Giovanna Pedretti suicida, morta la titolare della pizzeria. Lucarelli: nessuna gogna

Giovanna Pedretti

Giovanna Pedretti suicida, morta la titolare della pizzeria. Lucarelli: nessuna gogna. L’epilogo della polemica che ha occupato le cronache negli ultimi giorni è tragico e inaspettato: Giovanna Pedretti, titolare della pizzeria Le Vignole di Sant’Angelo Lodigiano, è stato trovato domenica nelle acque del Lambro. Il sospetto degli inquirenti è che si tratti di suicidio. La donna, come risulta dalle telecamere, era uscita di casa da sola alle quattro del mattino.

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Difficile, e sbagliato, ora provare a ricostruire le ragioni di questo gesto. E’ evidente che è molto probabile un nesso con le polemiche furibonde nate dopo che la ristoratrice aveva pubblicato la risposta a una recensione critica, nella quale un cliente si lamentava e dopo che Lorenzo Biagiarelli e Selvaggia Lucarelli avevano sostenuto che si trattasse di una recensione scritta ad arte da Pedretti.

Il cliente, vero o presunto, aveva scritto: “Mi hanno messo a mangiare di fianco a dei gay. Non mi sono accorto subito perché sono stati composti, e il ragazzo in carrozzina mangiava con difficoltà. Mi spiaceva ma non mi sono sentito a mio agio. Peccato perché la pizza era eccellente e il dolce ottimo , ma non andrò più”.

La risposta di Giovanna Pedretti era stata quella garbata ma severa: «Il nostro locale è aperto a tutti e i requisiti che chiediamo ai nostri ospiti sono l’educazione e il rispetto verso ognuno. Le sue parole di disprezzo verso ospiti che non mi sembra vi abbiano importunato mi sembrano una cattiveria gratuita e alquanto sgradevole». E poi l’invito definitivo: «A fronte di queste bassezze umane e di pessimo gusto… credo che il nostro locale non faccia per lei. Non selezioniamo i nostri clienti in base all’orientamento sessuale e men che meno la disabilità. Le chiedo gentilmente di non tornare da noi a meno che non ritrovi in sé i requisiti umani che nel suo atteggiamento sono mancati».

Un servizio del Tg3 aveva prima elogiato Pedretti, poi era andata a cercarla, con Iuri Pilati, per verificare la tesi della ristoratrice. Che non aveva saputo spiegare le incongruenze rilevate da Lucarelli e Biagiarelli.

Poi, l’incredibile e doloroso finale, con la morte di Giovanna Pedretti, con il sospetto suicidio.

Lucarelli respinge le accuse di gogna su Instagram: «Una persona inventa una storia usando disabili e gay per avere quella popolarità sui social che ormai tutti vogliono. Lo fa confezionando un commento fatto male, molto ingenuo da un punto di vista tecnico. Era chiaramente falso al primo sguardo. La stampa tutta gli va dietro. Gli influencer la riprendono. La signora diventa l’eroina nazionale. La signora è la star del giorno. Qualcuno si prende la briga di fare debunking. Qualcuno dice che la notizia che è in home su tutti i giornali è falsa. Normale amministrazione ormai. Purtroppo. La signora viene trovata morta», aggiunge.

Lucarelli poi sottolinea: «I social sono pericolosi, la cattiva informazione è pericolosa, la superficialità è pericolosa. La distanza tra l’altare e la polvere è un nanosecondo».

L’unico commento, lasciando da parte ogni altra considerazione: anche questa volta Lucarelli si dimostra non essere un gigante di sensibilità e di tatto. Di fronte alla morte della “signora”, i toni potrebbero essere diversi e un minimo di dispiacere per una tragedia non era una retromarcia, ma solo un segno di umanità.

Non poteva mancare un commento del leghista Matteo Salvini, che decide di prendersela con Lucarelli: «Notizia sconvolgente. Una commossa preghiera per Giovanna e un pensiero affettuoso ai suoi cari. Davvero una (presunta) recensione falsa meritava una polemica nazionale così avvelenata, su social e tg?». Fa un po’ ridere che scriva così proprio Salvini, il re della Bestia e dei veleni social, ma questi sono i tempi che viviamo.