dà la carta neanche su richiesta e ti recita in modo svogliato e alla velocità del suono i piatti del giorno;
3 l'ambiente è tutto un muro-mattoncino-volta-arco lezioso e falso come solo i ristoranti nuovi che vogliono sembrare antichi possono essere;
4 le vetrine sono decorate con la solita e orrenda grafica a ondine, come l'ottanta per cento dei ristoranti di pesce, che vorrebbe rimandare alle onde increspate del mare e che invece rimanda ai deprecabili anni Ottanta, che non ne vogliono sapere di finire.
*considerazioni nate da una visita a Cottura a zero gradi, ristorante gemello del Tempio di Iside, in via Labicana 50, mezza delusione (tre quarti) che annulla i lati positivi del fratello più grande, conservandone solo i difetti.
