Guida pratica al sake, puntata 2: falsi miti e come sfatarli

come bere sake - guida pratica

Dopo aver messo le basi nella prima puntata, oggi sfatiamo i falsi miti più diffusi su questa bevanda e scopriamo insieme a Gianluca Di Giulio di Kodama Enoteca come bere sake correttamente.

 

 

 

 

Se pensate che il sake sia solo quella bevanda calda servita a fine pasto nei ristoranti giapponesi, preparatevi a ricredervi. Come abbiamo visto nella puntata precedente, il sake è un fermentato alla pari del vino, ma negli anni sono nate convinzioni errate che meritano qualche chiarimento.

Leggi anche – Guida pratica al sake, puntata 1: il primo passo, cos’è e come si produce

Idee sbagliate sul sake: cosa c’è da sapere

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Il primo fraintendimento nasce dalla lingua stessa: in giapponese, “sake” significa semplicemente “bevanda alcolica”. Tradotto in soldoni, chiunque può chiamare “sake” qualsiasi alcolico, dal distillato al liquore con l’etichetta più creativa che trovate in giro. Quindi, se vi hanno servito qualcosa di bollente a fine cena e avete pensato “ma questo è davvero sake?”, probabilmente avevate ragione… e probabilmente anche no: semanticamente, infatti, non c’era un vero errore.

La diffusione della cucina giapponese (e prima ancora cinese) in Italia e a Roma, e contemporaneamente la scarsa disponibilità di autentico sake, questi miti si sono radicati nel tempo. A complicare le cose ci si mette anche il nostro palato: l’alcol del sake tende a dare un’impressione più irruenta rispetto al vino, con una nota alcolica al naso più marcata. Risultato? Un pregiudizio già bello e pronto.

Come avvicinarsi al sake e berlo correttamente

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Il sake può essere bevuto sia caldo che freddo, in base alla tipologia

Un’altra convinzione diffusa è che il sake si debba bere caldo e lontano dai pasti. Beh… diciamo che ci sono situazioni in cui il sake caldo ha il suo fascino (soprattutto nelle serate d’inverno), ma non è una regola scolpita nella pietra.
Il sake ha infatti cinque volte meno acidità del vino, e per questo si abbina al cibo con estrema facilità: se il vino a volte deve litigare con il piatto per farsi notare, il sake entra con discrezione e valorizza gli ingredienti come un perfetto compagno di tavola. In base alla tipologia si può tranquillamente servire anche fresco, e spesso sorprende proprio dove non ve lo aspettate.

Sfatare questi miti significa avvicinarsi al sake senza paura, con curiosità e un po’ di ironia.

 

 

 

 

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