Blatte e sporcizia al Mercato centrale di Milano Una delle cose insopportabili delle ispezioni Asl e delle conseguenze chiusure, con multe salatissime, di ristoranti ed esercizi commerciali è che non vengono comunicati i nomi dei locali. Alla faccia dei diritti dei consumatori, cioè di noi che vorremmo sapere dove mangiare in sicurezza e con buoni standard sanitari, per un malinteso senso della privacy restiamo all’oscuro di tutto. È successo ancora, ma non del tutto. Perché l’intervento dell’Asl stavolta ha qualcosa di clamoroso. È avvenuto al Mercato Centrale, il celeberrimo spazio inaugurato nel 2021 dentro la stazione centrale di Milano che ospita ben 32 negozi, con nomi altisonanti. Da Joe Bastianich a Luciano Savini, da Davide Longoni a Sergio Barzetti.

Dopo due giorni di sopralluoghi, il 18 e il 19 febbraio, l’Ats Milano ha reso noto di aver controllato 27 esercizi commerciali, quelli aperti. Solo 4 sono risultati conformi e in regola. Ben 17 attività sono state sospese (chiusura immediata fino al ripristino delle condizioni igieniche) e 6 hanno ricevuto prescrizioni con obbligo di adeguamento alle normative igienico-sanitarie. Perché? Blatte vive e morte, rifiuti, sporcizia e altri inadempimenti. Le blatte sono state trovate anche nei depositi, negli spogliatoi e nelle parti comuni.
Quali sono i locali sospesi e sanzionati? Non si sa. Come di consueto, non viene riconosciuto ai consumatori il diritto di sapere chi ha sbagliato. Non per lapidarlo, perché ovviamente c’è sanzione e sanzione, spesso le norme igienico-sanitarie che presiedono alle attività di commercio alimentare sono severissime, molto più che negli altri Paesi. Ed è vero che la Stazione centrale, come tutti questi enormi spazi, è difficile da controllare e bonificare. Ma è anche vero che il Mercato Centrale è nato come modello di eccellenza, di grande qualità, ed è il biglietto da visita per chi arriva in città. Una blatta, viva o morta, non è proprio il primo incontro che vorremmo fare. E se succede in un posto che dovrebbe essere tra le eccellenze cittadine, è ancora più grave. E il fatto di non sapere quali sono gli esercizi commerciali sanzionati, in un contesto del genere, rappresenta un danno anche per chi invece era perfettamente in regola, e sul quale graverà il sospetto dei clienti.
