Piatti di pesce pop, piedi nella sabbia e un’accoglienza sempre calorosa. La Scialuppa da Salvatore a Fregene è l’indirizzo sul litorale romano che non ci stanca: in estate e in inverno.
Sono le 12 di un’afosissima giornata di giugno. Una di quelle in cui è impossibile resistere al caldo che attanaglia Roma. E allora che si fa? Si fugge al mare. Seduti a uno dei tanti tavoli sulla spiaggia della Scialuppa, con i piedi sulla sabbia e un vento leggero, quasi ci si dimentica dei 37 gradi percepiti. Filippo, il caposala, sorride e saluta con calore, come tutte le altre volte che abbiamo deciso di mangiare in questo solido ristorante (con stabilimento) del litorale romano, aperto tutto l’anno. E che ve lo diciamo a fare, pranzare qui in una soleggiata domenica di dicembre dà la stessa soddisfazione.
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La Scialuppa da Salvatore a Fregene: un ristorante sul mare aperto tutto l’anno

Ma mentre scriviamo queste righe, l’estate è nel vivo e – come tutte le località di mare – Fregene cambia passo: la spiaggia si riempie, i tavoli pure. E anche alla Scialuppa da Salvatore il ritmo accelera. I coperti sono tanti, circa 200 a pieno regime, il flusso è continuo, però la qualità resta stabile. Magari adesso ci sarà da fare i conti con un po’ di attesa in più tra un piatto e l’altro.

Alla guida della cucina c’è lo chef Fabio Di Vilio, che negli anni ha messo a punto un’offerta solida, godibile e senza sovrastrutture. Dopo esperienze nel fine dining e una prima fase in cui ha provato a spingere su fermentazioni e tecniche più spinte, oggi ha trovato un equilibrio immediato: una cucina di mare chiara, leggibile, saporita. “L’obiettivo è che i piatti arrivino a tavola e possano essere spiegati in due parole“, racconta lo chef. E spesso non ne serve neanche una, aggiungiamo noi.
La cucina pop di Fabio Di Vilio alla Scialuppa da Salvatore a Fregene

La Scialuppa può contare su diversi ambienti, dalla sala interna alla veranda coperta vista mare, all’esterno ci sono la pedana di legno scoperta (ma non mancano gli ombrelloni per ripararsi dal sole), i tavoli direttamente sulla spiaggia, per mangiare sotto le ‘capanne’ in legno, il chiosco per l’aperitivo al tramonto. E se cercate uno spazio più intimo, poco più avanti c’è la torretta, una struttura leggermente rialzata, pensata per eventi privati (su prenotazione).

La cucina, dicevamo. Qui si mangia bene, lo abbiamo constatato più volte. In carta troviamo grandi classici che in un ristorante sul mare sono sempre richiestissimi: spaghetti con i lupini (17 euro), strozzapreti alla pescatora (must have della casa, 19 euro), crudi sale e olio, ostriche e tanta brace, dal pescato a molluschi e crostacei. Tutto molto diretto, con pesce fresco selezionato ogni giorno dalle aste di Fiumicino, Anzio e Porto Santo Stefano.

Accanto, c’è la sezione “Senza spine“, nata qualche anno fa da una collaborazione estiva a Parco Appio che poi Di Vilio ha fatto entrare stabilmente in carta. È una proposta pop e conviviale: piatti da mettere in mezzo e condividere, anche da mangiare con le mani. Polpo in versione bombetta con guanciale e salsa agrodolce (15), pallotte cacio e uova al sugo di moscardino (15), rosetta con ‘nduja di polpo e stracciatella (14), empanada di tonno rosso (16). E poi qualche proposta che, in base alla stagione, fa il suo ingresso in carta. Quest’estate, per esempio, ci sono le ottime linguine con scapece di peperoni e cozze (16), omaggio alla nonna dello chef: servite fredde, saporite e che fanno chiedere il bis.
Il servizio, la cantina e l’atmosfera alla Scialuppa da Salvatore a Fregene

In sala il servizio è giovane ma ben allenato. Il già citato direttore Filippo Lucantoni tiene insieme i pezzi con ritmo e attenzione, senza mai strafare. La carta dei vini è curata, e negli anni ne abbiamo apprezzato l’evoluzione: tanti naturali (puliti), buona presenza di etichette laziali, bollicine italiane e francesi, orange e rossi leggeri da servire freddi.
Per gestire questa grande macchina, Fabio Di Vilio ha formato una bella squadra anche in cucina: “All’inizio tendevo a fare tutto io, supervisionando ogni cosa – ci racconta -. Col tempo ho capito che i ragazzi stavano lavorando bene e ho allentato la presa: adesso vanno in autonomia e di questo sono fiero“. Ciò gli ha permesso di dedicarsi anche ad altri progetti, come la gestione dello Scoglio a Maccarese (trattoria di mare, anche questa sulla spiaggia), e nei mesi invernali spostarsi in Abruzzo, dove gestisce ben due rifugi di montagna – Montefreddo e Amarena, entrambi a Ovindoli – con una proposta tipica abruzzese.
E nel frattempo fa progetti per il futuro, come l’intenzione di aprire su Roma uno spin-off permanente di “Senza Spine”. E noi non vediamo l’ora.
La Scialuppa da Salvatore. Via Silvi Marina 69, Fregene (RM). Tel. 06 66560002. Sito
