Dove mangiare a Favignana: i migliori ristoranti, il tonno, le granite e i chioschi

Dove mangiare a Favignana: i migliori ristoranti, il tonno, le granite e i chioschi

Dove mangiare a Favignana: i migliori ristoranti dell’isola siciliana. Vi abbiamo raccontato qui Sotto Sale, ristorante raffinato e ottimo. Ma ora proviamo a esplorare i principali ristoranti e punti enogastronomici dell’isola. Un viaggio con molte informazioni utili non solo sul ciboma anche su spiagge e cose da fare a Favignana, prezzi compresi. Si comincia con una guida breve su cosa fare in 24 ore e poi i dettagli.
* foto d’apertura di Erika Chaubert Studer

24 ore a Favignana: cosa fare in una giornata

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Ore 9 Tutti i siti vi consiglieranno la gelateria Fc, noi meno: non è niente di che. Meglio una granita da Uccio, in piazza, o una ericina (la pastafrolla alla crema o alla ricotta al caffè Mazzini (piazza Europa, la piazza con il Municipio) o al Caffè Aegusa, vicino alla chiesa. A quel punto, affittare un motorino (intorno ai 35 euro) o una bici (da 5 a 10 euro) e dirigersi verso il mare.

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Ora 10 in spiaggia. Ovviamente Cala rossa o Cala azzurra (o Bue Marino): qui mare splendido ma scogli. Se volete sabbia, lettini e ombrelloni, dirigersi verso Lido Burrone (10 euro un lettino e un ombrellone). Nella pausa, mangiarsi un gelato al chiosco (c’è solo Sammontana, monopolista sull’isola)

Ora 13 Pranzetto rapido in un bar-ristorante come il Bar Cavallo: una caponata impegnativa o una buona insalata e si riparte.

Ora 14.30 Spiaggia: stavolta si può scegliere un lido un po’ alternativo (ma attenzione, qui contano i venti, chiedere se c’è scirocco e dov’è meglio andare): a noi piace Punta rotonda, un arco di spiaggetta decisamente suggestiva. O Marasole. Qui troverai una spiaggetta dove al posto della sabbia ci sono le alghe secche. Ci si sistema e si vede il tramonto.

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Ore 18 Se voleve avventurarvi, potete fare un’escursione verso Santa Caterina: un castello abbandonato ma ben illuminato. Ci si arriva in motorino o auto fino a metà percorso, poi ci vogliono una ventina di minuti a piedi.

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Ora 19 All’aperitivo, basta fare pochi passi ed ecco il kiosco Punta Lunga, a Marasolo, ottimo per panini, arancini e simili. Se invece volete gustarvi il tramonto appieno, un classico è andare a Punta Sottile: ma occhio che bisogna attraversa un tunnel (non lungo, ma in bici non è il massimo).

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Ore 20 o 21 Visita guidata alla Tonnara, ex stabilimento Fiorio: ce n’è una ogni ora, 6 euro. Dura un’oretta, è splendida: alla fine saprete tutto sul tonno e sulle straordinarie avventure della famiglia Florio.

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Ore 22 A Cena: se volete il top, andate da Sotto Sale, se volete un posto suggestivo Il Giardino nelle Cave, se volete stare nella movida Camarillo Brillo, se volete una “trattoria” semplice dove mangiare l’immancabile busiata (pasta trapanese lunga) o cous cous La Bettola (ma niente di che)

Ore 24 Nelle tre stradine di Favignana non c’è molta alternativa: i posti più frequentati per un cocktail sono Monique e Camarillo Brillo. 

Panifici e street food Costanzo e Cuoppo

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Il forno più buono dell’isola è il Panificio Costanza: ottima pizza ma anche pane cunzato, cassatelle ed ericine, sempre fresche. Un altro street food fa frequentare è O Cuoppo.

Colazione e granite Gelateria Fc e Uccio

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Tutti i siti vi parleranno della Gelateria Fc. E in effetti i dolci sono buoni, a cominciare dalle cassatelle (pasta sfoglia con ricotta). Però, per il resto, ci pare molto sopravvalutata. Bocciati gelato, brioche, ma anche i cannoli. E due altre controindicazioni: la gelateria è molto piccola, fuori non ci sono tavolini, a parte due panche raso muro e la mattina il sole batte forte; seconda, evitate la granita, davvero niente di che, molto migliore la trovate altrove (per esempio alla gelateria Uccio, nella piazza della chiesa: nulla di paragonabile alle granite catanesi ma accettabile).

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Discreta anche la granita  ai gelsi del Caffè Mazzini: costa 3,5 (l’ericina 1,5), ai quali va aggiunto un 30 per cento per la consumazione al tavolo. Per l’ericina consigliamo il caffè Aegusa, vicino alla chiesa: una piccola e buona costa 1,5, senza sovrapprezzi da tavolo.

Chioschi – Marasolo e Bar Cavallo

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Due chioschetti fuori dal centro, vicino alle spiagge. Marasolo è un vero chiosco, proprio sopra la spiaggia di Marasolo, una delle più belle dell’isola: si mangiano panini (tra loro il panino cunzato e quello lo straordinario “Cala azzurra“, fatto con spada affumicato, melanzane e pistacchio, 6 euro).

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 Il Bar Cavallo, invece è un bar con cucina in un giardino, che la sera diventa una vero e proprio ristorante. 

Tonno subito

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Favignana, si sa, è l’isola del tonno. Ve lo danno in tutte le salse e in tutte le fogge, anche come condimento dell’onnipresente busiata (un tipo di pasta trapanese). Non poteva mancare l’orrido aperitonno (orrido solo il neologismo, naturalmente, nella piazza del municipio). Si vendono magliette con l’imprescindibile scritta “Tonno subito”. Il più famoso venditore di tonno è Antonio Tammaro (nulla a che vedere con il noto cantante neomelodico Tony Tammaro). C’è da sapere che il tonno non è di Favignana: la tonnara è chiusa dal 2007, tonni in giro non se ne vedono e quelli dei negozi vengono dall’oceano indiano.

Camarillo Brillo

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Ce ne sono due, a pochi metri: uno per i cocktail e uno a osteria. Nel secondo, proprietario di Sotto Sale, si può provare un’originale pasta ai ricci di mare con zenzero (14 euro).

Giardino nelle Cave bianche

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Grandi aspettative, buona cena, un po’ di delusione. Alcuni amici locali ce lo raccontano come un posto suggestivo e straordinario. E infatti si trova nelle bellissime cave ipogee dove sorge l’hotel Cave Bianche. Il problema è che il ristorante è un rettangolo ricavato dentro le cave, la cui visuale è impedita da una struttura sgraziata, con tanto di tende di plastica. Considerando la bellezza del luogo, davvero uno spreco assurdo. Detto questo, da Nino (lo chef è Angelo Franzò) si mangia bene e si sta bene.

El Pescador

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Nella piazza del municipio, dei tre tendoni con bar e ristoranti è quello che ostenta una certa eleganza. Clientela non giovanissima e danarosa, offre una cucina tradizionale solida, soprattutto a base di pesce. I prezzi, già non moderati (la busiata della casa costa 13 euro) subiscono un’escalation a causa dell’odiosa pratica di sovrapporre il coperto (2,5) con il servizio (10 per cent0): davvero una pessima idea che fa passare la voglia di entrare. 

Quello che c’è c’è

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I proprietari sono romani e nella cucina siciliana, infatti, fa capolino una carbonara. Considerato tra i migliori dell’isola, e con una cucina discreta, alla fine ci pare un po’ sopravvalutato. L’immagine dello chef solo, che compulsa il cellulare a fine serata dà l’idea di un locale dove la passione, se c’era, è un po’ evaporata. Agghiacciante l’idea di un monitor esterno (più un altro interno) che trasmette quel che avviene ai fornelli, parodia tv della cucina a vista. Sgradevole la risposta dei proprietari su Tripadvisor a un cliente che parlava di cucina “banale e scontata”: “La sua recensione secondo me rispecchia molto la sua persona, scontata e banale. buonasera”. Servirebbe un corso ai ristoratori per rispondere ai troll e ai recensori, onesti e disonesti. 

Sotto Sale

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Ve ne abbiamo parlato in dettaglio qui. E’ il ristorante più raffinato e buono dell’isola, con un costo adeguato alla qualità. Cucina siciliana creativa (quella sopra è una “Fuori Norma”, brigata variegata, materie prime eccellenti, lavorazioni originali. 

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