Il Ristorante Gina a Fregene da oltre 60 anni porta a tavola una cucina di mare semplice e buona con le ricette della sua fondatrice, Nonna Gina. Oggi a mandare avanti l’attività c’è la nipote Rita, pronta ad accogliere una clientela ormai generazionale.
Dovevano essere tempi bellissimi quelli in cui tra le viuzze del Villaggio dei Pescatori a Fregene si potevano incontrare personaggi del calibro di Federico Fellini o Alberto Moravia. Erano gli anni Sessanta e gli intellettuali cercavano sul litorale laziale delle vie di fuga dalla già frenetica vita cittadina romana. Ad accogliere nel villaggio quelle persone legate al mondo dello spettacolo e della cultura, così come i pescatori della zona, ci pensava la signora Gina che, tra l’incolta pineta e il mare, aprì a metà del secolo scorso un chiosco di paglia con l’insegna “Vini e Oli”, diventato nel corso del tempo prima trattoria e poi il ristorante “Gina”. Ieri come oggi, i clienti vengono qui accolti dalla cordialità e dal sorriso della nipote di Gina, Rita, che oggi gestisce il locale, ristrutturato nel 2012, dove vengono portate avanti le ricette di sua nonna, mancata nel 2014.
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Ristorante Gina a Fregene: in principio furono telline e patatine fritte

“All’epoca nonna ha iniziato con un vini e oli, poi ha cominciato a fare gli spaghetti con le telline per i pescatori locali, lo spiedino di mazzancolle, i calamaretti arrosto e le sue famose patate tonde fritte (stile chips, ndr)“, ci racconta Rita. Piano piano sono arrivate le persone del mondo dello spettacolo. “Qui c’erano distese immense di sabbia, alle nostre spalle vedevi solo macchia mediterranea”. Allora in zona c’erano solo loro, insieme ai fratelli Mastino, a Salvatore de La Scialuppa e al Ristorante Albergo La Conchiglia.

Tra un ciak e una gita di piacere, ai tavoli di Gina potevi trovare seduti proprio Moravia, Lina Wertmüller, Fellini e pure il suo pupillo Mastroianni (non lontano da lì, sulla spiaggia di Passoscuro, avrebbero girato insieme la celebre scena finale del film La Dolce Vita). Con l’arrivo dei chioschi sulla spiaggia, soprattutto alla fine dello scorso millennio, le cose sono molto cambiate, così come il tipo di clientela, diventata meno esclusiva e abituale. Ma quando si entra al civico 36 di via Silvi Marina, il tempo sembra essersi fermato proprio a quegli anni Sessanta, perché Gina è il ristorante dove si torna, di generazione in generazione. “Abbiamo tra i nostri clienti nonni, figli, nipoti. C’è chi mi dice: ‘Rita, questa è la quarta generazione che veniamo da te’. Questo è bello”.
Com’è il Ristorante Gina a Fregene

A differenza degli altri ristoranti attivi negli stabilimenti del villaggio, Gina, che è aperto tutto l’anno, non si trova a ridosso della spiaggia, ma leggermente più all’interno, accanto all’insegna Casa Carmen, tra la strada e la pineta. Ci sono due ingressi: quello principale di via Silvi Marina in cui si accede direttamente nell’ampia sala interna e quello posteriore, che dà sul dehors. Pur trovandosi in un contesto verace come quello del Villaggio dei Pescatori, il ristorante mantiene una veste elegante, merito della cura di Rita, che sceglie personalmente anche i piatti, colorati e a tema marino (sono ceramiche che arrivano da Vietri sul Mare, impossibile non notarle). I colori predominanti sono il bianco e il blu, tra quadri a tema marittimo, barche in miniatura e perfino un camino. I posti a sedere potrebbero arrivare a 90, ma lei si ferma prima con le prenotazioni. “È una scelta. La cucina è piccola e mi piace seguire il cliente”. Tradotto: questo è il posto ideale se non si ama la confusione.
Cosa si mangia al Ristorante Gina a Fregene

Da Gina si mangia una cucina di mare tradizionale, semplice, ma allo stesso tempo variegata, quella che la mamma di Rita ha appreso da nonna Gina, sua suocera, con la quale ha lavorato fianco a fianco ai fornelli. “Mia nonna ha iniziato a sgusciare le telline e a farci la bruschetta”, ricorda la nipote. E quella bruschetta c’è ancora in menu, così come lo spiedino di mazzancolle e le patate fritte (le telline arrivano da fornitori certificati, tiene a precisare). In cucina il team è tutto al femminile, mentre a occuparsi della sala c’è il dinamico Enzo, sempre pronto a suggerire il piatto giusto.

Ma veniamo ai piatti. Chi cerca il primo diventato uno dei simboli del comfort food per eccellenza può stare tranquillo: ci sono gli spaghetti alle vongole veraci (20 euro). Facendo un passo indietro agli antipasti: cozze fritte (12), crocchette di spigola (12) e sauté di cozze e telline (15). Tra gli altri primi: spaghetti alici, pachino e pecorino (18), la minestra di pesce (18) o i tonnarelli ai frutti di mare (20). Per i secondi c’è l’immancabile frittura di calamari e gamberi (18), l’arrosto misto di pesce (25), lo spiedino di alici (18) o la spigola all’acqua pazza con patate (25). Per concludere il pasto, da rito, torta di mele, torta al cioccolato o tozzetti, tutti home made (vanno via come il pane). Quanto alla carta dei vini, si guarda all’Italia, tra bollicine, bianchi, rossi e rosati, con qualche incursione estera dalla Francia.
Ristorante Gina. Via Silvi Marina 36, Fregene (RM). Tel. 339 298 9243. Sito. Facebook. Instagram.
