Tette e cibo La prima cosa che mi è venuta in mente è: finalmente potrò usare non a sproposito l’hashtag “escile“. La seconda è: sono rifatte. La terza è: quella la conosco. Scusate, ma non induce riflessioni troppo serie questa galleria di tette e cibo (boobs and food), ormai virale sul web. Oddio, ogni tanto, mentre l’occhio si insinua nella scollatura, qualche domanda mi rimbalza tra i neuroni. Tipo: 4 coppa C? Oppure: devo indignarmi? Che dirà la tizia del “corpo delle donne”? E che dirà Camilla Baresani? Il ristoratore che dirà di questi selfie con tette? Il fatto che la LILT ( Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) abbia dato il patrocinio a questa infilata di seni li rende politicamente più corretti? Quanti clic ci avrà fatto la signorina? Siamo sicuri che mi piacciano poi queste tette? E soprattutto: “dove andremo a finire”? Vedremo presto una parmigiana di melanzane spiattellata su un sedere? Una zucchina adagiata sul rigonfiamento di uomo? Non staremo forse esagerando? O forse, stiamo diventando vecchi noi che non apprezziamo più di tanto? Ma, poi, la domanda finale che si adagia stremata sui neuroni impazziti è: sarà buona quella parmigiana? Le melanzane paiono un po’ troppo distanziate (ma forse è il raffronto con i seni che è ingeneroso). Ultimissima domanda: dove ti trovo, Mary Stuart?
