Champagne troppo caro, anche per i francesi: calano le vendite e cresce il consumo di Prosecco

Champagne troppo caro

Champagne troppo caro, anche per i francesi: calano le vendite e cresce il consumo di Prosecco. Il 2023 per Champagne e spumante italiano è andato in modo molto diverso. Per le bollicine nostrane, lo scorso anno ha chiuso con 936 milioni di bottiglie stappate nel mondo, ovvero più del triplo di quelle di Champagne, che scendono a 299 milioni, facendo registrare un calo dell’8,2%. A dirlo, è un’analisi della Coldiretti su dati ismea/Uiv.

Riguardo ai numeri in calo dello Champagne, pesano essenzialmente due fattori: gli effetti dell’inflazione da una parte (con un consistente aumento del prezzo medio di una bottiglia), ma anche un “raffreddamento”, se così lo possiamo definire, da parte francesi per le loro bollicine simbolo. Un distacco in favore soprattutto di Crémant, ovvero i metodo classico prodotti fuori dalla Champagne (che hanno superato il muro delle cento milioni di bottiglie), e del Prosecco, che in Francia pare piaccia molto.

Numeri alla mano, nel 2023 lo Champagne ha venduto 127 milioni di bottiglie in Francia e 172 milioni di bottiglie all’estero, per un giro d’affari al di sopra dei sei miliardi di euro. Per quanto riguarda lo spumante italiano, vengono stappati all’estero oltre i 2/3 del consumo, per un totale di 650 milioni di bottiglie: i brindisi Made in Italy, dunque, dominano a livello internazionale davanti allo Champagne francese, che però riesce ancora a spuntare prezzi decisamente superiori (come accennavamo prima, anche in aumento). In testa alla classifica delle produzioni nazionali c’è il Prosecco, con un’incidenza del 70% degli spumanti imbottigliati, ma – spiega la Coldiretti – sulle tavole mondiali sono ormai presenti un po’ tutte le bollicine nel nostro Paese.

 

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[Foto copertina Mads Eneqvist via Unsplash]

 

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