Trattoria San Pietro Padova Tel. 0498760330. Spinoso sardo e “bianco” di Bassano del Grappa: uno è un carciofo, conosciuto anche come lo spinoso d’Alberga (Liguria), e l’altro è l’asparago “immacolato”, tutto bianco coltivato nascosto da fonti di luce. In via San Pietro, una stradina veneta della nebbiosa Padova, il primo viene servito a mo’ di “insalatina saporita” per antipasto e, il secondo, con taleggio e penne lunghe. Dal menu ristretto e stagionale, la Trattoria San Pietro è un posto semplice ma piacevole, che colpisce per la qualità del cibo e per la gentilezza di chi vi lavora.
Fino a cinque anni fa la cucina del piccolo locale padovano era quella personalissima di Piero Paoletti e sua moglie Ivana Cavinato. Lui milanese, lei padovanissima. Da cinque anni è gestito dai figli della Cavinato: Davide e Alessandra Meneghetti, uno in sala e l’altra in cucina. Nonostante gli anni, è rimasto l’ambiente familiare: pochi coperti, tavoli comodi e molta cortesia. L’atmosfera sembra quella di casa. L’appellativo di osteria non ricorda nemmeno lontanamente le omonime caciarone romane. Con i suoi “suoni” veneti ricorda molto – almeno a chi non è in grado di distinguere i diversi dialetti – l’atmosfera della Treviso raccontata nel 1965 da Pietro Germi in “Signori e signore”.

Dialetti a parte, Osteria San Pietro del Veneto ha proprio tutto. Tra gli antipasti fissi troviamo il patè di fegato di vitello (8 euro), il tortino di polenta condita (7), la frittata con cipollotti (6) e l’insalata di arance, valeriana e pinoli (8).

Molto gustosa e fresca la già nominata insalatina ai carciofi. I “sardi” vengono serviti crudi e conditi con olio, limone e prezzemolo (8). Molto semplice. Con l’arrivo dell’estate entra la delicata mousse di tonno (8), l’insalatina di sfilacci di cavallo e rucola (7) e una più tradizionale caprese di bufala (8).

I primi generalmente non sono più cinque-sei a stagione, con alcune varianti giornaliere o settimanali (la cucina è molto legata ai prodotti di mercato). Nel periodo autunnale e invernale zuppe e risotti cambiano di continuo: da provare il risotto zafferano e ossobuco o quello asparagi e bruscandoli (10).
Tra i primi, c’è anche un classico romano (da migliorare però): spaghetti cacio e pepe (8). E ancora: taglierini freschi all’ampezzana (8), ravioli allo stracotto di vitello (8), tagliatelle con piselli freschi (9) e penne alla punta di asparago e taleggio (9).

Ed eccoci ai secondi. Il tradizionale ossobuco e piselli costa 16 euro, così come la costoletta ambrosiana e il gratin di manzo. Il fegato di vitello alla veneta, trifolata di vitello e zucchine, scaloppina ai carciofi e baccalà con polenta 15 euro. Poi qualche extra che si ritrova di tanto in tanto o nei menu di Pasqua e Natale: cosciotto di vitello ripieno di carciofi, faraona disossata e cotta al forno ripiena di nocciole con purea di carote e cosciotto di agnello ai carciofi con patatine novelle.
Completano il quadro i dolci (tutti 5 euro). Instancabili le pere “Martin sec” cotte nel vino e la morbida e gustosa caprese cioccolato e mandorle. Con l’arrivo della primavera Osteria San Pietro ripropone inoltre la crostata al limone (un po’ amarognola). Spesso si trova anche il tradizionale tiramisù.
Infine, se vi chiedete cosa bere, eccoci alla carta dei vini. Una piccola scelta, si legge nel menu, “adatta ai nostri spazi e alla nostra politica”. La lista delle bottiglie infatti è ristretta ma anch’essa di qualità. Per chi ama bere poco ci sono vini regionali serviti in caraffa: cabernet, merlot e bianco veneto dei Colli Euganei e bianco frizzante Cà Dei Fiori-Valdobbiadene (8-12 euro al litro). Tra gli altri c’è lo champagne Taittinger Reims Brut rèserve (89 euro).
Malus: il pane, un po’ scontato, e grissini in busta.
Trattoria San Pietro, via San Pietro 95, Padova. Tel. 0498760330 Sito
