Struffoli o cicerchiata? Pignolata

Gli antichi romani le chiamavano frictilia, dolce propiziatorio dei riti saturniani. Ancora oggi ogni regione ha la sua piccola declinazione di questa ricetta popolare tramandatasi nel tempo: in Abruzzo la chiamano cicerchiata, a Napoli li chiamano struffoli, in Calabria cicirata e a Palermo pignolata, quasi a voler dimostrare il viaggio silenzioso del gusto, l’assenza di confini quanto meno culturali e il tacito dialogo tra le regioni. La tradizione è ricordo, cultura e dialogo fitto tra generazioni e questo dolce ne è un esempio.


Ingredienti:

Per l’impasto:
500 g di farina 00; 5 uova; 1 cucchiaio di marsala; un pizzico di sale.

Per la glassa:
150 g di miele; 150 g di zucchero; la scorzetta di un’arancia.

Per decorare:
diavoletti colorati.

Preparazione:

Formate una fontana con la farina al suo interno mettete le uova ed iniziate a lavorare l’impasto, aggiungete il marsala e il sale e impastate con vigore.

L’impasto dovrà essere sodo e compatto e per nulla appiccicoso.

Dividete l’impasto in tanti cordoni dello spessore di un dito e tagliateli a tocchetti.

Spolverateli di farina per evitare che si attacchino l’un l’altro con l’accortezza però di eliminare la farina in eccesso prima della frittura.

Preparate una padella capiente, io ho utilizzato l’olio per fritti, benchè la ricetta tradizionale preveda l’uso dello strutto, voi scegliete liberamente, il risultato è comunque ottimo in entrambi i casi.

Friggete le palline di pasta fin quando non si saranno perfettamente dorate. Lasciatele a scolare su carta assorbente.

Preparate un tegame o un’altra padella, aggiungete la scorza d’arancia, il miele e lo zucchero. Fate schiumare a fiamma dolcissima e aggiungete le palline fritte.

Lasciate che il composto ricopra la pignolata, rimescolate.

Preparatevi un foglio di carta da forno, anticamente si usava ungere con dell’olio una superficie di marmo, e versateci la pignolata cercando di dargli una forma a piramide, o per restare in tema a pigna. Fate raffreddare per una decina di minuti e infine decoratela con i diavoletti.

Buon appetito!

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2 Commenti

  1. A Lecce si chiamano purceddrhuzzi. E leggenda vuole che, se si fanno quando tira scirocco, la resa è fiacca, poco croccante e decisamente "gommosa"…

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