Acquasanta a Roma, a Testaccio il ristorante di pesce che scommette sulla filiera corta

Acquasanta a Roma, a Testaccio il ristorante di pesce che scommette sulla filiera corta

Acquasanta a Roma tel. 06 45550020. Ha aperto da luglio 2019 il ristorante Acquasanta nel quartiere Testaccio. Come proclama il nome, qui l’acqua è sacra, il mare la fa da padrone e il pesce diviene il protagonista indiscusso.

Il progetto di Acquasanta nasce in primis dalla profonda conoscenza del mondo ittico di Giuseppe De Angelis, che tratta il pescato da generazioni ed è ormai di famiglia all’asta del pesce ai Mercati Generali. Insieme ai soci Alessandro Bernabei e a Paolo Fiorenza, ha concretizzato l’idea di portare tutti i sapori del mare sulle tavole della Capitale.

Un’apertura coraggiosa quella di Acquasanta nel rione Testaccio, ci racconta Paolo Fiorenza, originario di Anzio come gli altri due titolari. Una scommessa dettata dal fatto che il quartiere è popolare ed è fortemente legato alla cucina tradizionale romana.

Il locale ospita una quarantina di coperti. E’ raffinato e attento ai dettagli, dai pavimenti ai soffitti, dagli elementi di arredo ai tavoli realizzati artigianalmente da maestranze anche loro made in Anzio. Ampie vetrate incorniciano gli ambienti di chiaro stampo industriale e la cucina a vista.

Il punto di forza dell’offerta di Acquasanta sta nella filiera corta: i vantaggi sono l’abbattimento dei costi, la tracciabilità della materia prima e la garanzia di freschezza e qualità. La proposta gastronomica mostra rispetto alla stagionalità dei prodotti, sia quelli ittici che quelli vegetali.

La brigata è giovane, in sala e in cucina, compreso l’executive chef di 28 anni Enrico Camponeschi. I piatti sono creativi ed elaborati. Si apprezza una rivisitazione delle pietanze, ma il piatto non viene mai stravolto. Ogni materia prima, seppur nella sua semplicità, è di prima scelta e viene utilizzata affinché valorizzi tutti gli ingredienti senza alterarne il sapore primario.

Il menu degustazione (40 euro) si apre con la ceviche di dentice e gazpacho al cocomero, insieme al polpo in insalata. Si prosegue poi con lo spaghettone Gentile con alici, burro e pane profumato, pescato del giorno alla cacciatora ed infine la tartelletta limoncello e meringa.

La semplicità rimane comunque il filo conduttore del menu alla carta. Il Crudo di Anzio (30 euro) è il re degli antipasti, ma ci sono anche: calamaro con yogurt, piselli e ‘nduja (14 euro), catalana di crostacei o il tonno, pane e pomodoro (12 euro). Come primi: tortello di spigola alla puttanesca o pacchero Mancini, coccio, pecorino e trombolotto o ancora tagliolini calamari, pomodoro giallo, zucchine e menta (14 euro ognuno dei piatti).

La frittura di calamari e vegetali con soia e miele (15 euro) apre la sezione dei secondi, arricchita dal pesce bianco in olio cottura (19 euro) e dalla spigola al vapore con caponata di verdure scomposte (20 euro). I fuori menu con il pescato del giorno, chiaramente, non mancano mai.

Spazio per il dessert? Eccovi accontentati: tiramisù (6 euro), gelato di bufala con polvere di cioccolato, pomodoro e basilico (7 euro) e tre cioccolati (8 euro).
La carta dei vini comprende circa 70 etichette, tutte italiane, tra piccoli produttori e vini naturali.

Acquasanta -Via Aldo Manuzio 28 Roma – Tel 06 45550020 Pagina Facebook

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