Le fake news di Tripadvisor: in cima alla classifica spinti da recensori esordienti (e i grandi stanno sotto)

Le fake news di Tripadvisor: in cima alla classifica spinti da recensori esordienti (e i grandi stanno sotto)

Le fake news di Tripadvisor. Che Tripadvisor non sia esattamente la Bibbia è noto. Troppo permeabile alle recensioni farlocche, sollecitate o comprate dai ristoratori. Troppo democratico, visto che dà diritto di parola e di critica a chiunque e visto che qui uno vale uno (voi estrarreste a sorte il vostro idraulico?, per dirla con un editorialista che blastava Grillo). Il sito prova spesso a porre rimedio ai difetti di sistema, cancellando le critiche ritenute offensive o quelle sospette e prezzolate. Ma con tutta evidenza, non è sufficiente. Basta fare un esperimento. Diamo un’occhiata ai ristoranti che sono in cima alle classifiche a Roma.

Proviamo un semplice raffronto. Il primo ristorante a Trastevere, secondo su 10.318 ristoranti di Roma schedati, è Pane Vino e Osteria, con 215 recensioni. Nelle ultime cinque pagine di Trip ci sono 26 recensori su 50 con un solo intervento. Se estendiamo il range a tre, sono 35 recensori su 50. Proviamo il primo in assoluto: Il Laboratorio della Pizza, a Ponte Milvio. Ha solo 101 recensioni (può un ristorante essere al primo posto assoluto con sole 101 recensioni?). Nelle ultime cinque pagine, ci sono 18 recensori esordienti e 26 entro i tre contributi su 50. Prendiamo By Luke Panineria e facciamo il solito esperimento, partendo dalle prime cinque pagine: 24 recensori alla prima e ben 32 entro i tre contributi. Voi direte, è normale. La gente entra, si stupisce di un posto meraviglioso (benché spesso ignoto ai più) e decide di intraprendere la carriera di recensore su Tripadvisor.

Certo, possibilissimo. Ma siccome a pensar male, come diceva Andreotti, si fa peccato ma a volte ci si azzecca, proviamo a fare un raffronto con alcuni dei ristoranti più blasonati e apprezzati in città. Prendiamo Armando al Pantheon. Sta al numero 883 della classifica. Nelle ultime cinque pagine, c’è una sola recensione di esordiente e 6 in tutto entro i tre contributi. Prendiamo Cesare al Casaletto, addirittura al 1291 posto (disgraziati). Ci sono 2 recensioni di esordienti e 4 entro i tre contributi. Ne proviamo un terzo? Che facciamo, Roscioli? Vada con Roscioli. Sta al posto 749 (che dobbiamo fare, è la rete bellezza). Il risultato qui è ancora più eclatante: un solo recensore esordiente, nessun altro entro i tre.  Voi direte, ma son posti vecchi, che richiamano recensori vecchi. A parte la discutibilità dell’obiezione, proviamo Acciuga, nuovissimo e apprezzato: su dodici recensioni, solo una è di esordiente. E dunque il risultato non cambia.

Vogliamo provare a trarre le conclusioni? No, prima i fatti: i locali che furoreggiano e stanno ai vertici sono apprezzatissimi da una percentuale sorprendente di neofiti di Tripadvisor. Oltre la metà di chi scrive i suoi giudizi entusiastici non supera i tre contributi in carriera. Al contrario, i ristoranti che veleggiano a metà classifica, nonostante una fama che li accompagna, per la storia e la qualità riconosciuta, hanno recensioni di gente che Tripadvisor la frequenta da molto, con decine se non centinaia di recensioni alle spalle.

E ora le opinioni. Stiamo dicendo che i ristoranti in cima alla classifica usano tecniche scorrette, facendosi scrivere recensioni positive, da amici o persino da società, a pagamento? Ma assolutamente no! Lungi da noi questo sospetto volgare, perché noi crediamo fermamente alla buona fede di tutti e tra l’altro non vogliamo querele. E anche perché molto spesso questi locali mettono in atto tecniche di marketing più che legittime (tipo sollecitare le recensioni dei clienti e altro) per boostare il loro locale. Quindi i locali citati e in cima avranno le loro buonissime ragioni per essere lì (non esclusa una particolare bravura nel trattare i clienti). Diciamo semplicemente che lo squilibrio è netto, palese, lampante, sconcertante. E che, forse, non sarebbe difficile porre rimedio. Attribuendo molto più peso ai recensori esperti (già dovrebbe esistere questo criterio, ma evidentemente non funziona) e verificando con un pizzico di attenzione in più i repentini successi commerciali di certe attività. Quanto ai lettori, inutile metterli in guardia dalle fake news della rete. I tempi sono questi e c’è da pagar pegno alla democrazia digitale. Noi si fa quel che si può, ma è come prosciugare l’oceano con un cucchiaio.

* E no, amici malpensanti, non siamo pagati da Roscioli, Cesare al Casaletto, Acciuga e Armando al Pantheon, né altri. Facciamo questo servizio gratuitamente, pagando il conto, come dei perfetti idioti. Senza alcun vantaggio che non sia l’enorme piacere di mangiar bene e di consigliare agli altri qualche posto che apprezziamo. Tra l’altro non godiamo di sovvenzioni pubbliche, né abbiamo vitalizi da difendere.

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