Farmer’s Market, lettera al sindaco

Farmer’s Market, lettera al sindaco

 

A Roma funziona così, nel 2009 si inaugura un mercato a Testaccio. Il Farmer's market. Non un mercato qualunque, ma uno di quelli che dà, finalmente, la priorità ai piccoli produttori, che accorciano la filiera, permettendo l’incontro diretto tra produttore e consumatore. E quando il mercato diventa una realtà e si radica sul territorio, diventando un punto di riferimento per i cittadini, residenti e non, se ne apre un altro gigantesco, di fronte. Il Nuovo Mercato di Testaccio. E sì, perché c'è bisogno di iniziative, se no poi tutti a lamentarsi che il sindaco non fa nulla. Non era difficilissimo immaginare che la vicinanza dei due mercati avrebbe potuto creare qualche problemuccio, ma non c'è tempo di ragionarci su, la soluzione si troverà. E infatti la soluzione geniale, i venditori diretti e gli agricoltori del FM,  l'hanno appresa dai giornali. "Guerra dei fruttaroli, via i contadini, una nuova sede in via Baccina" titola il Corriere della Sera.

Insomma, inaugurato appena qualche anno fa, il Farmer's market di Testaccio rischia di essere chiuso, per un successivo trasferimento in una nuova ubicazione, ancora da stabilire. La motivazione sarebbe "concorrenza sleale" con il Nuovo Mercato di Testaccio. «Gli agricoltori se ne devono andare dall’interno del vecchio Mattatoio – afferma il presidente del Nuovo mercato Testaccio, Mauro Sartor, sul Corriere della Sera – altrimenti noi non ci spostiamo dalla piazza. Il messaggio che è tutto a chilometro zero e bio fa sì che la gente il sabato e la domenica faccia incetta di frutta e verdura. Poi, durante la settimana, non compra la nostra. È concorrenza sleale».

(Nella foto il Nuovo Mercato di Testaccio)

All’indomani delle prime notizie sui quotidiani locali, l’Associazione Popolo dei Consumatori, si è attivata chiedendo, dapprima, chiarimenti alle autorità competenti, senza ricevere alcuna risposta.  Poi, indicendo una raccolta di firme tra i frequentatori del Mercato Contadino contro lo spostamento.
«Questa mobilitazione di massa dei cittadini nasce dalla preoccupazione che questa iniziativa a tutela dei consumatori, che è ormai un punto di riferimento per tutti coloro che scelgono il consumo dei prodotti a km 0, della stagionalità e della qualità a prezzi contenuti, muoia sotto i colpi di interessi particolari a discapito della libertà di scelta dei consumatori. Abbiamo plaudito quando tre anni fa il Sindaco di Roma ha inaugurato questo mercato degli agricoltori mostrando una forte sensibilità di tutela del potere di acquisto dei cittadini e siamo sicuri ascolterà l'appello che tanti romani gli rivolgono per non perdere questo importante punto di qualità alimentare e di sostenibilità ambiemtale ed economica.» afferma Sveva Batani,  Presidente Regionale del Lazio del Popolo dei Consumatori

Ad oggi sono state raccolte oltre 2000 firme,  provenienti da cittadini di tutta Roma,  a dimostrazione che i frequentatori del FM a Testaccio non sono solo i cittadini della zona.

Pubblichiamo la lettera inviata al Sindaco di Roma Capitale contro lo spostamento del Farmer's Market di Testaccio da parte dell'Associazione Popolo dei Consumatori.

Sindaco di Roma Capitale
on.Gianni Alemanno

Roma, 24 aprile 2012


Oggetto: Farmer’s Market di Testaccio di Roma Capitale – richiesta di convocazione urgente
Da notizie sul giornale e dagli operatori si apprende della possibilità di chiusura del Farmer’s Market di Testaccio per un successivo eventuale spostamento in non meglio chiarita ubicazione.

All’indomani delle prime notizie sui quotidiano locali circa questa ipotesi, l’Associazione Popolo dei Consumatori, si è attivata chiedendo chiarimenti in merito alla competente Direzione Dipartimento UD. Promozione dell’Agricoltura di Roma Capitale e al Delegato per l'agroalimentare e la promozione del patrimonio agricolo di Roma nonché ai componenti del Comitato di gestione dei Farmer’s Market di Roma di cui l’Associazione stessa fa parte, senza ricevere risposta alcuna.

Il Popolo dei Consumatori ha quindi lanciato una raccolta di firme tra i frequentatori del Mercato Contadino contro lo spostamento dello stesso e una chiara proposta di valorizzazione del luogo, tolto al degrado e restituito alla cittadinanza tre anni fa, e dell’iniziativa in sé che risponde sia alle richieste dei consumatori che alla valorizzazione dei prodotti dell’agro romano.

Il Farmer’s Market di Testaccio, inaugurato nel 2009 dal Sindaco Alemanno, infatti rappresenta ormai un punto di riferimento per tanti cittadini romani che vogliono salvaguardare questo luogo e essere partecipi della vita della città.

Le oltre 2000 firme raccolte provengono da cittadini di tutta Roma, con un buon 80% di residenti fuori zona di Testaccio, è quindi un’iniziativa che permette anche a molti semplici cittadini di poter acquistare prodotti di qualità e genuini, a filiera corta e quindi che non portano inquinamento, a prezzi "normali"consoni alle tasche dei consumatori soprattutto in questo momento di grave crisi.

Lo richiesta di spostamento avanzata dall’assessore al Commercio di Roma Capitale, dato per scontato dalla stampa locale, non risulta motivata da reali e cogenti valide cause, si afferma infatti da più parti che essa risponda all’esigenza di evitare una eccessiva concentrazione di offerta di beni simili in una ristretta area della città creando di fatto una concorrenza sleale tra gli operatori del neo-mercato rionale di Testaccio e gli imprenditori agricoli del Farmer’s Market in questione, ma i dati sopra esposti indicano chiaramente l’insussistenza di tale motivazione.

I frequentatori del Mercato Contadino difficilmente si muoverebbero dalle proprie zone di residenza per acquistare prodotti diversi al mercato rionale, sono invece disposti a muoversi dai quartieri di residenza alla ricerca di prodotti che rispondono a criteri diversi: la filiera corta, la genuinità, la stagionalità elementi di una coscienza forte di consumo responsabile e sostenibile che va tutelata e promossa così come affermato non ultimo dalla politica della Commissione Europea.

L’Associazione Popolo dei Consumatori auspica quindi che il Sindaco e la Sua Giunta intendano dare ascolto alle istanze dei cittadini romani con un rapido ripensamento in merito e un netto cambio di rotta puntando a una pianificazione territoriale concertata e integrata che potrebbe fare del quadrante ostiense-testaccio un punto di eccellenza del comparto agroalimentare.

Chiediamo quindi di essere convocati al più presto dal Sindaco di Roma Capitale per farci portavoce delle istanze dei cittadini.

In attesa di un Vostro riscontro, porgiamo distinti saluti.
Il Popolo dei Consumatori
Il Coordinatore del Lazio
Sveva Batani

www.popolodeiconsumatori.it/

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2 Comments

  1. Arturo
    maggio 12, 13:27 Reply

    Scusate se mi intrometto nel vostro discorso. Conosco bene il problema in quanto amministratore di una società che si occupa di commercio nei mercati romani. La scelta di eliminare la filiera corta non e’ poi così recente da parte dell’amministrazione capitolina, ovvero risale ai primi anni del corrente millennio quando si tolse la vecchia struttura annonaria dei mercati generale si mise in piedi quel baraccone chiamato cargest. Nei vecchi mercati era presente la vera filiera corta, vale a dire tutto ció che i contadini dell’agro romano raccoglievano veniva poi venduto fresco nella notte e la mattina ancora umido di rugiada lo si trovava sui banchi di tutti i mercati di Roma. Ora tutto ció non e piu possibile perché e stata completamente tolta la zona romanesca. Tutto ció ha fatto si che il piccolo produttore magari con prodotti eccellenti si e dovuto accontentare delle scarse offerte del magazzino di turno o della gdo. Tornando ai farmers market sono solo uno specchietto per le allodole, vendono merci che vengono da tutta Italia insieme magari ai loro prodotto(vedi che belle mele del trentino nella foto).quindi occhio alla penna.
    Saluti a tutti.

    Arturo

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