Cru.dop? Chapeau

Cru.dop? Chapeau

Chapeau. Uno dei migliori ristoranti di pesce della città. Senza sovrastrutture ambientali, senza ondine alle pareti, senza inutili orpelli ittici. Solo pesce, per lo più crudo, e qualche tartare  e dintorni. Inutile dire che il termine Cru.dop è mirabile sintesi tra cru (parola francese che, semplificando, identifica le vigne migliori) e dop (denominazione di origine protetta). Combinazione perfetta per una cena ottima in ambiente informale.


Il locale è piccolino e i tavoli stretti. All'entrata c'è un bancone che ti accoglie con una sfilata di ostriche, tra le quali le ottime belon (ostriche tonde della Bretagna). Volendo ci si può accomodare sui due sgabelli, infierire su di loro (le ostriche dico) e svenire per il piacere. Ma a noi non  è bastato e abbiamo proseguito la libagione, rimpinzandoci non poco. Diciamo subito che la palma del piatto migliore, parere di Puntarella, va alla straordinaria dadolata di tonno pancetta e noci. Seguita (o preceduta?) dalla tartare di spigola con mela e sedano. Tante proteine, omega 3, pectina, vitamina k. Ma soprattutto tanta gioia per il palato,  per un piatto fresco, profumato, sorprendente. Ad accompagnare il tutto, un ottimo verdicchio Utopia (3 bicchieri Gambero Rosso), prodotto dalla Montecappone, azienda agricola di Jesi che gestisce l'enoteca Bomprezzi, proprio accanto a Crudop.
Per chi volesse andare oltre il pesce, Crudop propone tartare di carne ma anche culatello di zibello con pesto rosso di radicchio e crostini, ricottina di bufala con pomodori secchi e guanciale croccante. E soprattutto lo straordinario Patanegra cinco jotas. Sappiatelo, voi italici che tornare fieri e baldanzosi da Madrid, raccontando ai quattro venti con aria furbetta di aver mangiato jamon serrano. Jamon serrano è prosciutto, non particolarmente pregiato. Quello che fa per voi è il patanegra ("zampa nera"), prosciutto di maiale di razza nera, allevato in montagna allo stato libero e alimentato solo con ghiande nella provincia di Huelva. I patanegra vengono classificati in base al numero di Jotas (J) da 1 a 5. Da Crudop mangiate il Patanegra Cinco jotas, il top. Buoni anche i dolci, tra i quali il tiramisu sul croccante con salsa al caffè e la terrina di prugne e nocciole con zucchero alla grappa di Jesi.
In cucina (si fa per dire, non c'è una cucina vera e propria) c'è Nestor Grojewski, 35 anni, chef polacco, a Roma da 24 anni. Invece quel tipo buffo che vedete nel quadretto in sala è proprio Martin Scorsese. La scritta quasi illegibile è una dedica per Nestor, che è stato cuoco personale del regista quando girava a Cinecittà Gangs of New York . Dopo varie esperienze (tra le quali l'Hilton), Nestor  ha aperto il suo ristorante, sulla Tuscolana, nel 2008.
Curiosità. Tra i vini in vendita c'è il Pagadebit, dal romagnolo Bombino bianco, usato per pagare i debiti dall'anno precedente: da qui il nome (altra variante: straccia cambiali).
I prezzi I piatti vanno da 6 a 16 euro. I carpacci cotti sulla sulla pietra di sale costano 20 euro a persona, 30 in due. I vini al bicchiere vanno da 4 a 6 euro e il calice di champagne costa  10 euro.
Si tengono spesso cene con degustazione dei vini di diverse case vinicole con menu fisso da 35 o 40 euro.

Bonus: ambiente informale, cucina moderatamente creativa, ottimo rapporto qualità prezzo. Molte le degustazioni a prezzo fisso (vedi sul sito).

Malus
: l'orrido display luminoso con scritta scorrevole all'ingresso. Eliminare subito, please.

I voti di Puntarella

Cucina; 8

Ambiente: 6,5

Servizio: 6,5

Crudop, via Tuscolana, 898. Tel. 06 76909916. Sito. Chiuso lunedì. Aperto martedi: a cena.  Mercoledi, giovedi e venerdì: pranzo e cena. Sabato e domenica: solo cena.

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